Stipendi polacchi

Il problema che pare sfuggire, a chi propone agli operai dell’Elettrolux di accettare “stipendi polacchi”, è che, per farlo, bisognerà anche garantire poi loro case con affitto polacco, supermercati con prezzi polacchi, costo della vita polacco.

Ma ho il sospetto fondato che i proprietari di casa, i padroni dei supermercati, i negozianti e tutti gli altri fornitori di servizi, invece, pensino di poter continuare a pretendere che paghino costi a livello italiano.

E invece mi sa che se vogliono operai a stipendio polacco dovranno prima o poi rendersi conto che anche i loro utili diventeranno polacchi.

Perché se i soldi non girano, prima o poi non girano per tutti, e tanti saluti, eh.

 

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35 pensieri su “Stipendi polacchi

  1. Intanto negli Stati Uniti, dopo che Stiglitz ha scritto un libro sul prezzo della disuguaglianza crescente, 600 economisti e 7 premi Noble hanno chiesto ad Obama di alzare i salari legali minimi a $10.10, cosa che alcuni stati dell’unione e alcune città hanno già fatto, anche portandoli a $15/ora.
    E la ragione e quella citata: se la gente non guadagna non puó spendere, come ha detto il capo di Google a Davos: i salari sono troppo bassi e la classe media (quella che spende) non puó più comprare e da qui la crisi.
    Punto.

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  2. Potrei scrivere un commento serio, parlando del costo del lavoro, che è veramente schifosamente alto rispetto al netto percepito dal lavoratore.
    Invece ne scriverò uno dei miei soliti, idioti: anni fa feci un contratto ad una collaboratrice che credevo polacca ….invece era solo po’vacca (considerando che usava i miei mezzi e la mia struttura per il lavoro, portando poi i clienti che reperiva ad un mio concorrente)

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  3. Sono d’accordissimo con cannedcat !!! Ma io rimango basita di come noi italiani non ci alziamo tutti in protesta e come il Governo nazionale non intervenga redarguendo certe proposte. Da nord a sud dovremmo essere uniti nel protestare. Ma ci ricordiamo o no del diritto al lavoro? E della dignità di uno salario giusto? Questo non è un pensiero politico ma di dignità sociale.

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  4. chi vive lì intorno secondo me questa cosa la capisce benissimo, sono i dirigenti della Electrolux che non hanno capito che la decrescita che chiedono colpirà prima o poi anche loro. O almeno, lo spero 😦

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  5. Bisogna garantire.. a chi?
    Agli operai della Electrolux? E perche`?
    E con che diritto?

    Non capisco cosa si voglia insegnare ai dirigenti Electrolux? A pagare i dipendenti italiani se questi valgono poco?
    Se i dipendenti valessero di piu` verrebbero pagati di piu`.
    Quello che si dice qua non ha senso alcuno
    Che si vuole tenere in piedi una fabbrica in perdita?
    E chi la paga?
    Gli azionisti Electrolux?
    I blogger che scrivono qui?

    Oppure vogliamo insegnare ai dirigenti Eletrolux a fare il loro mestiere?
    Oppure facciamo la rivoluzione comunista cosi` diventiamo come la Polonia, ma non quella di adesso, quella di 30 anni fa dove la gente faceva la fila per 3 ore per comprare il pane..

    E se facciamo lo stipendio minimo, e la dirigenza dice allora, bene chiudiamo la fabbrica e portiamo tutto in Polonia questo va bene?
    Perche` e` giusto che un operaio cinese o polacco sia povero e un operaio italiano non va bene?
    Questo e` razzismo!

    Chi vuole tanto bene agli operai italiani se li mantenga lui con le sue tasse!
    Non chieda soldi a me!
    A me non mi mantiene nessuno!
    Io devo guadagnarmi il pane tutti i giorni con il sudore della fronte senza sindacati del kaiser che mi proteggono!

    Sono furibondo!

    Gigi

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  6. Gigi un grande. Era da un pezzo (o era Luigi, allora ? ) che ci mancava.

    Anch’io sono perplesso, comunque. Perché non mi risulta che l’Electrolux produca frigo da primo prezzo per sottomarche (o no ?), ma prodotti di alta qualità (almeno così ce la menano, quando li acquistiamo, a quei prezzi), ovvero quello che da 30 anni i liberisti dicono che dovrebbero fare i paesi avanzati.

    E allora, dove sta il punto ? Forse che l’ Electrolux non vuole fare gli investimenti necessari a riqualificare le aziende, perciò preferisce spenderli altrove (come ha fatto, per dire, la Fiat in Serbia e Polonia?). E com’è che altre aziende invece vanno bene, pur essendo in Italia ?

    Insomma, qualcosa mi (ci) sfugge, in questo paese le cose VERE mi sa che nessuno ce le racconta. Chi sa, per favore, parli.

    Comunque non si tiene in piedi l’economia coi sussidi pubblici, viceversa è il pubblico che si tiene in piedi se l’economia va. E ora che l’economia non va, pure il pubblico si sta disfacendo (noi che siamo nella scuola e formazione lo sappiamo bene).

    Anonimo SQ

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  7. Mi sorprende che nessuno qui abbia messo in evidenza un fatto importante. Elettrolux vuole andare via perchè qui in Italia è costretta a lavorare con un socio dalle qualità imprenditoriali pari a zero. Questo socio, non stringe mai la cinghia, spende e spande, ha ambasciate in parti sperdute nel mondo, finanzia opere colossali che poi abbandona e lascia al degrado quando stanno per essere ultimate. Il socio mangia e fa mangiare amici e parenti, da 20 anni si spartisce i proventi degli italiani, tra interessi di alta finanza e festazze in palazzi settecenteschi. Le scarse capacità di questo socio, alla fine determinano un costo del lavoro che è 1 volta e mezza quello di un qualunque altro stato europeo. Il nostro socio è lo STATO. Se lo stato siamo noi, eliminiamo dalla lista della spesa l’acquisto di decine di cacciabombardieri F35 e vedrete che gli stipendi potranno benissimo restare a 1400 euro anzi potrebbero anche aumentare. Populismo? Niente affatto, sono dati scientificamente dimostrabili. Detto questo, iniziamo a documentarci, a leggere i bilanci di spesa delle amministrazioni, ad assistere alle sedute dei consigli comunali, a controllare, segnalare. Cmq sono con gli operai della elettrolux.

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  8. Caro AnonimoSq,
    le cose cono molto piu` semplici di come te le immagini:
    1) i frigoriferi non sono astronavi, si possono produrre un po` ovunque, in Turchia, Cina e Polonia, appunto
    2) la Electrolux non produce celluari dell` ultima generazione, chip per computer, farmaci per il cancro, auto elettriche, ma appunto frigoriferi
    3) molte aziende falliscono in Italia perche` in Italia manca una cultura industriale, in quanto gli italiani sono capaci di fare scarpe e borsette ma non hanno mai investito in tecnologia d` avanguardia.
    Molte fabbriche in Italia stanno chiudendo proprio per questo.
    Naturalmente ci sono molte eccezioni
    4) Non ci sono segreti nascosti, bisogna lamentarsi di meno e lavorare di piu`

    Gigi

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  9. Anche questa faccenda è spinosa.. Suppongo che il problema sia la mancata riqualificazione.. anzi la tendenza alla delocalizzazione. Non sono nè un’ operaia nè una manager, e non voglio scagliarmi contro nessuno. Ci vorrebbe lucidità da parte di tutti e uno stato diverso. Gigi è stato punto nel vivo.. a quanto pare.

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  10. Non mi sembra che l’Italia non abbia mai investito in tecnologie di avanguardia:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Olivetti_Elea_9003
    http://it.wikipedia.org/wiki/Programma_101
    http://it.wikipedia.org/wiki/Pendolino
    sono le prime cose conosciute al grande pubblico che mi vengono in mente.

    Oggi come oggi il processo sembra essersi fermato, anche se esistono delle realtà che rimangono all’avanguardia, questo è vero. Io segno il punto di svolta nell’88 quando Ghidella venne cacciato dalla Fiat su ordine di Romiti. Trasformando così gli Agnelli da industriali a finanzieri, con il risultato finale di aver distrutto l’industria automobilistica italiana, così come ha fatto De Benedetti con l’industria informatica.

    Se la classe dirigente è composta da finanzieri è naturale che i risultati siano quelli dell’Electrolux: il completo distacco della logica produttiva mettendosi a guardare solo i costi ed i ricavi a breve termine porta ad una progressiva perdita di competitività. Cercare di recuperare un impianto inefficente tagliando i costi di manodoera è un chiaro segno di queste logiche, che comunque è assolutamente ovvio rimanderanno solo di poco tempo la chiusura dello stabilimento.
    La dirigenza finanziaria avrà incassato fior di denati ottenuti spolpando la parte produttiva. Cosa importa a loro se i prodotti saranno si scarsa qualità e rifiutati dal mercato? Tanto essendo rentiers si saranno spostati a succhiare soldi da qualche altra parte.

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  11. Quasi tutti i coetanei di mio figlio, quelli con una laurea in discipline tecnico-scientifiche, hanno dovuto trovare lavoro all’estero, dagli USA alla Turchia (!). E io abito nel “mitico” Nord-Est.
    Questo la dice lunga sullo stato delle cose in Italia.
    Del resto, decenni di “assalti alla diligenza”, non potevano che portare alla situazione odierna. A ben vedere, siamo stati fin troppo bravi nel riuscire ad arrivare qui.
    Fin tanto che c’era la Lira, con un po’ di finanza allegra e qualche maquillage ai conti pubblici, si riusciva a combinare il pranzo con la cena. Ora che, per effetto dell’Euro, siamo tutti sotto la stretta sorveglianza di Merkel & Co., questo non è più possibile e i nodi sono inesorabilmente venuti al pettine, compresa l’inefficienza media comparata del sistema Italia rispetto ad altri paesi.
    Il capitale globalizzato è mobile per definizione e va dove incontra il miglior rapporto costo/beneficio, intendendo questi due termini ovviamente in senso lato e onnicomprensivo (costi opportunità, costi d’impianto, costi di qualificazione, costi di trasporto, ecc.).
    Il capitale globalizzato è anche “inumano”, cioè totalmente insensibile ai costi sociali derivanti dalla sua mobilità, a meno che questi non siano traducibili in unità di conto e dunque possano rientrare in quel rapporto costo/beneficio di cui si diceva poc’anzi.
    Finché non si comprenderà che per distribuire bisogna prima produrre e che le ragioni della distribuzione sono differenti da quelle della produzione, vivremo sperando e moriremo cantando.
    Una buona politica economica, preso atto che si sta operando in un sistema capitalistico globalizzato, dovrebbe fare tutto ciò che è nelle sue facoltà per favorire la produzione, agendo poi sulla distribuzione per ampliare quanto possibile la platea dei soggetti che andranno a beneficiare dei maggiori redditi prodotti ma avendo sempre presente la preservazione della capacità produttiva.
    Ossia, esattamente il contrario di quel che si è fatto in Italia negli ultimi trent’anni.

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  12. @gigi

    Io non credo che gli operai dell’electrolux possano lavorare di più: fan turni di 8 ore, con due intervalli di 10′ l’uno, di 7′ l’altro, per un totale di 17′ al turno. Solo chi fa il turno col mezzogiorno in mezzo fa una sospensione di un’ora per mangiare.

    Se devono produrre di più in quel tempo, o la ditta investe in macchinari, o non se ne fa niente, direi. Oppure lavorano per metà stipendio, ma così non possono vivere.
    Che si deve fare ?

    Anonimo SQ

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  13. @–>Anonimo SQ

    Si accetta in cambio di azioni rappresentative della proprietà, con obbligo di riacquisto da parte della società stessa a una scadenza predeterminata in linea col piano industriale approvato dalle varie rappresentanze. Il Governo emana una disposizione speciale di esenzione dalle plusvalenze per la rivendita delle azioni da parte del personale dipendente in condizioni di questo tipo e le banche aprono linee di credito agevolate ai dipendenti stessi, fino alla data della cessione quote, con garanzia reale sui titoli societari e garanzia fideiussoria del Tesoro.
    Ovviamente, la mancanza di sufficiente cultura economica delle parti delegate alla contrattazione, come al solito impedisce che si vada oltre gli schemi consueti di accordo e che si esplorino ipotesi alternative di soluzione.

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  14. @AnonimoSQ
    Lavorano per ADDIRITTURA 8 ore al giorno?
    Wow..
    Dei veri stakanovisti
    Me..

    @Mike
    L` innovazione italiana.
    La Olivetti (roba di 30 anni fa), il Pendolino che i giapponesi qui lo fanno andare al doppio della velocita`, mettici dentro la Ferrari e le borsette di Prada e abbiamo quasi terminato.
    Per fortuna c` e` ancora ST Micro e qualche altra azienda di valore, ma poca roba.

    Guardiamo l` innovazione in Giappone:
    Panasonic, Canon, Toshiba, Advantest, DNP, Denso, etc.

    Siamo su un altro pianeta .. ..

    Gigi

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  15. @gigi:
    adesso faccio il nerd ferroviario. I Shinkansen habnno velocità di crociera tra i 250 km/h e 320 km/h in dipendenza delle linee. Linee che sono linne ad alta velocità. Il pendolino fa i 250 km/h di crociera su linee normali, che altrimenti dovrebbero essere percorse tra i 180 e i 200 km/h. Va detto che negli anni ’70 gli inglesi tentarono di fare dei treni sullo stesso principio del pendolino, ma non ci riuscirono se non anni dopo che la Fiat aveva iniziato a vendere i Pendolini.

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  16. Mi sembra che in tutta la discussione manchino dei punti fondamentali:
    1) Tutta la PA e buona parte della manifattura, del commercio e dell’agricoltura è scarsamente automatizzata
    2) L’automazione è l’unico modo per avere prodotti di eccellenza anche se implica meno addetti ma pagati bene
    3) Per automatizzare servono teste moderne e soldi, sopratutto capitale di rischio
    4) Il capitale da noi è bloccato in immobili e titoli di stato, quindi non c’è in pratica, né per innovare e neppure per aiutare le imprese nei mpomenti di chiusura del rubinetto bancario, cioé come adesso dove le banche non hanno capitale neppure per parare i loro guai
    5) Le grandi cose fatte nel passato sono state fatte perchè lo Stato erogava capitale di rischio gratis o a tassi agevolati e/o acquistava da aziende italiane tramite FS, forze armate, etc.
    Per l’insediamento di Melfi (Fiat+indotto) lo Stato ha scucito 2.900mld di lire mentre per Olivetti, pur finanziando gli stabilimenti al Sud, non ha mai comprato la sua tecnologia avanzata IT e si è limitato, in tempi recenti, a favorirla con la storia dei registratori di cassa o con le stampanti per le Poste, anche se bisogna dire che lo sviluppo ICT pompato dalla mano pubblica è fallito un po’ dovunque visto che il vantaggio tecnologico USA era troppo grande da colmare grazie ai miliardi di dollari che la DARPA pompava e pompa nella ricerca.

    In definitiva, il caso in questione ricade in questo ambito: Electrolux non vuole investire in automazione perché le costa di meno trovare operai (anche in Culonia) pagati poco, e tutto questo per cercare di sopravvivere, cosa di breve respiro perché prima o poi qualcuno farà le cose che fanno loro con molti robot o con altri che si accontentano anche di meno.

    Resta alla fine quello che diceva Galatea, e che ha detto il capo di Google a Davos: la classe media non ha più soldi, va sempre più indietro e non potrà comprare un apparecchio Electrolux, Candy, Nikon o Bialetti.

    Ma questo è un problema politico che nessuno vuole affrontare.

    Il mondo è ancora infestato dalle teoria di quella bestia immonda che era la Thatcher: egoismo e avidità, quella che ci ha portato alla crisi che, nonstante gli sbattomenti di Renzi e di SB e le chiacchiere di Letta Il Giovane, non solo non è passata ma si sta ripresentando con le crisi in Turchia, Argentina (e probabile contagio in Brasile), Sud Africa.

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  17. A me sinceramente sembra che l’ Electrolux abbia fatto i suoi conti, e abbia pensato che se si debbono investire soldi in automazione meglio farlo dove questo permette di produrre a costi sostenibili, illudersi che gli imprenditori siano stupidi è ridicolo, il fatto che certi ragionamenti trascurano è che in realtà da uando la bestia immonda dell’egoismo ha scalzato parzialmente l’illusione che la politica possa creare riccchezza e benessere n tutto il mondo la povertà reale si è dimezzata, se anche la classe media italiana dovese essere spazzata via e in italia dovesse esserci la miseria nera, di fronte a mezzo miliardo di persone che morivano di fame e adesso possono comperare un frigorifero, pensate vramente che ai produttori i frigoriferi la cosa possa sembrare preoccupante?

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  18. Il produttore di frigo guarda alla semestrale, al massimo a qualche anno. Come fanno tutti, e quindi la disoccupazione non potrà che aumentare.
    A questo punto non è un problema del fabbricante ma è politico: che ne facciamo di milioni di disoccupati?
    È la stessa reazione avuta a Davos dopo il discorso del capo di Google sull’immiserimento della classe media: noi ricchi che c’entriamo?
    Perché ci attaccate?
    Ci state ghettizzando!
    E uno si è addirittura paragonato ad un ebreo nella Germania hitleriana, cosa che ha scatenato una bella polemica in USA.
    Quindi siamo al dialogo fra sordi: economisti che avvisano il governo US che l’impoverimento della classe media “è” il problema!
    E chi trova vantaggio da questa situazione che non vuole cedere neppure un cent.
    È un problema politico e certamente le ricette thatcheriane e della Clinton non possono risolvere.

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  19. Leggendo i commenti e sentendo le tante chiacchiere dei vari talk show noto che nessuno vuole menzionare il principale motivo di eventi come questo: il mercato degli elettrodomestici è ormai saturo in Europa, e gli unici mercati ancora attivi sono nell’Est della stessa. Ma non si possono vendere frigoriferi prodotti con i costi italiani in Polonia, Romania, Bulgaria ecc. (o in Ucraina, su cui tutti sperano…) in mercati dove i prezzi sono la metà, a meno che non si tratti di prodotti realmente superiori e destinati alle oligarchie.
    Se non si riconverte parte della produzione si continua a mantenere in vita aziende senza futuro illudendo dolosamente le maestranze che il lavoro tornerà mantenendole con la CIG. Renzi questo lo ha chiaro, ma la Camusso e Landini preferiscono ignorare tutto ciò, perchè perderebbero potere e popolarità…

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  20. @Mike
    Sul discorso del treno ci avrai anche beccato, rimane il fatto che a parte i treni, le Ferrari e qualche altro esempio qui e la` in Italia non si fa innovazione

    @Cannedcat
    In definitiva, il caso in questione ricade in questo ambito: Electrolux non vuole investire in automazione perché le costa di meno trovare operai (anche in Culonia) pagati poco, e tutto questo per cercare di sopravvivere, cosa di breve respiro perché prima o poi qualcuno farà le cose che fanno loro con molti robot o con altri che si accontentano anche di meno.

    E se non ci fose l` Electrolux che paga poco quegli operai, allora loro morirebbero di fame.
    Per cui e` giusto che l` Elecrtolux vada a investire la`.
    E che gli italiani muovano il cu..

    @pierino60
    In tutto il mondo la povertà reale si è dimezzata, se anche la classe media italiana dovese essere spazzata via e in italia dovesse esserci la miseria nera, di fronte a mezzo miliardo di persone che morivano di fame e adesso possono comperare un frigorifero, pensate vramente che ai produttori i frigoriferi la cosa possa sembrare preoccupante?

    Appunto
    E perche` noi ce ne dovrebbe fregare qualcosa se qualche italiano diventa disoccupato di fronte al fatto che qualche miliardo di persone invece sta meglio?

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  21. Io non vedo nessuna lternativa all’ impoverimento e alla distruzione el sistema produttivo italiano finchè le soluzioni “politche” prospettate saranno disastri come quelli dell’Argentina e del Venezuela e non ci renderà conto che la politica non può creare ricchezza dal nulla, e che aveva ragione il Manzoni nel capitolo 12 dei Promessi sposi, ridicolizzando chi crede che la politica possa risolvere certi problemi: ” Siccome però tutti i provvedimenti di questo mondo, per quanto siano gagliardi, non hanno virtù di diminuire il bisogno del cibo, né di far venire derrate fuor di stagione; e siccome questi in ispecie non avevan certamente quella d’attirarne da dove ce ne potesse essere di soprabbondanti; così il male durava e cresceva. La moltitudine attribuiva un tale effetto alla scarsezza e alla debolezza de’ rimedi, e ne sollecitava ad alte grida de’ più generosi e decisivi.”
    I ragionamenti vagamente razzisti su miopi motivi di costo del lavoro dello spostamento in Polonia ( chiamandola Culonia ) dimostrano di non sapere che la manodopera polacca rumena e di altri paesi dell’ ex Europa dell’ est ha una qualità e produttività per addetto tale che sarebbero concorrenziali anche a parità di stipendio.

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  22. @–>Pierino60

    In un commento poco sopra, affermavo che “Finché non si comprenderà che per distribuire bisogna prima produrre e che le ragioni della distribuzione sono differenti da quelle della produzione, vivremo sperando e moriremo cantando.”.
    Tu hai ribadito lo stesso identico concetto, citando il Siur Lisander.

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  23. 1) Culonia è un termine che si usa a Milano per dire un posto qualsiasi, e deriva dal fatto che un posto lontano è definito “in culo ai lupi. Quindi, prima di dare del razzista a uno che non conosce, s’informi come diceva Totò.
    2) La produttività non dipende dalle persone ma dall’organizzazione del lavoro e dall’automazione, infatti, benché in Italia si lavori di più che in Germania la produttivita nostrana è più bassa perché le aziende (e il sistema intorno) è poco automatizzato.
    Anche se qualcuno crede che dipenda da una superiorità (culturale? genetica?) di altri popoli andando contro chi che sul tema più automazione uguale a più produttivitá ha vinto un Nobel.
    E la prova è il fatto che Foxconn (che ha un milione di lavoratori) sta installando centinaia di migliaia di robot per mantenere gli standard qualitativi richiesti da Apple e altri, e non certo per problemi di costo della manodopera cinese.

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  24. Ma.. io questi italiani stakanovisti che lavorano piu` che in Germania non li ho visti..
    Comunque, convinti voi che lavorando di meno si diventi piu` competitivi, va benissimo.
    Basta che non mi fregate gli anni di pensione che ho maturato in Italia poi potete fare quello che volete 😉

    Gigi

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  25. Usare Culonia mentre si parla di Polonia non è comunque una finezza, e da milanese DOC la scusa in questione mi suona assolutamente nuova.
    Da ex responsabile di un reparto produttivo che ha triplicato in 10 anni la produzione migliorando la qualità in modo significativo so bene come funzionano le cose, e so bene che nessun premio nobel ha mai detto che la produttività non dipende dalle persone, a meno che nn ci riferisse a quel politicante chiaccherone di krugmn che fino a ieri esaltava l’Argentina ma a questo http://it.wikipedia.org/wiki/Modello_di_Solow forse non si è capito che la tecnologia può portare a maggiore produttività, ma solo se ne è possibile date le condizioni di mercato e tutta una serie di condizioni un incorporazione nei procesi produttivi.
    La tecnologia e l’automazione costano moltissimo, se la possoono permetttere solo imprese che fanno profitti grazie alla produttività della manodopera, i cui profitti non vengono tassati all’aliquota marginale del 70% e quindi posso essere usati per l’innovazione dei processi, e in cui la pubblica amministrazione serve per semplificare le attività produttive e non per complicarle.
    I pratica per questi tre aspetti l’ Italia è peggio della Polonia.

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  26. “Un Paese libero è un Paese in cui i cittadini scelgono di vivere, non in cui sono costretti a farlo. Il nostro vero problema non è che la Fiat vuole trasferirsi all’estero, ma che molte altre imprese la seguiranno e soprattutto che pochissime vogliono fare viceversa. Credete forse che, per esempio, Unicredit e Generali non avrebbero vantaggi dal trasferirsi all’estero? Immediatamente non sarebbero più viste come imprese a rischio in un Paese a rischio, ma come grandi multinazionali europee. Immediatamente il loro rating migliorerebbe e il loro carico fiscale diminuirebbe. Viene lecito domandarsi che cosa ancora le trattiene.” (di Luigi Zingales con all’interno un’analisi di Alberto Orioli – Il Sole 24 Ore – leggi su http://24o.it/3jqBR)

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  27. Stipendi polacchi.. Mi torna alla mente una stizzita battuta di Giorgio Bocca: “Papa Wojtyła guarda l’Italia con lenti polacche.”
    Mi chiedo se non stia avvenendo qualcosa di simile anche per i vertici dell’Elettolux.
    Quel che poi prevede la nostra Amica Galatea anche se impraticabile, dovrebbe essere la conseguenza.
    …Ma non è che dallo stipendio, non potendo attuare ciò che dice Galatea, si passerà alla deportazione in Polonia?

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  28. Quando un Paese è sulla buona strada per il Terzo Mondo, per avere le idee chiare su cosa succede bisogna leggere la stampa estera:

    http://www.europe1.fr/Economie/Electrolux-fait-du-chantage-a-l-emploi-en-Italie-1785803/

    Per i non francofoni: ‘chantage’ significa ‘ricatto’, perché è esattamente di questo che si tratta; o vi riducete i già magri stipendi, oppure vi togliamo anche quelli.
    Perché lo fanno? Perché ‘o ponno fa’, come si dice a Stoccolma.

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