Pomì, ovvero l’elogio del pomodoro padano

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O tu, pallido pomodoro padano, nato sotto il bianchiccio sole del nord, che a stento ti fa diventare giallognolo o appena arancione; tu, cresciuto fra capannoni di industrie meccaniche, nei piccoli lembi di terra ancora salvi dal cemento; tu, che ti sei sempre sentito una sbiancata parodia del vero pomodoro del sud, nato al sole, con lo sciauro del mare a schiaffeggiarlo, mentre tu al massimo venivi schiaffegiato dalla nebbia grigia della pianura e lo sciauro che ti accarezzava era quello del mefitico Po o di qualche canale limaccioso; tu, insomma,  pallidognolo, acquoso, senza gusto, mai pensavi di poter diventare testimonial di una passata di pomodoro, ed essere additato come prodotto certificato di cui andar fieri, perché quel tuo sugo senza sapore e senza carattere, appena dolciastro, sugo senza sugo lo hanno sempre schifato tutti, usandolo al massimo per allungare quello dei tuoi più saporosi cugini meridionali.

E invece adesso la Pomì ti beatifica, per rassicurare i consumatori del nord che nei suoi prodotti i pomodori meridionali non c’entrano. E tu stai lì, pallidognolo e senza gusto come tuo solito, a meditare su quanto sono stupidi gli umani, che son disposti a mangiare felici una schifezza, pur di scappare dalle loro paure.

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21 pensieri su “Pomì, ovvero l’elogio del pomodoro padano

  1. Beh, qualche pubblicitario dal pelo sullo stomaco lungo come il Rotolone Regina ha deciso immediatamente di trarre profitto dal clamore suscitato dalle dichiarazioni di Carmine Schiavone.
    Ora, mi capite perché dico che questo paese oramai non s’indigna più di fronte a nulla, si o no?
    Pensando positivamente, si potrebbe anche affermare che gli italiani diano prova così di massima adattabilità, di estrema capacità a sopravvivere a qualsiasi circostanza, anche la più avversa. Tuttavia, resterebbe il fatto che i loro “avatar”, nel regno animale, sarebbero i topi e gli scarafaggi. Accettiamo perciò anche questa metonimia con la serenità che ci contraddistingue.

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  2. Quello che non capisco (ma lo capisco benissimo!) è perché il nord continui a volersi tenere il sud che, almeno nelle sue tre macro espressioni (Sicilia, Sardegna e ex Stato di Napoli) sarebbero ben felici di riprendersi ognuno la sua indipendenza e mettere fine a questa farsa di un’unità che non c’è mai stata.
    Se volevano, si potevano liberare del sud brutto sporco e cattivo da tempo.
    Chi li trattiene?
    Forse il fatto che l’economia del nord non può perdere un mercato “captive” di 25 milioni di persone, in gran parte giovani, che comprano prodotti padani, leggono giornali milanesi e mangiano prosciutto San Daniele e mortadella bolognese?
    I nordici si danno un bel pizzico sulla panza, come si dice dalle nostre parti, rinunciano a metà del mercato e cercano di recuperare vendendo all’estero, rinunciando anche alle prebende che a vario titolo Roma elargisce ad un’industria praticamente morta (salvo qualche sparuto esportatore con poche speranze di non essere acquisito o chiudere).
    Rinunciano alla burocrazia romana che li lascia evadere per “sopravvivenza” e cercano di competere con altri player mondiali.
    E poi rinuncino pure ad abbassare i costi smaltendo i rifiuti in modo non lecito, anche se questa è la parte più complicata visto che un’azienda che ricorre ad evasione, elusione, precariato, salari di fame, lavoro in nero, violazione delle leggi ambientali, è quella che gli economisti chiamano industria marginale, cioè al limite della sopravvivenza.
    Come questo produttore di pomodoro che probabilmente alla canna del gas deve usare un claim pubblicitario che offende le migliaia di persone che stanno morendo per i rifiuti graziosamente spediti al sud da Massa Carrara e Arezzo, come si legge nella relazione di Carmine Schiavone.
    Non ci volete stare con noi?
    Jatevenne.
    Portatevi via le vostre truppe di occupazione e la vostra burocrazia militaresca e noi potremo recuperare le virtù greche che pure Roma ebbe modo di introiettare.

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  3. Che risposta è?
    Chi è che non è virtuoso?
    Quelli che hanno interrato i rifiuti o chi (per risparmiare milioni e sopravvivere) ha chiesto di interrarli lontano da Massa Carrara e da Arezzo?
    Chi, di grazia?

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  4. Chiedo venia, Honeels: non ho citato il passaggio a cui mi riferivo (ma era lì vicino e non mi pareva fosse necessario farlo).

    “Portatevi via le vostre truppe di occupazione e la vostra burocrazia militaresca e noi potremo recuperare le virtù greche che pure Roma ebbe modo di introiettare.”

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  5. io conosco tanti meridionali che vivono al nord e che nei loro orti al nord coltivano i pomodori. Questi pomodori sono bellissimi e sugosi esattamente come quelli del sud Italia.
    Quindi questa disquisizione della nostra Galatea è solamente strumentale per colpire… ma colpire cosa??
    Il nulla!!
    Ci sono delle responsabilità enormi da parte del meridione e dei suoi rappresentanti politici ELETTI dal popolo. Responsabilità che putroppo ricadono sulla popolazione; ma la popolazione ha votato!!
    Che dire infine?? La mia speranza resta quella che gli amici meridionali sappiano andare a votare e votare bene! Votare persone serie e oneste che abbiano a cuore il territorio in cui vivono e che vogliano liberare tutte le potenzialità del meridione che sono moltissime.
    La cosa più patetica che possa riscontrare è il meridione che, insultato ferito e colpito a morte DAI SUOI stessi abitanti, si voglia rifare aggredendo sempre il nord del paese, accusandolo di egoismo e altri ismi… Basta autocompiangersi!!! Basta reclamare aiuti e sussidi!! Basta pretendere clientele e assistenze!! Voi al sud vivete in un paradiso!! Una terra bellissima, con gente accogliente e socievole!! Usate le vostre risorse per il bene!!

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  6. ha ragione il lector nel valutare che si tratti d’una pubblicità astuta

    certamente, ma questo vale in generale, i pubblicitari sono ottimi “rabdomanti” delle sensazioni diffuse

    a mio avviso c’era anche un problema fonetico: la dizione “pomì” richiama un che di mediterraneo e meridionale, e vista la brutta immagine di alcuni territori, la faccenda poteva essere un problema commerciale

    certo, tutto ciò è abbastanza triste

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  7. Ciao Diego.

    Spero sia evidente che le mie colorite esternazioni avrebbero la pretesa di essere una “provocatio ad opponendum”, una sferzata alla coscienza civica di ciascuno di noi – o a quello che ne rimane in alcuni – affinché si ribelli al marciume che ci circonda.

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  8. @nicola: è interessantissima questa teoria che i pomodori al nord crescono uguali a quelli del sud se sono coltivati da meridionali “nordicizzati”. Fa piacere sapere che il clima non c’entra nulla. Teorie innovative, su Rieducascionalchannel. Chiamate Vulvia, presto!

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  9. E chi è ‘sta Vulvia ?
    Mi spiegate per favore: non ne ho mai conosciuta una di ragazza con ‘sto nome. Fulvie sì, anche HF (lector capirà).
    Che sia una delle veline/conduttrici di qualche programma TV (che non guardo mai, per questo sono ignorante).

    Anonimo SQ

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  10. Posso assicurare per eseprienza personale che nel nord Italia i pomodori crescono beinssimo e a luglio sono perfettamente maturi e indistinguibili da quelli coltivati al sud, anche se coltivati da lombardi da 6 generazioni, solo che qui è un ingrediente secondario nella cucina.
    C’è da dire che se si guardano le produzioni di pomodori per regione si scopre che il Nord produce un terzo dei pomodori italiani e che la miglior passata di pomodoro industriale italiana con suceso di vendite mondiale è prodotta a Parma con pomodori coltivay nei dintorni.
    La cosa che mi ha dato leggermente fastidio però non è tanto l’ uso di argomenti poco realistici ( il pomodoro padano è pallido e insipido ), quanto l’impressione che se si fa una pubblicità in cui si esalta la provenienza di un qualsiasi prodotto dal Sud nessuno si permette di fare dell’umorismo o di criticarla perchè sarebbe accusato dai guardiani del politicamente corretto di razzismo e becerume.
    Insomma l’idea che chi vive al Nord non abbia il diritto di esserne fiero, di vantarsi del frutto del suo lavoro e che se lo fa debba essere dileggiato dottamente mi sembra surreale.
    Che si possa criticare come furbetta la pubblicità in questione è giusto, che per farlo si debbano usare termini come “sono stupidi gli umani, che son disposti a mangiare felici una schifezza” mi sembra abbstanza irritante.

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  11. @–>Pierino60

    “Insomma l’idea che chi vive al Nord non abbia il diritto di esserne fiero, di vantarsi del frutto del suo lavoro e che se lo fa debba essere dileggiato dottamente mi sembra surreale.”

    Non ci avevo fatto caso. In effetti, per certi versi, quanto porti alla nostra attenzione ha il connotato di una sorta di “non cultura” generalizzata del lavoro e del sacrificio (inteso come dedizione al “fare”) che verrebbero percepiti da molti quali “non valori”.

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  12. Il mio amico Pierino che con grande fatica (lo vedo nei campi a due passi da casa mia) e ottimi risultati coltiva bio sulle prealpi piemontesi, interrogato in proposito ha dichiarato quasi testualmente: “Per i pomodori è una questione di specie, di terreno e di clima. Con i cambiamenti climatici in corso anche al nord puoi coltivare qualsiasi tipo di pomodoro; la differenza di sapore la fa il terreno, dato che le aree coltivate in Campania sono prevalentemente di terreno vulcanico o tufaceo. Chiaro che in terreni acidi come i nostri bisogna saper scegliere le qualità di pomodori più adatte, ma se vengono acquosi e insapori dipende dal tempo (non dal clima) o dall’incapacità del contadino, non dal fatto di essere al Nord.”
    Pierino è laureato in Legge e da 20 anni si spacca la schiena per produrre ortaggi e legumi di alta qualità.
    Così, giusto per sentire la voce di un esperto… giusto per saperlo.

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  13. vedo che l’interesse di Galatea è solamente quello di attizzare una rissa… che fa molto comodo alla diffusione del suo blog… questa è certamente la cosa più triste. I pubblicitari fanno il loro mestiere e lo fanno bene! Per il resto sono solamente miserie umane… avvelenare la gente… non avere dignità…

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  14. Sinceramente questa polemica (non solo qui) sullo spot della Pomì mi sembra una stupidata. L’azienda ci informa da dove provengono i pomodori utilizzati per i suoi prodotti, e quindi? Meglio no? Magari potrei scegliere di comprare pomì per evitare prodotti che si facciano tutta l’Italia sui TIR, o viceversa perché considero i pomodori del sud più saporiti. Da nessuna parte nel manifesto si insinua che quanto prodotto da altre parti faccia schifo o sia “contaminato”. Se poi c’è qualche fesso che preferisce comprare “il pomodoro padano” per questioni ideologiche amen, ma penso si contino sulle dita di una mano.

    ps. io i pomodori me li coltivo in orto e non sono per niente pallidi e insipidi, e sì che vivo appena al di sotto delle montagne vicentine 😐

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  15. Regola numero uno della comunicazione: mai nominare la concorrenza;
    Regola numero due: mai parlare di se stessi (esplicitamente e sfacciatamente)
    Regola numero tre: non affidarsi a pubblicitari che non conoscono la prima e la seconda regola.

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