Ho imparato quest’anno (post meditabondo di fine anno)

Ho imparato quest’anno che alle volte i tagli netti fanno bene, perché i ricordi sono belli, ma alla fine sono come i troppi maglioni vecchi nell’armadio, che non riesci nemmeno a trovare più e fanno solo ingombro. Quindi bisogna avere il coraggio, qualche volta, di tagliare e crearsi spazi nuovi, perché quando poi hai lo spazio, tranquilla, qualcosa o qualcuno lo riempirà.

Ho imparato quest’anno che certe persone bisogna lasciarle andare. Anche se ti piacciono da morire, e sei convinta che potresti renderle felici e che il tuo compito sia salvarle da loro stessi. Devi lasciarle andare, perché, per salvare il mondo, ci vogliono i supereroi. E io non faccio parte della categoria.

Ho imparato quest’anno che voglio essere un po’ più fatalista, e credere in quella cosa poco razionale che quando una cosa succede in fondo è meglio così, e le porte che si chiudono è perché da qualche parte si aprono portoni, o finestre, e alla fine tutto quello che hai messo in circolo ti torna indietro da qualche parte, anche se non da dove o da chi ti aspettavi. E’ un atto di fede senza base logica, crederci, e quindi non è da me, ma ho imparato quest’anno che anche chissenefrega, ad un certo punto.

Ho imparato quest’anno che ci sono un sacco di persone che mi vogliono bene, e questo mi stupisce sempre un po’, perché io mi trovo una rompiballe insopportabile, lagnosa, orgogliosa, ansiosa, testarda. Però loro mi vogliono bene lo stesso. La gente è strana. Per fortuna, eh.

Poi ho un sacco di altre cose da imparare. Ma spero di avere ancora anni per farlo con calma. Intanto ciao.

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8 pensieri su “Ho imparato quest’anno (post meditabondo di fine anno)

  1. meglio tardi che mai, c’è gente che arriva a 50 anni che è peggio d’un ragazzino

    tutto sommato, per essere un intellettuale di sinistra, galatea è una persona ragionevole e intelligente

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  2. Scusa se mi permetto.. ma in effetti, tutto ciò che hai scritto è dolorosamente vero. ed è universalmente riconosciuto come un errore metodologico-relazionale.
    Ma se finiamo sempre lì a commetter e gli stessi errori una ragione ci sarà. E se scoprissimo qual è la ragione per cui? Non dico per evitare lo stesso errore ma almeno per capire che diavolo andiamo cercando davvero…

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  3. ciao galatea, ti ho appena scoperto per il famoso post su didone (io ho pure un’amica con ‘sto nome, pensa che fatica…), condiviso su facebook da un’amica con cognizione di causa… Penso che ora a ritroso mi leggerò il tuo blog (non tutto, né, c’ho le mie cose da fare!) perché mi piace molto la tua ironia e le cose che racconti. in questo ovviamente non c’entra per nulla che io sia una docente di scuola superiore… Buon anno, davvero.

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