La teoria del cretino politico

Visto che oggi Alessandro Gilioli stila un vademecum sulle stronzate, io rispondo con tre punti che dovrebbero aiutare a stilare l’identikit del cretino politico, e che poi posso essere ampliati a discrezione dei lettori:

1. Il cretino in politica esiste, ma perché è cretino a prescindere: uno è cretino in politica o sul web perché è cretino nella vita di ogni giorno;

2. Come dimostra il teorema di Cipolla sulla presenza degli stupidi, essi sono equamente distribuiti nella società, e quindi anche nei partiti. Ogni partito, perciò, ha al suo interno una percentuale più o meno fissa di cretini. Dal che si evince come corollario che credere di non essere cretini solo perché si vota un certo partito è una cretinata. Semmai in politica è più uniforme il tipo di cretino che un certo partito attira: ovvero il partito X tenderà, con la sua ideologia o con il suo modo di fare, ad attirare solo un certo tipo di cretino. Il che è una jattura, perché i cretini uniformi, ragionando male ma tutti nello stesso modo, finiscono per coordinarsi, corroborasi, e avere una straordinaria forza d’urto per prendere il potere, all’interno del partito e della società;

3. Il buon senso spinge ad affermare che poi ognuno di noi è sempre il cretino di qualcun altro. Il che è vero. Ma ci sono alcuni che dovrebbero essere considerati oggettivamente cretini da tutti. Di solito, in Italia, sono quelli che riescono a fare carriera in politica.

Avviso ai commentatori: ovviamente questo è un post cretino. Se lo commentate seriamente, indovinate un po’ che siete voi.

19 pensieri su “La teoria del cretino politico

  1. mi sovviene una domanda,da tanto tempo ed il tuo articolo mi apre le porte, come mai tutti i cretini riescono a mettersi insieme e a conquistare il potere e i positivi no?? alcuni mi hanno risposto che questo è il destino del mondo ed io cretino-a ci ho creduto …….

    Mi piace

  2. Assioma di Cole – “La somma dell’intelligenza sulla Terra è costante; la popolazione è in aumento”
    Detto toscano: “Se i bischeri volassero sarebbe tutto un frullio d’ali”
    Un cretino è un cretino. Due cretini sono due cretini. Diecimila cretini sono un partito politico. [Franz Kafka, forse]

    Mi piace

  3. La qualifica di cretino probabilmente la merito.
    Tuttavia – ricordando le categorie descritte da Carmelo Bene – non rientro né tra i cretini che hanno visto la Madonna, né tra quelli che non l’hanno vista.
    Sarò inserito in un terzo genere, chissà.
    😀
    Inchino e baciamano.
    Ghino La Ganga
    P.s. per Arianna:
    tanti cretini riuniti possono anche perderlo, il potere. Pensaci bene.

    Mi piace

  4. @Ghino: io la Madonna invece l’ho vista. Cantava Like a Vergin. E ho comprato pure il disco. Il che certifica senza ombra di dubbio che sono cretina, e per giunta anche in che categoria posso essere ascritta.
    Inchino e reverenza, Ghino.

    Mi piace

  5. I cretini danno l’impressione di pendere il potere perchè chiunque sappia fare qulcosa di utile al mondo e impegna tutta la propria vita per farlo appare meno cretino di quel che probabilmente è, mentre dato che spesso il potere (NON la responsabilià) può essere raggiunto con pure attività di fedeltà ad un partito, le seconde file dei partiti e delle organizzazioni di grandi dimensioni sono fatte da persone lacui scarsa levatura intellettuale è particolarmente evidente.

    Mi piace

  6. Durante un comizio elettorale del generale De Gaulle, uno del pubblico urlò: “Mon genéral, morte ai cretini!”. De Gaulle lo guardò e rispose freddamente: “Monsieur, il vostro programma è troppo ambizioso!”

    Mi piace

  7. Secondo te vale anche per la “cretineria” la seguente affermazione di Einstein?
    “Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, e non sono sicuro della prima”

    Mi piace

  8. So di essere bandito da questo consesso, anche se continuo ad ignorarne il motivo. Ma vorrei ugualmente proporre alla gentilissima titolare del blog una replica quasi seria (sì, so anche di essere un fesso, anche se non proprio un cretino), in particolare eccepire la mia personale insofferenza – a petto dell’apparente indifferenza di Galatea – per il proliferare, oltre ogni decente limite, dei cretini in politica. Mi riferisco alla poitica politica, ossia all’accesso elettivo dei cittadini alla cosa pubblica e alle istituzioni e cariche pubbliche. Non mi riferisco cioè necessariamente ai partiti, che sono un’entità colalterale e restano liberi di sopravvivere tesserando chiunque, ma che continuano pur sempre a doversi distinguere socialmente per un ruolo essenziale affidato loro dalla comunità, quello di selezionare i cittadini che si propongono di varcare certe soglie. Se accade che invece i partiti selezionano e la politica si riempie di cretini la cosa, lungi dall’ispirarci amenità e indifferenza, dovrebbe allarmarci anzi che no. Non possiamo cioè starcene a guardare come propone Galatea, perché, tanto, se monta un cosa simile, è perché la società intera si va riempiendo di cretini. Chi, seriamente (io sono sempre il fesso di prima) potrebbe convincersi di una simile insostenibile baggianata? Piuttosto, se accade questo, è perché le istituzioni, lo stato sta marcendo e la società delega, attraverso quel che resta dei partiti, il peggio invece del meglio di sé ad occuparsi di tutti. Oggi delega i cretini, certo, ma ricordiamoci che non è nememno solo questione di cretinaggine. Ricordiamoci che il cretino è anche puntualmente e sommamente disonesto (*). Chi non lo è, in genere facciamo fatica a detestarlo, ancor più ad odiarlo, lo chiamiamo ingenuo, magari anche fesso, ma mai cretino.

    (*) E’ vecchia quanto falsa e interessata l’idea che il disonesto e il prevaricatore siano anche persone intelligenti. In genere vale piuttosto il contrario. I peggiori ceffi della storia stanno lì a raccontarcelo.

    Mi piace

  9. Io penso che giochiamo tutti un breve gioco. Ognuno inventa le sue regole, e cerca di farle rispettare agli altri. Si incazza pure se non vengono rispettate, nel piccolo cerchio, o grande che sia, vuole che tutto vada come pensa che dovrebbe andare.
    La parte divertente arriva alla fine: tutti perdono alla stessa maniera e non ha ragione nessuno, e neanche torto.
    Ma smettere di giocare non è possibile

    Mi piace

  10. Fors il vero cretino e` chi da` sempre del cretino agli altri senza accorgersi che gli altri danno del cretino a lui?

    Mah!

    Gigi

    Mi piace

  11. Dato che hai comprato il disco di MAdonna, per espiare dovrai comprare l’ultimo disco di sir Oliver Skardy, che non è male, anche se un po’ cretino….

    Mi piace

  12. Io a volte mi sento cretina quindi credo che un po’ di cretinaggine sia in ognuno di noi! Come si dice, prenderne coscienza è già il primo passo! Di solito il cretino oggettivo non ha consapevolezza, non riesce a vedersi tale! Questo è il dramma!

    Mi piace

  13. Adoro Cipolla, ma il suo punto 2 non mi ha mai convinto.
    Io sono del parere invece che in certi campi (automobili, sport, vestiti, gli stessi libri etc) veri cretini tout court (e non “di un certo tipo”) si raccolgano con più facilità attorno a determinati articoli che ad altri.
    Parlando di sport sono cioè più vicino a Shaw che a Cipolla. Il primo infatti diceva che “Per giocare a golf non è necessario essere stupidi. Però aiuta enormemente”.
    Similmente la concentrazione di guidatori imbecilli sulle smart o sui suv o sulle mini è nettamente più elevato che non sulle bmw o sulle renault.
    Preciso di possedere una smart, giusto per non sembrare in conflitto d’interessi.

    Mi piace

  14. Per non parlare del gruppo costituito da persone che gestiscono un blog, Olchansky.

    Al dire la verità, la sua obiezione al punto due non mi convince, perché la determinazione del coefficiente delta di stupidi di un dato gruppo è valido nella misura in cui il campione preso in esame è significativo.
    Nel caso dell’auto (che, personalmente, giudico di per sé uno strumento di amplificazione dell’idiozia – nella fattispecie, quindi, abbiamo un primo bias), anziché prendere in cosiderazione gli automobilisti nel loro complesso, si prende in esame un sottogruppo la cui supposta più elevata concentrazione di stupidi (immagino desunta dallo stile di guida) potrebbe essere ulteriormente accentuata dal tipo di vettura e dal comportamento che il mezzo induce maggiormente a tenere (secondo bias).

    Insomma, è materia interessante, questa, ma complicata.

    Mi piace

I commenti sono chiusi.