Come Il sole all’improvviso (ovvero: sei una donna se…)

Quando il sole finalmente ha fatto capolino dal grigiore delle nuvole, dopo giorni e giorni di cupa pioggia costante, la bidella ed io in sala professori l’abbiamo guardato rapite, come si guarda un dono tante volte sperato e ormai neppure più atteso, come si guarda qualcosa che riconosci a stento, un miracolo. Siamo state lì imbambolate a fissare il barlugginio della luce, l’improvviso guizzo giallo sul fango del cortile, con la tacita palpitante, romantica meraviglia di chi vede l’alba del mondo.
E poi abbiamo commentato, in simultanea: “Accidenti, averlo saputo mettevo su la lavatrice, prima di uscire di casa.”
Siamo donne, eh.

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23 pensieri su “Come Il sole all’improvviso (ovvero: sei una donna se…)

  1. scrutare oltre il monte…vedere le nuvole ….il volo degli uccelli ….la brezza che si solleva ……”operazioni” che si sono perse …ormai vi è meteo.it che tutto ti dice ma che ha fatto perdere il contatto con la natura . vi ricordate ancora di qualcuno che vi ha insegnato il nome dei venti ?? ,la differenza con le brezze, le specie delle piante …dei fiori …..ecco come la “memoria” si perde …e la scuola dove è ?? scusate devo andare perché devo stendere …

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  2. Già, Arianna, me lo chiedo anche io dove sia la scuola. È anche dov’eri tu quando la maestra si sgolava per insegnarti a mettere le virgole, e non quegli orribili puntini di sospensione.

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  3. cara galatea ….te l’ho già scritto una volta, non offenderti ,non fermarti alle virgole, ai punti,pensa come ti fanno pensare,fermarti a pensare a quello che dici e non alla solita mitragliata di parole ….lasciale galleggiare

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  4. Cara Arianna, tu invece fermati alle virgole e controlla il lessico e la sintassi ballerina. Questa idea che la forma sia un particolare trascurabile è una immane cretinata che ha legittimato decine di idioti a pensare di essere dei veri artisti. Mentre sono solo gente che non sa scrivere un pensiero in italiano corretto.

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  5. vedo che il bucato è bucato ……e non saper guardare oltre le regole fissate dagli altri ….fa male …buon bucato

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  6. @–>Galatea

    “È anche dov’eri tu quando la maestra si sgolava per insegnarti a mettere le virgole, e non quegli orribili puntini di sospensione”

    Sei un po’ intollerante. Che fastidio ti dà il come scrive la povera Arianna?
    Lascia eventualmente che la parte del “politicamente scorretto” la faccia io, che non mi sono mai dichiarato democratico, né progressista.
    A ciascuno il proprio ruolo, come avrebbe detto la buonanima del Pirandello. 😉

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  7. In effetti, buon lector, l’invito a scrivere un italiano corretto è consono al mestiere di insegnante della signorina Galatea, ed è anche un invito condivisibile perchè scrivere un italiano corretto è una forma di rispetto verso l’interlocutore e nel contempo un modo per conferire dignità e efficacia alle proprie considerazioni. In verità il fastidio verso le regole è uno dei motivi fondamentali del degrado dell’italica nazione. Siccome lo scrivere, in virtù del suo ampio riemergere a causa dei nuovi media, è un modo per «esserci» nella virtuale agorà, ha la sua rilevanza. Per usare bene i puntini occorre avere una robusta formazione letteraria, nel senso che prima di trasgredire occorre conoscere, un po’ come accade nella pittura. Anch’io non sono democratico, avendo una certa scarsa fiducia del «demos», e forse neanche scrivo corretto, ma ci credo.

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  8. @lector: la povera Arianna, che non è povera per niente, fa parte di una pletora di gente che si crede autorizzata a commentare con fare finto saccente e New age, come se possedesse chissà quale artistica rivelazione da fare a noi menti ristrette, mentre è solo gente che non è mai riuscita a capire un tubo delle più elementari regole della sintassi, scrive in maniera ridicola ed incomprensibile e crede di avere in testa delle idee, mentre ha solo nella capoccia una gran confusione. Spiacente, ma non riesco ad essere tollerante. Mi infastidiscono.

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  9. Anche la mia signora associa il sole alla lavatrice possibile, il problema è che noi uomini lasciati a noi stessi laveremmo molto meno, con grande vantaggio ecologico per il detersivo in meno e svantaggio olfattivo per le maggiori persistenti puzze

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  10. Ragazzi, un modestissimo invito a una riflessione comune.
    Siamo tutti, si o no, antiproibizionisti? Io sì.
    Siamo tutti, sì o no, a favore della libertà sessuale e dei matrimoni gay? Io sì.
    Siamo tutti, sì o no, contro il reato di immigrazione clandestina? Magari per motivi diversi dai vostri, ma io lo sono.
    Siamo tutti, si o no, per la libertà di sentimento religioso di ciascuno? Io si.
    Siamo tutti, sì o no, per il vivere e lascia vivere? Io sì.
    E allora, scusate, ma che fastidio ci dà una che mette i puntini di sospensione al posto delle virgole?
    Rilassiamoci, dai! 😉

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  11. Mettere i puntini a cavolo o al posto delle virgole è un errore. Quindi sul mio blog i commentatori sono pregati di usare la punteggiatura secondo le regole. Posso capire una svista, per carità: ma se una si incaponisce a volerla usare a capocchia, allora io sono liberissima di dirle che qua non ce la voglio.

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  12. Non so caro Lector, io penso che le regole condivise ci rendono liberi davvero, l’uomo è «zòon politikòn», è libero come comunità nel suo insieme, la libertà del singolo è solo un’invenzione giuridica, non è un correlato autentico della natura umana per quel che è. Comunque, anche se siamo amici, lo sai bene che io non sono un liberale come te.

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  13. Diego carissimo, io non credo di essere un liberale, almeno nel senso corrente che si suole dare a questo termine. Mi reputerei piuttosto un “anarchico relativista nichilista” (la mia prima scelta per un possibile nick fu Rascholnikov) anche se – riferendomi al già citato Pirandello – mi rendo perfettamente conto, da relativista, che noi non siamo ciò che crediamo di essere, bensì come ci vedono gli altri.

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  14. «Rascholnikov» fa davvero impressione! Buon sabato sera vecchio mio! Un saluto a tutti gli interlocutori, e ovviamente alla signorina Galatea. A rileggerci.

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  15. Avevo pensato una battuta un po’ misogina e sessista su donne e lavatrici, ma dato il tenore dei commenti ripiego sulla citazione di una battuta di Nanni Moretti tratta da Palombella rossa:
    “Chi parla male, pensa male, e vive male. Bisogna trovare le parole giuste: le parole sono importanti!”
    (ed anche il modo di scriverle, aggiungo)

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  16. Niente di personale ma mi è tornato in mente Fortebraccio, quando raccontava di essersi deciso un giorno a diventare pittore. Optò ovviamente subito per l’astrattismo, “grande risorsa di noi principianti”. Immagino l’analogo fastidio di un pittore adeguatamente formato di fronte al principiante che mette sulla tela un paio di linee 😉 Buona domenica Galatea!

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  17. “non stanno parlando veramente di me,sono solo un nome in una scatola,è la loro battaglia… Io sono solo l’espediente per fargli tirare fuori l’infelicità”. f.b. .
    vi invito a visitare le fabbriche di Porcia virgola piene di parole vuote punto

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  18. Aria’ le fabbriche di Porcia sono piene di operai che protestano, non credo che i tuoi commenti inutili su questo blog li aiutino. Però riesci con questo commento a dimostrare perfettamente che non è solo un problema di grammatica conosciuta poco, il tuo. Ciao, eh.
    PS. Quando uno per giustificarsi tira fuori una situazione come Porcia o un commento come questo che hai scritto dimostra che avevo perfettamente ragione ad incazzarmi con lei/lui.

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  19. Mi spiace, mi trovo pienamente d’accordo con Galatea, pur non essendo una professoressa ma una semplice studentessa che, per inciso, sa di fare una quantità imbarazzante di errori sintattici. Tutti quei puntini di sospensione mi attirano lo sguardo, lo risucchiano come buchi neri. Puntualmente mi trovo a leggere solo i puntini.

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