Cose che ho imparato su Bologna

1. Bologna è la ragazza con l’orecchino di perla. È dovunque. Sui muri, nelle pubblicità degli ottici del centro, sui cartelloni, nelle vetrine, nei menù dei ristoranti. La vedi in qualsiasi posto e di qualsiasi dimensione. Ci cammini pure sopra, perché per terra ci sono adesivi con il suo volto che indicano la strada da seguire. Tanto che alla fine non vai alla mostra perché sei stufa di vederla ovunque, lei e il suo orecchino.
2. Bologna la grassa, il luogo dove si mangia divinamente bene, è un cliché vecchio, stantio, come il mandolino e la pizza e o sole mio cantato in gondola, e noi odiamo questi scontati cliché, per carità, signora mia. Poi ti strafoghi per due giorni di passatelli, tortellini e spuma di mortadella. E improvvisamente scopri che il cliché ha il suo perché.
3. Bologna è una città di giovani, tanti giovani, solo giovani, e quasi nessuno che parla bolognese. Tanto se ti chiedi se li hanno deportati in massa da tutte le altri città d’Italia qui, per fare cumulo.
4. Bologna ha dei personaggi stranissimi per le strade: per esempio, stamattina, nel cantone di un sottoportico ho visto un prete in tonaca lunga che sembrava uscito da un film di Luigi Magni, ma teneva in mano un iPhone. Con l’altra faceva il gesto di benedire il telefono. Non ho capito se perché era in collegamento Skype, o se stesse dando l’estrema unzione al telefono, oppure se non gli avevano spiegato che per far partire una app basta toccarla con un dito, non serve benedirla prima.
5.Bologna mi piace. Stop.

5 pensieri su “Cose che ho imparato su Bologna

  1. Bella Bologna, ma costosissima! Preferisco il mio lago d’Orta e le camelie che stanno fiorendo a manetta. Prezzi modici.

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  2. prossima volta andiamo al museo universitario delle cere anatomiche, e se fai un giro nel Pratello ne vedrai ancora di più di originali… ciao dalla Nico

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