L’unica spiegazione logica per la paura del matrimonio gay

Quando li sento gracchiare così, terrorizzati, assicurando che non accetteranno mai passi una legge sul matrimonio gay, non capisco tutta questa loro ansia e questo loro terrore.

L’unica spiegazione possibile è che temano che il loro amante, una volta approvata la legge sul matrimonio gay, li molli per sposarsi con un altro, eh.

30 pensieri su “L’unica spiegazione logica per la paura del matrimonio gay

  1. Per alcuni. Per altri la pretesa di sposarli. Ma il grosso si divide tra chi ha paura di dover fare i conti con l’omosessualità propria e dei propri congiunti e chi cavalca questa paura per accrescere consenso (Destra) e potere (Chiesa)

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  2. Almeno per quel che riguarda lo Stato il matrimonio è un istituto da abolire.
    Non ha nessun senso che lo Stato certifichi un’unione di persone che possono disciplinare le loro cose con contratti notarili.
    E questo eliminerebbe alla base tutta una serie di incombenze (costose) statali inutili e dannose, oltre a dover far perdere tempo ai giudici nazionali ed europei su stupidaggini quali il cognome da assegnare al pargolo, neanche se tutti fossero dei Borboni, dei Windsor o dei Mazzanti Vien dal Mare di fantozziana memoria.
    Ecco, il matrimonio civile è un retaggio delle religioni, cioé di credenze che non possono avere dignità di tutela in uno stato laico.

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  3. Salve ! e buona domenica ! Complimentissimi per quello che scrive !
    Le chiederei una cortesia, se possibile : potrebbe mica ricontattarmi via mail , così io Le lascio il mio cellulare , avrei piacere di contattarLa, in quanto abbiamo un salotto letterario ed organizziamo serate culturali varie. Sono rimasta “folgorata” dal Suo meraviglioso articolo su ” Il complesso di Didone” , davvero meraviglioso !
    Grazie mille ! E cordiali saluti. Mariangela

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  4. L’altra possibile spiegazione è che abbiano capito male: la nuova legge non renderebbe il matrimonio tra persone dello stesso sesso obbligatorio.

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  5. Sì, da come ne parlano pare che siano costretti a sposarsi. Come per il divorzio, manco fossero costretti, loro ferventi cattolici, a divorziare e farsi più famiglie…OPS, scusate, è l’esempio sbagliato… 😀

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  6. @cannedecat: forse ti sfugge che non tutti hanno,il tempo, i soldi e la voglia per andare dal Notaio (che costa un botto) per stendere dieci contratti che disciplinino come fare a vivere insieme, eh.

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  7. Certo è curiosa la pervicacia di alcune persone nell’ affossare una cosa di comune civiltà e che almeno ufficialmente NON LE RIGUARDA. Il sospetto che si possano in qualche modo tradire invece resta. Ma vai a capire cosa hanno nella testolina. Boh…

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  8. Perché le spese di tutto l’apparato pubblico che serve per gestire il matrimonio come istituto pubblico, non le paghiamo noi?
    Non esistono pasti gratis, anche se agli italici fa comodo crederlo.
    E adesso che arrivano le tasse per pagare i servizi comunali (perchè non c’è più lo Stato che paga gli sfizi dei sindaci) ce ne accorgeremo di quanto costa gestire una cosa pubblica.
    E poi, sul tema, un paese dove i matrimoni sono un’industria, dove ci sono addirittura wedding planner (pagati profumatamente), bomboniere, viaggi di nozze in localitá esostiche che gli sposi non sanno nemmeno indicare sul globo terrestre, foto e film da migliaia di euro, pranzi che potrebbero sfamare intere regioni africane, che vuoi che siano i 2.000 euro del notaio?

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  9. Questi, caro cannedecat, sono i classici discorsi di chi non ha mai avuto il problema di non avere 2000 euro in conto corrente, e siccome non è manco sposata/o non può, per esempio, subentrare automaticamente nel contratto di affitto di casa del convivente morto. Magari dovresti provare. Vedrai come alcune cose ti diventano subito più comprensibili.

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  10. In realtà è proprio il fatto che lo Stato onnipotente pretenda di decidere troppe cose che sarebbero compito degli individui a render costose le cose, alla fine non servono 10 contratti, ma uno solo e ben definito, il notaio potrebbe servire solo ad autenticarne la firma, e alla fine dei conti costerebbe meno che mantenere tutta la burocrazia statale che sta dietro alle borboniche leggi italiane.
    Dare per scontato che una famiglia gay sia qualcosa di male o che due gay non possano esser buoni genitori è stupido tanto quando dare per scontato che ci siano attivtà che lo stato sa fare meglio dei privati “a prescindere” , sopratutto perchè poi lo Stato in realtà è al 100% in mano ai vari Cirino Pomicino, Mastella Bossi , la Russa RosyBindi e Bertinotti.

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  11. @pierino: il matrimonio civile è esattamente quello, un contratto predefinito e standard. Vai in comune, porti le carte richieste, dichiari la tua volontà, l’ufficiale pubblico trascrive l’atto e e risparmi i costi del notaio. Ciao, core, eh.

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  12. Un esempio di come semplici accordi tra individui funzionino meglio della burocrazia e dell’ eccesso di regolamentazione l’ho avuto ultimamente, trasferire tutte le utenze a nome mio nell’appartamento in cui vivo mi è costato in perdite di giornate di lavoro e impegni burocratici in modo proporzionale all’invadenza della PA nelle imprese fornitrici, per telefono e gas ( privato) è bastata una telefonata, per l’energia elettrica ( privato ) 10 minuti, 2 firme presentando la carta di identità , per l’acqua ( sacro feudo dello stato ) 2 giornate di lavoro perse, la presentazione dell’atto notarile di passaggio di proprietà dell’ appartamento grazie all’ottusità del burocrate che avrei potuto denunciare per mancata applicazione delle leggi sull’ autocertificazione.
    Alla fine il notaio potrebbe essere anche assolutamente superfluo o con costi decisamente contenuti, dato che per esempio depositare presso un notaio un testamento olografo, atto perfettamente assimilabile a quello di un unione civile volontaria come complessità cosa meno di 200 euro, e non eè asolutamente obbligatorio.
    L’idea che gli accordi liberamente presi tra individui nel rispetto della proprietà privata e di eventuali altre leggi possano avere valore di legge tra i contraenti non è molto chiaro in Italia, per l’ ottusa convinzione che tutto ciò che non sia esplicitamente normato da una legge debba essere vietato.

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  13. Pierino, ma tu ti rendi conto che tutti i tuoi commenti non c’entrano assolutamente nulla con l’argomento del post e citano esempi non coerenti con quanto affermi? Io delle volte ho l’impressione di parlare con quel personaggio di Corrado Guzzanti, quello che telefona in trasmissione facendo interventi a vanvera, eh. Ciao.

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  14. Il punto è proprio questo, certe formalità servono esclusivamente ad assicurare uno stipendio al burocrate che le deve seguire.
    Per i comuni cittadini sono solo un aggravio di spesa pubblica e quindi più tasse e di conseguenza meno reddito disponibile per campare.

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  15. L’argomeno del post era “perchè il matrimonio gay fa paura “, la risposta era “perchè c’è l’ idolatria del pezzo di carta col bollo comunale”, dai lo stesso valore di una scartafaccio comunale ad un libero accordo tra individui e il problema non esiste più.
    La stronzata è legare certi diritti ad un pezzo di carta bollata.
    Non mi sembra cosi difficile da capire.
    Sia i sostenitori del matrimonio gay che i detrattori hanno un paraocchi ideologico basato sull’idea che le persone comuni sono troppo stupide per prendersi delle responsabilità sulle loro scelte, serve “il pezzo di carta”.

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  16. Giusto per la precisione: le leggi della Repubblica Italiana non hanno nessun retaggio borbonico (come i media del nord vogliono far credere), ma derivano dal Codice Albertino, cioè emanato da Carlo Alberto di Savoia.

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  17. “Il punto è proprio questo, certe formalità servono esclusivamente ad assicurare uno stipendio al burocrate che le deve seguire.”

    Esatto.
    Per fortuna, nelle interviste ai politici, di recente si manifesta con una certa frequenza l’intento di ridurre l’invadenza della burocrazia statale; questo avviene soprattutto in tv, con gran sollievo dello spettatore e dell’intervistatore, che però, generalmente, all’intento espresso non fa seguire la domanda che dovrebbe sorgere spontanea: “e gli impiegati che non servono più, dove li mettiamo?”.

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  18. Bella battuta 😉 ma ho il sospetto che la questione dei matrimoni gay venga tirata fuori sempre con tempismo sospetto, per mettere il fumo negli occhi ed invocare la fine del governo, cioè impossibilità di poter approvare provvedimenti più urgenti che sconvolgerebbero lo status quo e che costringerebbero i politici a rispondere al paese in merito alle loro responsabilità. Poi mi piacerebbe discutere con gli amici gay come mai ci tengono tanto a formalizzare la loro unione con un matrimonio: ok per quanto riguarda divisione dei beni e reversibilità della pensione (si può fare da un notaio, magari bisogna solo facilitare il procedimento rendendolo meno oneroso) ma perché invocare il sacramento del matrimonio? La chiesa cattolica non approverebbe mai, al limite sarebbe un problema di fede religiosa. Per inciso: io sono ateo, e seppur etero, quando mi sposerò non lo farò in chiesa ma in comune e solo per i motivi di cui sopra.

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  19. ehm… veramente il convivente more uxorio può subentrare direttamente nel contratto di locazione intestato al convivente deceduto ( così è ammesso, a seguito dalla declaratoria di illegittimità dell’art. 6 comma 1della L.392/78, operata dalla Corte Costituzionale con la sentenza n.404 del 1988).
    Inchino e baciamano.
    Ghino La Ganga

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  20. L’ Italia potrá anche risolvere i suoi problemi finanziari e io glielo auguro di cuore, ma resterà comunque un paese abitato per due terzi e forse anche di più da una plebaglia codina, reazionaria, becera, ipocrita e razzista, di cui un Alfano rappresenta la perfetta immagine pubblica.

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  21. Io sono nel complesso abbastanza contraria al matrimonio e non mi capacito di che tarantola morda quelli che si sposano MA visto che in tanti ci tengono sono contenta che possano sposarsi, e sarei ancora più contenta che potessero sposarsi proprio tuttituttitutti quelli che lo vogliono. Perché poi ci tengano a sposarsi non lo so, ma nemmeno ci perdo il sonno, devo dire.
    Voglio dire, non capisco nemmeno quelli che vanno a correre la mattina alle sei, ma mica mi metto a questionare se lo fanno per i motivi giusti.

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  22. Sono in totale sintonia con Ildiariodimurasaki.
    Aggiungo. Le associazioni gay (se già non lo hanno fatto) potrebbero sviluppare un contratto atipico che contenga sostanzialmente le medesime previsioni del contratto di matrimonio (perché, civilisticamente, anche quello di “matrimonio” è solo un contratto) reclamandone poi una valenza che vada al di là della singola coppia per vedersene riconosciuti gli effetti, nei confronti dei terzi e in via generale,dall’ordinamento. E’ una battaglia lunga ma, oggi come oggi, credo neppure poi tanto.
    Del resto, fino a vent’anni fa anche quello di leasing non era un contratto riconosciuto.

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