Per un attimo

Per un attimo WordPress mi aveva chiuso fuori dal mio blog.

Non so come sia successo. Ero collegata e mi ha chiesto di reimmettere la mia password, io gliel’ho inserita una, due, tre volte, ma non la riconosceva. Alla fine, dopo un po’ di tentativi, mi ha mandato fuori una finestrella che diceva che avevo superato il numero di tentativi consentiti, e mi chiudeva fuori.

Ho avuto un momento di vero panico, peggio che se avessi perso le chiavi di casa. Perché il blog non è solo casa mia, è il mio rifugio, forse un pochino il mio mondo. Mi sono sentita come se uno scippatore mi avesse portato via gran parte della mia vita.

E’ durato solo un attimo, il tempo di verificare che comunque mi faceva entrare di nuovo dal Mac e ora anche dall’ipad di casa. Ma mi ha fatto riflettere su quanto sia labile questo mondo di bit, che ci può essere tolto in un attimo, per il ghiribizzo di un server dispettoso, per qualcosa di imponderabile che non dipende da noi e che non riusciamo a comprendere.

Proprio come la vita, insomma.

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9 pensieri su “Per un attimo

  1. Figurati che a me un mese fa non mi ha fatto più entrare scrivendomi una mail nella quale mi si considerava persona sgraditaa come blogger.

    Dopo avermi dato l’estrema unzione e l’uomo incappucciato stava slegando il nodo della ghigliottina, mi hanno subito riscritto, scusandosi per l’errore.
    Sono cose che segnano!!!

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  2. Eh! Più “cose” possediamo e più aumenta l’angoscia di perderle…. Quando tutto funziona non ce ne rendiamo conto. Da parte mia entro nel panico totale ogni volta che viene interrotta l’energia elettrica. Probabilmente è la stessa sensazione che provavano i nostri antichi progenitori quando vedevano il sole scomparire dietro l’orizzonte: sarebbe davvero tornato la mattina dopo ?

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  3. Eh, sorella…
    E sarebbe ritornata la primavera, dopo l’inverno ? E le piogge, dopo la siccità ? E i bisonti da cacciare per l’inverno ?
    A ogni epoca, le sue angosce…

    Anonimo SQ

    PS Non a caso, in tutte le antiche civiltà, il + importante compito dei sacerdoti era studiare il calendario

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  4. Ciao
    Hai considerato la possibilita’ che fosse una pagina fuffa, con lo scopo di rubarti la password? So che non sei una sprovveduta, ma magari la sera, la stanchezza…
    Cosi’, giusto per precauzione. 🙂
    Ciao

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  5. Prendo atto delle sensazioni che si provano, indubbiamente creano fastidio,irritabilità,incapacità a comunicare, siamo abituati alle comodità,le rendiamo necessità,riflettiamoci.
    Ferruccio

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  6. @ferruccio: non ne farei una faccenda di “comodità”, che credo che in questo caso non c’entri davvero nulla. È che il blog è una parte di te e se non riesci più a gestirlo per un problema tecnico è come se improvvisamente avessi perso un braccio o una gamba.

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  7. è come se improvvisamente avessi perso un braccio o una gamba.

    è assolutamente vero, sono abbastanza convinto che il «confine» di noi stessi non sia il corpo biologico, ma lo spazio attivo in cui la nostra mente agisce

    la mente è un processo, essenzialmente, nel quale entrano neuroni, sinapsi, ma anche elementi esterni, supporti, ricordo una bellissima conferenza di Ferraris al Festival della Mente di due anni fa, dal titolo «l’anima e l’ipad»

    heideggerianamente, direi che Galatea esiste-nel-blog

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  8. @#! Il backup, Galatea! Il backup!

    Bacheca -> strumenti -> esporta -> esporta -> Tutto il contenuto -> scarica il file di esportazione

    Tieni da parte le mail dei commentatori più assidui o dei seguaci. Non tanti, qualcuno, i più famosi. (Un Mantellini equivale a 1000 comizietti) In caso di disastro ripubblichi il tutto su un nuovo indirizzo wordpress e chiedi ai tuoi fedelissimi di pubblicizzare il nuovo indirizzo. (O anche no, si ricomincia una nuova vita, senza perdere la vecchia.)

    Ottimo il commento di Stefano. Se non hai acceduto alla pagina di login da un indirizzo memorizzato fra i preferiti, cambia anche la password.

    S. Backup, proteggici tu!

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  9. uhm no. Una perfetta metafora della nostra ‘identità’. Valida se, e solo se, qualcuno ce la conferma 🙂
    Il bello del web è che velocizza le cose.

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