L’Umanità del Ministro Cancellieri

Gentile Ministro Cancellieri,

apprendo che Lei, che è persona sensibile, fra i suoi mille impegni ha trovato il tempo di ascoltare le suppliche della compagna di Salvatore Ligresti, sua amica di lunga data, che le chiedeva di intercedere per la figlia Giulia, detenuta in carcere ed anoressica. Per un moto di pietà, Lei, Signor Miinistro, è intervenuta nella vicenda, di certo, – nessuno lo mette in dubbio – spinta unicamente da motivi umanitari.

Ora che abbiamo conosciuto la Sua immensa sensibilità, Signor Ministro, non dubito che domani, anzi oggi stesso, Lei metterà a disposizione un numero diretto, a cui risponderà 24 ore su 24, perché tutte le madri, i padri, i fratelli, gli amici ed i parenti fino al settimo grado di detenuti in carcere sofferenti di qualche disturbo di salute possano chiamarla direttamente, illustrare il caso e poter contare su una immediata telefonata da parte Sua alle autorità competenti.

Capisco che questo servizio che Lei renderà gratuitamente agli Italiani Le porterà via molte ore, forse l’intera giornata, perché il numero di detenuti nelle nostre carceri è altissimo, e le condizioni negli istituti di pena spaventose, ma, del resto, si sa che ad grande potere corrispondono grandi responsabilità, e la politica e la gestione dello Stato sono un lavoro duro, e poi la Sua sensibilità e umanità La spingono a questi atti, per puro spirito di servizio.

Però, non si preoccupi: se questo servizio dovesse sembrarLe troppo stressante o impegnativo, una soluzione c’è: può sempre dimettersi.

19 pensieri su “L’Umanità del Ministro Cancellieri

  1. Se il figlio del ministro della giustizia Cancellieri fosse stato riccamente stipendiato dal padre di Federico Aldrovandi, probabilmente il ragazzo non sarebbe morto. Se la Cancellieri fosse stata buona amica della madre di Stefano Cucchi, probabilmente lui adesso sarebbe ancora vivo.
    Invece, la Cancellieri è amica della Fragni e suo figlio è stato dirigente nel gruppo Ligresti. Ecco perché adesso contiamo due morti innocenti ed una ricca e colpevole figlia di papà che adesso se la spassa a casa sua alla faccia nostra.

    Mi piace

  2. Non riesco a comprendere il vostro stupore, la vostra indignazione e il vostro sdegno.
    E’ l’Articolo Quinto, quello che trovate nella Costituzione materiale, nella Costituzione vera e non in quella immaginaria e surreale per i farlocchi che ci credono, che ci propinava Benigni.
    Così è stato, così è e così sempre sarà.
    Inoltre, non illudetevi: il “sarà”, sarà peggio.

    Mi piace

  3. P.S. E se volete proprio sapere la mia spassionata per quanto insignificante e inutile opinione, questo paese non cambierà mai perché, in realtà, la maggior parte della gente non è vero che s’indigna e si scandalizza di fronte a certi comportamenti socialmente vergognosi. Semplicemente, prova solo un’irrefrenabile invidia per quei privilegiati che possono permettersi di comportarsi in quella maniera e sarebbe pronta a comportarsi nello stesso identico modo se avesse la fortuna di trovarsi al loro posto.

    Mi piace

  4. Condivido la critica alla signora ministro, per la frase inopportuna.

    «Comunque guarda, qualsiasi cosa io possa fare conta su di me, non lo so cosa possa fare però guarda son veramente dispiaciuta»

    Ha fatto male a pronunciarla (seppur in una conversazione privata) però a mio avviso non è tale da ipotizzare dimissioni immediate. Tutto sta nel valutare se quel io possa fare si intende poter fare dentro le regole oppure poter fare fuori dalle regole. La mia opinione è che ha fatto brutta figura ed era meglio che tacesse, e condivido la posizione del chiedere chiarimenti, per fugare i dubbi.

    Certamente le persone potenti sono spesso amiche fra loro, ma questo è un problema complesso. Insomma indignarsi è giusto, ma eviterei polveroni supplementari.

    Mi piace

  5. Vi ricordate Giancarlo Giannini nella scena finale di “Mimí metallurgico ferito nell’ onore”?
    “Anch’ io credevo in un mondo nuovo, ma qua sono tutti cugini! Voi non lo sapete, ma sono tutti cugini!!!”

    Mi piace

  6. Io sono della stessa idea (o quasi) di diego56. Alla fine, a parte quello che ha detto ad un’amica diversi mesi fa, che cosa ha fatto la cancellieri? ha detto a due suoi sottoposti, guardate un po’ cosa potete fare? Mi pare che di illegale, durante e dopo la telefonata, non sia stato fatto nulla. Almeno fino ad ora.

    Certo, è pur vero che non tutti possono telefonare al ministro di grazia e giustizia per lamentarsi dei propri cari, come io non posso telefonare al ministro del lavoro, oppure un mio amico a quello dell’istruzione per la sua condizione di precario. Penso, e accetterei anche le smentite, che la tipa sia un tipo onesto che svolge il suo lavoro al meglio, senza magari fare miracoli.

    Dal successivo articolo del fatto quotidiano di Barbacetto, http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/11/02/cancellieri-carriera-dellamica-dei-ligresti-fino-alle-soglie-del-quirinale/764192/ , si possono coglire, tra le righe, alcune “insinuazioni”, tuttavia, leggo anche che la ministra è stata criticata per non aver fatto nulla (altro che telefonata di ruby), assieme al figlio (rimasto solo un anno in fonsai!) che a quanto pare faceva una politica contraria a quella del management (truffaldino) della società.

    Mi piace

  7. @–>Gellebedde

    Dal blog di Piergiorgio Odifreddi su Repubblica.it:
    “In tutti questi episodi, affiorano interessi privati in atti pubblici: nel caso particolare della signora Cancellieri, una lunga amicizia con la famiglia Ligresti, con torbidi favori finanziari concessi al figlio. Nella fattispecie, una buonuscita di 3,6 milioni di euro dopo un anno di “lavoro” come direttore generale di una holding dei Ligresti.

    Mi piace

  8. Sono d’accordo con chi dice che gli Italiani sono un popolo che non si indigna mai davvero, ma subisce e cova rancore verso il potere. La riprova è che mentre si pretese la testa di per Josefa Idem, insediata da poco e senza contatti importanti nel mondo politico – si esita per Anna Maria Cancellieri, che evidentemente ha tutt’altra esperienza, tutt’altre connessioni, oltre che presumibilmente altre capacità, ma sopratutto la faccia tosta di rimanere anche quando tutti ti chiedono di andartene. E’ vero anche che per la nostra mentalità italiana, le dimissioni sono un’ammissione di colpa e rimanere pur nei sospetti significa ribadire la propria innocenza. E’ lo stesso comportamento di Berlusconi, che infatti suscita parecchie simpatie a destra.
    Il fatto che Anna Maria Cancellieri sia l’espressione di un Potere di cui si ha soggezione si vede anche dal fatto che sui giornali lei è sempre il “signor Ministro”, al maschile, mentre ad esempio Cécile Kyenge è sempre stata la “signora Ministra”, appellativo che lei non ha mai rivendicato.

    Mi piace

  9. La Signora Cancellieri si fa gli affari suoi, embe?
    Non ce li facciamo un po` tutti?
    Le persone che spendono del loro tempo per aiutare il prossimo anche quando non gli viene in tasca niente sono pochissime.
    Perche` allora stupirsi che la Signora Cancellieri si faccia anche lei gli affari suoi?
    Cosa si pretende, che usi il potere che ha solo per motivi umanitari?
    Chi lo farebbe, al supo posto?

    Gigi

    Mi piace

  10. @ Gigi
    Non è così dappertutto, mi dispiace. So che a noi sembra impossibile, ma lo dico con cognizione di causa. D’altronde se vivi sempre in Italia sembra anche impossibile che un’automobile si possa fermare davanti alle strisce pedonali.

    Mi piace

  11. @CloseTheDoor
    Altri paesi hanno altri problemi..
    E io ho vissuto all` estero meta` della mia vita
    (da dieci anni in Giappone)

    Gigi

    Mi piace

  12. Sono tutti uguali. Quando li beccano saltano fuori le patologie e gli stati dimessi enfatizzati da occhiaie, vestiti da”poveracci”, sguardi assenti e persi nel vuoto, a voler sottolineare la loro infinita pena. Basta pensare ai famosi imputati di Mani Pulite, tronfi, grassi come maiali e dallo sguardo sprezzante, che in 10 giorni si trasformavano in agnellini contriti vestiti di flanella, e con la postura ingobbita da Abati Faria condannati all’ ergastolo. Di Lorenzo, Poggiolini, tutti col cappottino stretto color merda e le occhiaie sofferte. POI, una volta scarcerati, rieccoli nuovamente grassi, potenti e sprezzanti, sorridere condiscendenti ai giornalisti che si accalcavano intorno ai martiri della giustizia “giacobina”. Andate a fare in culo, spero all’ inferno.

    Mi piace

  13. @ Gigi, ma proprio il Giappone mi citi! Ha tante grandi qualità, lo penso per prima, ma dal punto di vista politico è uno dei più misogini e gerontocratici al mondo. Ovvio che le personalità politiche si comportano male dappertutto, il problema è la soglia di tolleranza e la reazione dell’elettorato. Guardiamo in Europa va’.

    Mi piace

I commenti sono chiusi.