La Binetti e gli imprescindibili diritti dei non ancora concepiti

Meno male che c’è la Binetti. La quale, dopo un periodo di silenzio, se ne viene fuori con una proposta di legge che pretende venga assegnato per legge un tutore, testuali parole, ai concepiti e “ai non ancora concepiti”, per tutelarne i diritti.
Risulta un po’ oscuro come il curatore potrà interpellare il suo cliente appena “concepito”, ma magari si organizzeranno consulti tramite ecografie. Chiarissimo invece chi sarà il tutore dei “non ancora concepiti”. Il mago Othelma.

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14 pensieri su “La Binetti e gli imprescindibili diritti dei non ancora concepiti

  1. Orgoglioso di pensarla come la Binetti , e di perdere amici per questo, non solo di essere censurato nel web, anche se probabilmente intendeva dire i non ancora nati. La cosa che mi preoccupa (ma non mi stupisco di niente) è che da parte di chi ha avuto la geniale idea di introdurre il diritto all’aborto ( tra l’altro a spese dello stato) la tendenza attuale è garantire diritti ai cani, che a quanto pare 3ssi sì sono interpellabili dai loro tutori. Ed ecco chechi non ama la compagnia dei pelosi deveevitare lamaggior pqrte dei locali. Ravviso inquietanti echi di nazismo.

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  2. No, non è un errore, parla proprio dei diritti dei non ancora concepiti, perchè si riferisce agli ovuli e agli spermatozoi, nei casi di fecondazione assistita, che prima dell’ intervento di fecondazione sono letteralmente”non ancora concepiti” e del diritto dei bigotti impiccioni di intervenire anche lì con una specie di avvocato d’ufficio, dei diritti degli ovuli, manca solo che facciano un cimitero per gli assorbenti ingienici usati e dei profilattici usati, che come è noto contengono una certa quantità di “non concepiti” e poi raggiungiamo il climax del ridicolo. Non gli basta far pagare al contribuente 25mila inutili parassiti raccomandati al costo di 600 milioni di euro annui ( qui buffi e inutili personaggi che sono gli insegnanti di religione, tutta gente che avendo fallito nel tentativo di conquistarsi un posto di insegnante son passati dalla comoda scorciatoia di una raccomandazione clericale ).

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  3. La Binetti vorrei farla parlare con qualche donna che ha ricevuto una diagnosi secondo cui seguendo le leggi di Natura, suo figlio nascerà e morirà in braccio ai suoi genitori dopo qualche ora o un mese al massimo. Sono sicura che le dirà che è suo dovere portare a termine la gravidanza – come pare di moda fra i nostri cardinali che nel frattempo coprono i preti pedofili – ma così, tanto per vedere se le si piega l’angolo della bocca in un’emozione.

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  4. Sono basita. Questa pia donna ha un seggio in parlamento per concepire queste bischerate? Detesto essere pleonastica ma necesse est: come può essa voler parlare di concepimento? che ne sa? La fede va lasciata fuori dal Parlamento. Dovrebbero entrare parlamentari assennati e utili al Paese che è alla deriva..

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  5. @–Urania

    Il parlamento, nella sua composizione, rappresenta il paese reale. Né più, né meno [*].
    Per l’elezione a parlamentare, a parte la capacità d’intendere e volere e quella derivante dall’età, non c’è altra discriminante.
    Perciò quel consesso è solo lo specchio di tutti noi.
    Spiace dirlo, ma questa è la democrazia.

    [*] Incidentalmente: mi ricordavo una regoletta per cui “ne .. ne” non andava mai accentato. Faccio una piccola ricerca, e trovo che “né” va sempre accentato se trattasi di negazione. Verifico sul sito dell’Accademia delle Crusca, che mi suggerisce “nè … nè” con l’accento grave anziché con quello acuto. Il correttore automatico, invece, mi segna errore la scrittura con l’accento grave. Chi conosce la regola giusta?

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  6. @ Lector: di solito ai Cruscanti viene data l’ultima parola, anche perché ci mettono svariati decenni a esprimere un parere su qualunque cosa 😉

    Comunque il problema forse non è tanto la Binetti, a modo suo coreografica, quanto Assuntina Morresi, che scrive per l’Avvenire e che attualmente sta redigendo le linee guida per la fecondazione eterologa per conto della ministra Lorenzin. Morresi si immagina che gli aspiranti genitori che chiedono la fecondazione eterologa sceglieranno i bambini su un menu. Come se agli aspiranti genitori adottivi venisse data questa disponibilità. Sono personaggi che mi fanno salire il crimine, come si suol dire.

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  7. @Lector
    ha ragione la Crusca, e la pronunzia esatta di “nè” (negazione) è sempre con la “e” aperta.

    La Binetti e Giovanardi sono drogati di ideologia, di egolatria e di chissà cos’altro…

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  8. @franz66
    A me risulta che sui diritti ai cani stiano puntando pesantemente (s)Forza Italia (altrimenti nota come forza Dudù) nelle persone di Berlusconi e Brambilla, che toh! sull’aborto sono esattamente sulle tue posizioni.
    Quindi oltre a scrivere commenti che c’entrano come i cavoli a merenda (per la serie “e allora le foibe???”) informarsi prima di dare dito alla tastiera

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  9. Ho scritto alla Treccani.

    Oggetto: SEGNALA ALLA REDAZIONE: né più né meno

    L’accademia della crusca propone per questa forma l’accento grave anziché quello acuto. Vedi:
    http://www.lessicografia.it/pagina.jsp?ediz=4&vol=3&pag=335&tipo=1

    Questa la risposta:

    “Gentile Utente,
    la pagina citata è tratta dalla quarta impressione (stampa, vale a dire “edizione”) del Vocabolario degli Accademici della Crusca: siamo negli anni 1729-1738. Le convenzioni grafiche sono poi cambiate.

    La ringraziamo per la sua gentile attenzione e le inviamo i nostri più cordiali saluti.

    Segreteria Redazione Treccani Online”

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