L’euforia di fine estate

Sono sempre stata convinta che la fine di Agosto sia il periodo più bello dell’anno. Non è solo il clima, che è ancora caldo ma non più soffocante; non è per le giornate, che sono ancora lunghe e luminose, senza essere però più eterne; non è nemmeno per la luce e le nuvole e l’aria, che sono già vagamente settembrine, ma senza la malinconia velata che settembre porta sempre con sé.
È perché la fine di Agosto, che è ancora vacanza, è ancora libertà, è però quella meravigliosa libertà che si affaccia sul futuro: non la libertà stanca dell’inizio estate, quando hai solo voglia di staccare, mollare tutto, dimenticare i ritmi, le abitudini, la fatica. È la libertà di chi si è riposato, dilavato dalla routine, e dell’anarchia delle vacanze è già quasi stufo; la libertà di chi è di nuovo fresco, pieno di energie, e sente il pizzicorio di voler progettare di nuovo, buttarsi a capofitto in qualche impresa mai tentata prima.
Mi piacciono la fine d’Agosto e i primi giorni di Settembre per quel loro essere un mare di possibilità, delle finestre aperte su cui ti affacci. Alle volte ti affacci solo per un minuto, per poi rientrare nelle comode abitudini della tua vita, che vorresti sconfiggere ma dentro cui alla fine ti accoccoli sempre, come il cane nella sua cuccia. È il periodo in cui mediti di iscriversi a corsi in palestra e in piscina, prometti solennemente di organizzarti per uscire, nel corso dell’inverno, tutti i sabati sera con gli amici e escogitare impegni per ogni week end, costruisci grandiosi castelli in aria di progetti rivoluzionari che ti svolteranno la vita. È il momento in cui per un momento credi, e ci credi davvero, che riuscirai a vincere la tua maledetta pigrizia in tutti i campi, e la cosa ti pare davvero possibile e fattibile, perché ti sentì forte come un giovane dio greco pronto a sconfiggere ogni avversità.
Poi passa appena comincia l’autunno, tranquilli.

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16 pensieri su “L’euforia di fine estate

  1. L’ha ribloggato su Thumper, what did your father tell you?e ha commentato:
    il momento in cui per un momento credi, e ci credi davvero, che riuscirai a vincere la tua maledetta pigrizia in tutti i campi, e la cosa ti pare davvero possibile e fattibile, perché ti sentì forte come un giovane dio greco pronto a sconfiggere ogni avversità.
    Poi passa appena comincia l’autunno, tranquilli.

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  2. Ciao, Galatea, ho fa poco trovato il tuo blog ed incominciato a leggerlo. Per questo post: è proprio così, anche se, come me, non si ha nemeno avuto vacanze in Agosto…
    Saluti dal Portogallo.

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  3. sia detto senza alcuna malizia ma con asciutta franchezza: si tratta della libertà di una insegnate di ruolo senza troppi gravami familiari. lo dico solo per invidia, certo.

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  4. @fulvia : rispondo senza alcuna malizia e con asciutta franchezza: il posto di ruolo l’ho vinto per concorso, senza alcuna spintarella e solo per merito, e non farmi una famiglia (nel senso di figli da accudire) è stata una scelta. Se tu hai fatto scelte diverse, assumitene e la responsabilità e risparmiati i commenti assurdi.

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  5. non perdiamoci nella questione delle ferie lunghe degli insegnanti (opinione diffusa fra chi fa altri mestieri), è un peccato, rovina un thread bello e denso

    è bene ragionare sull’aspetto più interessante, esistenziale, un elemento climatico e stagionale, e riguarda tutti, anche chi lavora, ed è vero quello che rileva Galatea, cioè quel senso di inizio, quell’«apertura» che il mese di settembre pare incardinare nella sua stessa essenza

    in fondo non è solo nella scuola, ma anche nella vita vera che l’inizio degli anni si colloca a settembre, mese tutto sommato moralista, sobrio, che con i primi freschi prelude la punizione della garrula cicala e del premio per la laboriosa formica

    si diventa potenzialmente laboriosi, a settembre, ma poi passa, è solo una «sensazione» di aver intrapreso un cammino più spedito, perché settembre è ingannevole, più che il caldo ma bonario agosto

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  6. @–>Fulvia

    Fino a pochi lustri or sono, s’invidiava chi “c’ha la fabricheta”, “il ferarino” e magari “ci regala la pelicia di oselot a l’amante”.
    Adesso il tiro s’è spostato su chi ha il posto di ruolo o la pensione.
    Sembra d’esser tornati al primo ante-guerra e al periodo di Giolitti.
    O tempora, o mores!

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  7. buon lector, scriviamo di cose belle, dai

    tu che sei un uomo addentro ai gangli del lavoro produttivo, constati comunque questa atmosfera settembrina, oppure no? a mio avviso esiste, anche se in agosto hai lavorato come al solito

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  8. @–>Diego

    Purtroppo, di settembrino, vedo solo il futuro del nostro paese.

    @–>Fulvia

    C’è molta tristezza nel mio sarcasmo e assai poca voglia di fare solo della semplice ironia

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  9. Come tutti sanno, il capodanno lo si dovrebbe fare a settembre.
    Fino a qualche anno fa quando la Fabbrica dettava i tempi nella zona per le produzioni meccaniche, anche se l’altra Fabbrica le ferie le faceva a luglio, la fine di agosto e l’inizio di settembre rappresentavano il Ritorno.

    I negozi riaprivano, insieme ai bar ed ai locali, che presentavano la nuova programmazione.

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  10. Molto saggio questo tuo post. Io sono arrivata a fine agosto con l’idea che le vacanze le farò in ottobre, con una cartella di files che effettivamente è più grossa di quella dell’anno scorso, anzi più grossa di ogni singolo anno da 10 anni a questa parte, e quindi per questo settembre coltivo davvero il desiderio di farcela non per finta. Mi riposerò a metà mese, con il trasloco 😉

    Non so se te lo posso chiedere, eventualmente non rispondermi: ma dato che hai menzionato una prof che vi ha smaronato coi femminili, niente niente hai frequentato una scuola chiamata col nome di una patrizia veneziana?

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