Il contratto

Il contratto è lì, sul tavolo, appoggiato. Ti guarda. O meglio, no, non ti può guardare, che diamine, è un foglio di carta. Sei tu che guardi lui.

E’ un contratto editoriale. Cioè, per pubblicare un libro. Un libro di carta, di quelli che vanno negli scaffali delle librerie, per essere venduti e letti. Soprattutto letti, si spera. E tu lo guardi, probabilmente come gli antichi cavalieri guardavano il Graal. Con la differenza che il Graal non esiste, e questo sì.

Devi firmarlo. Leggere quella montagna di clausole, e di commi, e di scadenze. Fa strano che tutto il tuo scrivere, e immaginare, ed estraniarti dalla realtà per creare qualcosa che dalla realtà sta fuori si risolva e si trasformi in questo, in due fogli di carta scritti in lessico giuridico, pieni di commi, di clausole, e di scadenze da rispettare.

Non te l’immaginavi così il tuo ingresso nella letteratura: una firma, la lettura di un codicillo, gli occhi sbarrati sperando di averne compreso appieno le implicazioni, perché a te che scrivi da una vita niente appare più ostico di quella lingua che in genere usi, maneggi e comprendi con tanta facilità.

E quindi firmi, perché è una vita che sogni di vedere un libro, un tuo libro, lì, sullo scaffale della libreria in cui finora sei entrata solo per comprare quelli altrui. E pensi che quando arriverà lì, sullo scaffale, ti sentirai forse come si sentono le amiche quando vedono per la prima volta il loro pupetto dopo il parto, un fagottino che piange e strepita chiedendosi dove è capitato mai, o lo accompagnano per mano il primo giorno d’asilo: una cosa tua che è diventata altro da te, e va fuori nel mondo.

E allora lo guardi ancora, il contratto, che sta lì, sulla scrivania. E poi apri il pc e inizi a scrivere, perché ci sono in quel contratto scadenze, e commi, e codicilli, e soprattutto date di consegna. E se vuoi essere in libreria a giugno, su quello scaffale, lo devi anche scrivere, il libro, eh.

26 pensieri su “Il contratto

  1. Sei una bravissima scrittrice e non vedo l’ora di leggere la tua creazione….sono certo che sarà un successo

    Mi piace

  2. Complimenti! Meritatissimo. La tua scrittura è affascinante a prescindere dall’argomento. Potresti scrivere su quanto di più noioso ci sia al mondo e vorrei leggerlo perchè sono sicura che tratteresti l’argomento con la solita ironia e intelligenza.

    Mi piace

  3. Era ora. Meno male che queste cose succedono. Ti fanno riconsiderare in meglio molte convinzioni. E adesso, rimboccarsi le maniche e basta perdere tempo sul blog, che avvocati e commercialisti sono spietati quando si tratta di clausole vessatorie 😉

    Mi piace

  4. e all’estero non va meglio le grosse ti scrivono cose tipo “l’autore cede i diritti alla casa editrice in tutte le maniere, senza limiti di tempo e senza limiti geografici”

    però avere delle clausole di consegna secondo me ti aiuta molto a non procrastinare.

    Mi piace

  5. Mio Dio ! Ad avvere scadenze così mi verrebbero gli attacchi di panico davanti al foglio bianco !
    Comunque complimenti, e scrivi , o Galatea !

    Anonimo SQ

    Mi piace

  6. Non leggevo il blog da un po’, ma ero già al corrente della notizia.
    Mi raccomando, ora impegnati che hai delle scadenze da rispettare. Io mi prenoto fin da ora per un autografo!

    Mi piace

I commenti sono chiusi.