Biondo Cuccarini (gli anni ’80 non finiscono mai)

Avere una nipotina cinquenne che adori vuol dire che quando ti sequestra e ti trascina a casa sua a farle da baby sitter mentre la sua mamma approfitta per stirare tu ti ritrovi, con 29 gradi in casa, a ballare e saltare come una pazza sulla musica del disco delle sigle tv anni ’80 che le hanno regalato.
E scopri così che non solo ti ricordi tutte le parole di Cicale, ma anche tutti i passi e le mossettine de La Notte Vola della Cuccarini, che nemmeno ti piaceva tanto, all’epoca, perché la trovavi legnosa rispetto alla Parisi e troppo bionda. Quindi ti interroghi sulla quantità di stupidaggini assurde che la memoria conserva, archiviandole in chissà quali meandri del cervello, e ci vorresti anche riflettere su questa cosa tanto stravagante, ma la piccola ti guarda e vuole che le insegni quel passo saltellante lì, con le mani che si incrociano, e tu pensi al diavolo, posso pure per un pomeriggio ballare e fare le mossette come la Cuccarini.
Tanto ormai sono pure bionda.

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5 pensieri su “Biondo Cuccarini (gli anni ’80 non finiscono mai)

  1. In una puntata del “Ruggito del Coniglio” hanno invitato gli ascoltatori a raccontare i loro ricordi inutili, ha telefonato un tizio che ricordava tutte le targhe e l’anno di immatricolazione delle automobili sue, di suo padre e di suo fratello! Ma col ballo e la musica è un piacere dai… come per tutte le altre cose, i Greci sapevano anche questo e infatti insegnavano la grammatica cantando 😎

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  2. Quindi ti interroghi sulla quantità di stupidaggini assurde che la memoria conserva, archiviandole in chissà quali meandri del cervello, e ci vorresti anche riflettere su questa cosa tanto stravagante

    Il riferimento a Proust e alla famosissima petit madeleine è lampante. Curioso e divertente, in puro stile «Galatea» attualizzarlo sui ricordi televisivi, in particolare le sigle. La nipotina è fortunata ad avere questa zia, vagamente gozzaniana, professoressa pensosa e nel contempo romantica ex ragazza, sicuramente non la dimenticherà mai.

    Le zie sono una figura fondamentale, leggermente eccentriche rispetto al solco della vita, sono spesso il volto della piccola trasgressione concessa. Ricordo bene una giovane zia, trasgressiva, che mi lasciava fumare di nascosto. L’ho amata davvero.

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  3. No, Galatea, rifatti subito mora. Perché nulla e nessuno ti porterà mai via, lontana da te stessa.

    Quanto all’educazione televisiva, ogni generazione è più o meno fortunata. Io personalmente mi ritengo appartenente ad una generazione molto fortunata sotto questo aspetto, essendo cresciuto guardando la TV dei Ragazzi della RAI di Bernabei & C., quella de “La nonna del Corsaro Nero”, di Paolo Poli, di Giancarlo Cobelli, di Robby e Quattordici e i pupazzi di Velia Mantegazza, ecc., ecc.. Altro che la Cuccarini.

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  4. Io mi interrogo spesso sui criteri che il mio cervello usa per discernere cosa sia utile tenere e cosa no.. non riesco a ricordarmi UNA DATA UNA di compleanno / anniversario & co (per la gioia della mia ragazza, che per fortuna sa che sono così) e sono arrivato a dimenticarmi temporaneamente la mia data di nascita (che figura! ho dovuto leggerla dalla carta d’identità!)
    In compenso mi basta vedere una puntata di, ad esempio, Dexter UNA volta per poterla citare integralmente a memoria per parecchi giorni. Boh??!!

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