La filosofia degli undicenni e il complotto internazionale contro l’Italia

La domenica mattina, deve essere la noia ed il vuoto del weekend, internet pullula di post e di articoli delle cosiddette “fonti alternative” o “siti di informazione indipendente” in cui si spiega che l’Italia è vittima di un complotto internazionale, voluto dai poteri forti variamente individuati nella Merkel, nel gruppo Bilderberg, nella finanza internazionale, o nei fantomatici signori dell’euro, che da anni complottano nell’ombra per ridurci in miseria.
La colpa della nostra crisi finanziaria e morale e politica, in breve dello scatafascio totale cui sta andando incontro il Paese, non è nostra, che per anni abbiamo fatto i furbi, evaso le tasse, speso troppo e male in tutti i settori, massacrato la scuola, evitato di investire in ricerca, privatizzato a cavolo, statalizzato a cavolo, sempre nell’ottica di favorire gli amici e piccoli gruppi di potere, evitato di fare le riforme necessarie e invece fatto solo quelle che servivano a non cambiare nulla e incasinare quello che c’era già; che non abbiamo abolito i privilegi ingiusti e abbiamo invece difeso quelli delle cricche che servivano da serbatoi certi di voti, promosso in tutti i campi i peggiori, e infine abbiamo votato per anni una masnada di manifesti incapaci, corrotti ed ignoranti solo perché promettevano di difendere o di non toccare troppo i nostri meschini interessi di bottega e di lasciarci sempre la scappatoia per arrangiarci, vanificando le leggi ed i divieti, o ancora peggio, perché li trovavamo “simpatici” e simili a noi, e abbiamo pensato che ciò fosse garanzia sufficiente per affidare loro la gestione dello Stato, manco si trattasse di una gara di popolarità al Liceo o una eliminazione dal confessionale del Grande Fratello.
No, la colpa e di un complotto internazionale di stranieri e banchieri cattivi ai nostri danni.
Torno a leggere i compiti dei miei alunni. Loro, almeno, quando prendono cinque e sostengono che è perché i professori ce l’hanno con loro, hanno la scusante di avere undici anni, eh.

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29 pensieri su “La filosofia degli undicenni e il complotto internazionale contro l’Italia

  1. E sai chi soffia sul fuoco e alimenta queste polemiche? I gionalisti pagati da Marchionne, furioso perchè i tedeschi hanno massacrato la sua fabbrica di merda, per quantità e qualità!

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  2. Il commento precedente mi sembra un esempio di un complottismo ancora più elementare, per essere preso sul serio il sig Mozart2006 dovrebbe spiegare:
    1) Nomi e cognomi dei giornalisti in questione citando articoli specifici
    2) Il mezzo con cui PERSONALMENTE Marchionne paga detti giornalisti
    3) Quale convenienza REALE possa avere Marchionne a combattere mediaticamente un sistema finanziario di cui lui fa parte
    4) Perchè Marchionne che sta demolendo per quanto possibile ogni legame con le decotte fabbriche italiane della Fiat e facendo buoni profitti fuori dal’Italia dovrebbe fregarsene di puerili argomenti che hanno molto successo tra grillini, pseduo-marxisti e liberali alle vongole filoberlusconiani?

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  3. @–>Galatea</b<
    “promosso in tutti i campi i peggiori, … [omissis] …. una masnada di manifesti incapaci, corrotti ed ignoranti”

    L’unica vera minuscola soddisfazione che ho potuto togliermi, qualche volta nella vita, è stata quella di dire personalmente e testualmente a più d’uno di questi tipi qui sopra: “Vedi che non erano i professori ad avercela con te?”
    Non credo l’abbiano capita, dato che non ho mai fatto loro il disegnetto.

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  4. Tutto condivisibile, anche se alcune cose criticabili citate non hanno tutto questo effetto economico che l’autrice e gli italici ci vogliono vedere.
    Ma queste sono ulteriori scuse per addebbitare ad altri, e ad altri fatti, colpe gravi che non si vogliono vedere nel proprio occhio, proprio come la famosa trave del Nazareno.
    Il problema italico principale e uno solo: nonostante gli italici lavorino di più dei tedeschi, la loro produttività e molto bassa e il valore aggiunto a quello si produce o si offre come servizio, è scarso.
    Le ragioni di questa deficienza produttiva e di valore sono anch’esse ben note:
    le aziende e le organizzazioni (pubbliche e private) non investono in automazione e ricerca, e automazione e innovazione (di processo e di prodotto) è l’unico modo per avere produzioni di qualitá e che quindi possono chiedere al mercato un prezzo premium e non confondersi con le produzioni a basso costo dei paesi in via di sviluppo.
    Nei servizi (e pensando sopratutto al turismo) l’offerta è fatta sopratutto per gli italici stessi e quindi devastazione di ambienti naturali fra i più belli del mondo sotto colate di seconde case, ristorazione e accoglienza alberghiera a pane e castagne, nessuna cura del cliente (che infatti sempre meno sceglie l’Italia), turismo culturale frammentanto, e basti pensare che cittâ come Firenze, Roma, Venezia e Napoli da sole potrebbero ognuna mettere in piedi un Louvre mentre invece le opere sono sparpagliate in una miriade di siti che incassano poco e costano tanto.
    Per non parlare dell’abbandono di Pompei.
    Il resto dei servizi è poi quello che è: aeroporti uno a fianco l’altro, costruiti per ragioni di campanile o per prendere mazzette.
    Ferrovie su cui è meglio tacere.
    Autostrade carissime
    Trasoprto locale basato su 1200 aziende, fatiscente, inefficiente e scombinato.
    Banche, assicurazioni e GDO dove si pensa solo al posto e non a dare un servizio efficace, anche pagando!
    Questi sono i nodi!
    E meno male che almeno in certi settori si continua ad esportare e che alcuni siti turistici attraggono ancora.
    Ma per quanto tempo ancora?
    Poco.
    Nonostante le palle d’acciaio di Letta il Giovane che almeno fino ad oggi ha avuto il buon gusto di non tirare fuori la leggenda metropolitana che “in America si scarica tutto” e che “in America le banche finanziano le idee”, che sono altre scuse per giustificare l’incapacità di creare redditivitá e la poca voglia di investire a rischio come hanno fatto quelli che hanno messo i primi soldi in FB o in Twitter e quelloi che dopo hanno comprato le loro azioni.

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  5. @–>Cannedcat

    Tutto vero.
    Sembra infatti che il verbo “organizzare” e i suoi derivati “organizzazione”, “organizzato”, “organigramma”, ecc. siano geneticamente incompatibili con il dna del nostro paese.

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  6. Pensa un po’ quanto siamo bravi: nonostante tutto quello, nonostante l’impegno che ci mettiamo, saremmo ancora sulla cresta dell’onda come ai tempi dell’Impero di Roma. Solo il complotto internazionale dei massoni bilderberg e dei rettiliani riesce a metterci in crisi. – Sembra impossibile, ma questa l’ho sentita dire.

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  7. Per quanto riguarda l’innovazione delle imprese italiane la mia esperienza è che nel 90% dei casi gli ostacoli non sono nella volontà degli imprenditori, ma nell’assurda burocrazia che trasforma la minima modifica di un processo produttivo in un calvario lungo decine di anni e nel fatto che l’innovazione costa e quindi solo le imprese che fanno profitti possono permettersela, ma si sa in italia i profitti delle imprese sono visti come brutti e cattivi, e allora si inventano tasse come l’IRAP che le imprese debbono pagare anche se sono in perdita.

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  8. Tutto giusto, ma da collega a collega suggerisco una passeggiata e/o un cinemino: quando l’insegnante di lettere scrive “c’è l’hanno” è segno che stà correggendo dà troppe ore i l’avori degli undicenni 🙂

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  9. @–>Pierino

    Purtroppo, sfondi delle porte aperte.
    Le ragioni di quello che affermi ci sono e per chi è del mestiere sono pure ben note, ma purtroppo non è politicamente corretto esprimerle; dunque mi fermo qui, tanto la cosa si risolverebbe in uno sterile dialogo tra sordi.

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  10. credo che la maggior parte degli italiani non creda al complotto internazionale, anche se non sono pochi quelli che lo evocano più o meno in buona fede; penso che la strada giusta sia per così dire «nel mezzo», in quanto è vero che, a livello planetario, il potere finanziario è troppo forte, debbono essere approntati dei contrappesi per tutelare lo scopo fondamentale dell’economia, o meglio dell’economia politica: la piena occupazione; questo però non esime affatto dal pretendere una amministrazione seria e non sprecona, che se fa debiti lo fa per prospettive serie di investimento e non per premiare mafie e corporazioni; insomma ci vuole senso dell’equilibrio; io sono moderatamente ottimista, molto moderatamente sia chiaro, ma alla lunga potrebbe prevalere questo atteggiamento da me auspicato, che mi pare diffuso

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  11. Pingback: L -8 | iCalamari

  12. Noto che non è ancora arrivato il tipico troll grilloide-bagnaiano-barnardiano, quelli che spammano tutti questi post di commenti tipo:

    KITIPAGA?
    AMMHORTE LA KA$TA LEURO E LAKULONA! W PAOLOBARNARD, BAGNAIO E PEPPEKRILLE!!111111 fATHEGIRRARE!!!111!!!1111!!!!!

    🙂

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  13. Mozart2006 hai sostanzialmente ragione ma dimentichi 3 problemi:
    1)la giustizia civile più lenta d’europa
    2)le banche politicizzate sovraesposte con gli amici degli amici che stringono la cinghia a tutti gli altri
    3)i giá citati burocrazia e fisco
    gli imprenditori italiani hanno i loro limiti, ma un paese con punteggi africani nelle classifiche tipo ‘ease of doing business’ tende a convergere a produttivitá africane.

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  14. Uno stato che non investe sulla scuola, che vede nella cultura una palla al piede perche’ non e’ spendibile sul mercato, che privatizza tutto anche le spiagge , che vede in Renzi la promessa di palingenesi …non ha bisogno di complotti internazionali per affondare: ce la fa da solo.

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  15. Uno di quelli che sanno, uno di Confindustria, mi ha detto che si sta ancora in piedi, con instabile equilibrio, solo perchè ca 1/3 delle aziende esportano (perchè a suo tempo hanno investito) e pagano tasse, ed i consumi interni non scendono sotto il limite perchè lo stato continiua a pagare io suoi dipendenti. Poi, si spera, verrà la all’estereo la ripresa, e forse le cose cominceranno a migliorare.
    La realtà è che i ns imprenditori ci han convinto a votare chi ha sprecato 10 anni di stabilità e tassi bassi senza risanare, senza farli investire (tanto ci pensava lui, con gli accordi sindacali al ribasso, abolendo l’art. 18 e rendendo ricattabili i lavoratori, e garantendo l’evasione, a tenere basso ilcostto del lavoro. I soldi li potevano usarte nel lusso, altro che sacrifici. Intanto lui si salvava le chiappe dalla giustizia
    Continueremo così ?

    Anonimo SQ

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  16. Continueremo cosi’ finche’ non impareremo a votare con la testa. Finche’ noi staremo al gioco della politica e accetteremo l’ uso di un vocabolario invertito in cui larghe intese sta per bieco trasformismo, popolo della liberta’ sta per sdoganamento collettivo del proprio arbitrio,riforma della giustizia sta per destrutturazione delle istituzioni, allora si’ che continueremo cosi’. Bisogna ricominciare dalla scuola a restituire potere alle parole. Del resto la scuola e’ fatta da molti diciottenni con diritto di voto. Loro possono cambiare la storia e darle un lieto fine.

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  17. @Teresa

    Carissima,

    per un “lieto fine” non basterà una collettiva presa di coscienza.

    Poi dovranno seguire almeno una o due generazioni di sangue, sudore e lacrime per ricostruire questo paese, come se avessimo riperso una guerra mondiale, e dovessimo ricostruire tutto, e pagare pure i debiti di guerra (il ns debito pubblico).
    Cominciando oggi, e di buona lena, diciamo al tempo dei ns nipoti ?
    Mah !

    Anonimo SQ

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  18. Eh, scusa, ma devi entrare un po’ nel merito delle analisi (serie) di chi sostiene queste teorie. E’ un po’ troppo facile, – e pericoloso – liquidare tutto come “complottismo”. Non accetto la tesi implicita nel tuo discorso per cui la situazione in cui ci troviamo è del tutto, e in solido, conseguenza di una “colpa” degli italiani. La trovo un’analisi sommaria. Non è tutta l’Italia ma una piccola parte di essa (non di destra o di sinistra, ma una generica elite annebbiata), sostenuta anche elettoralmente da una un po’ meno piccola parte degli italiani, ma non tutti gli italiani, che ha contribuito al decadimento del nostro paese. E dulcis in fundo si è fatta fare fessa. Non ha saputo avere idee chiare, autocoscienza, rappresentatività forte quando ha fatto trattati. Bisogna cercare di capire come l’Economia dell’Euro giovi univocamente alla Germania e alle sue esportazioni, di come le banche europee si stiano comportando nei confronti della Grecia, entrare nel merito dei meccanismi del debito e del pareggio in bilancio imposto dall’Euro… e di molti altri aspetti. Non sono un’esperto e nemmeno uno schierato ma non credo che quelli che tu chiami “complottismi” siano solo vaneggi di chi vede fantasmi. Noi, ripeto, come italiani, non abbiamo colpe se non quella di essere culturalmente diversi dal Nord Europa. Bisognerebbe riflettere e capire su cos’è l’italianità, cos’è eventualmente la mafiosità, quale rapporto abbiamo con la legge, con la sostanza e con la forma delle relazioni sociali. E quale rapporto abbiamo col Mediterraneo, con la Spagna e con la Grecia. Abbiamo avuto, ed abbiamo, una classe politica delle banane, ma non è colpa mia e nemmeno di buona parte degli Italiani. Non lo dico per ottimismo, forse questa buona parte, se andasse al potere farebbe peggio. Ma probabilmente non farebbe così.

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  19. @–>Edoardo Luppari

    “Gli italiani quando guardano i loro politici è come se si osservassero allo specchio e vi scorgessero a colpo d’occhio tutti i propri difetti. Solo che, invece di prendersela con se stessi, se la prendono con lo specchio”.

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  20. Pienamente d’accordo con il contenuto del post, anche se secondo me è tutta colpa del Bildemberg o del gombloddo pluto-demo-giudaico-massonico (e pure rettiliano)! 😀
    Secondo me il tema c’entra in parte con il tema di quest’altro post:
    verbasequentur.wordpress.com/2013/11/09/tutti-dottori-post-ad-altissimo-contenuto-di-turpiloquio/

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  21. @Lector
    Ti prego, dimmi che te lo sei inventato! (la cosa triste è che un tempo su ciò non avrei avuto dubbi, ma oggi…)

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  22. @Lector Caro Lector, sto dicendo una cosa diversa: io sono un italiano, me la prendo spesso e volentieri con la classe politica e la parte d’Italia che da essa si sente rappresentata, o ne è inconsciamente rappresentata. Ma tutto ciò non mi rispecchia affatto!

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  23. @–>Pritcher

    Rassicurati: la risposta è sì.
    Era solo un omaggio a Tatiana Basilio.

    @–>Edoardo Luppari

    In realtà, il parlamento coi suoi politici rappresenta un campione perfetto della composizione del paese.
    Ci sono pure gli onesti, quelli in cui credo riteniamo di rispecchiarci sia tu che io, ma purtroppo sono una vera minoranza rispetto alla gran massa di cialtroni.

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