Ninni, il Rigoletto e i bambini che amano solo il ritmo

La mia nipotina, Ninni, è coccola. Lo so, tutte le zie sono convinte che i nipotini siano i più coccoli del mondo, ma Ninni lo è davvero. La conosco da quando era un puntino sull’ecografia, e da quando è nata (ora ha cinque anni) è abituata a trottolare dal suo appartamento al mio a qualsiasi ora del giorno, tanto che il pianerottolo fra i due, per noi, è solo una questione formale, e ci consideriamo una casa unica.

Quando l’altro giorno il buon Allevi se ne è venuto fuori con quella cosa che i bambini di oggi non amano la musica classica, a me è venuta in mente Ninni. perché io c’ero la prima volta che Ninni ha ascoltato un pezzo di musica classica, anzi, per essere precisi d’opera. Ninni è una bimba a cui la musica piace, ma ci ha ammorbato un’intera estate con il Pulcino Pio e la baby Dance, perché quello sente alla scuola materna e al campeggio quando va al mare. Eppure un giorno è entrata da me, che ero davanti a Rai5 e stavo vedendo una edizione del Rigoletto ambientata a Mantova, con Placido Domingo: non granché come edizione, ma suggestiva per lo scenario e l’ambientazione, e per il resto musicalmente più che decorosa. E’ arrivata nel momento in cui la soprano stava iniziando a cantare Caro nome, ed è stata una specie di magia vedere quella bambolotta che si muove sempre e non tace mai paralizzarsi, con la boccuccia semiaperta di fronte allo schermo, bloccata come una statuina del presepe perché incantata dalla musica; sentire che il suo respiro andava a ritmo con quello di Gilda e con le pause della partitura, così, per puro istinto.

Non appena è finita l’aria ha cominciato a bersagliarmi di domande: e su chi era la “signora” e su come si chiamasse, e sul perché Rigoletto fosse così arrabbiato e ce l’avesse tanto con il Duca. Io le ho spiegato tutto di quell’amore contrastato e complicato e delle preoccupazioni di Rigoletto per la figlia, incapricciatasi di quel giovane principe troppo zuzzurellone. Mi ha chiesto se alla fine i due, il Duca e Gilda, si sposano, e io, da zia commossa, non ho avuto il coraggio di dirle di no, che Gilda muore: magari glielo spiego quando è un po’ più grande come funzionano le opere serie, e che i soprani e spesso anche i tenori di solito finiscono malissimo ma il pubblico è contento così.

Ninni e io non siamo zia e nipote davvero, perché è la figlia dei miei vicini di casa, quindi non si possono tirare in ballo predisposizioni genetiche o altro. E’ che, molto semplicemente, i bambini di solito hanno buon gusto e amano le cose belle e ben fatte, basta vedere come a naso si appassionano sempre per i cartoni animati migliori, e quelli furbetti ma sciatti li schifano presto.E la musica classica e operistica è una cosa bella e fatta bene, arte ma anche grande artigianato, perché ci dimentichiamo sempre (e alle volte se lo dimenticano anche i registi e i direttori d’orchestra odierni) che all’epoca era nata proprio per fare quello che fa oggi Jovanotti, riempire i teatri di gente, e non sollazzare una ristretta cerchia di compunti intellettuali.

Quindi non so, seriamente, ad Allevi risponderei che non è vero che i bambini di oggi amano solo il ritmo, e Beethoven no. E’ che spesso non gli fanno ascoltare Beethoven, ma solo il pulcino Pio, o le musichette di Allevi, dando per scontato che loro si divertano di più con quelle robe lì, o peggio, quando fan loro ascoltare Beethoven glielo propongono come una penitenza, trascinandoli a concerti lunghi e noiosi dove i classici vengono suonati come se si stesse ascoltando messa e bisognasse bere un amaro calice fino in fondo. Ma non è colpa della musica, è colpa degli adulti che la vivono così e così pretendono di farla vivere ai bimbi, e allora è ovvio che poi i bambini scappano a dimenarsi sulle note della Baby Dance, per sfogo. Invece quando la musica bella e classica la incontrano per caso, e viene loro spiegata per quello che è, un enorme divertimento, si appassionano. E poi tornano a casa canticchiando Caro Nome, anche se pensano che Gilda  se lo riesca a sposare, il suo Duca farfallone, alla fine di tutto, eh.

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11 pensieri su “Ninni, il Rigoletto e i bambini che amano solo il ritmo

  1. Sono d’accordissimo: mia figlia, due anni, va pazza per “lo Schiaccianoci”. Ma anche “Le quattro stagioni” vanno bene. Abbiamo raccolte di pezzi di Mozart regalate dai nonni e il suo papa’ ha riempito il mio iPod di sinfonie di Bach. Non ce la tiriamo mica, quando la bimba aveva 3 mesi per farla dormire dovevo far partire il video “Just came to say hello”… e considerando come reagisce a cosa passano alla radio le piacciono i Led Zeppelin! Ma noi stiamo in Canada e qui su certe cose sono molto tradizionali. Per quanto posso capire io, le canzoni per bambini sono ben determinate, cd per bambini e giochi musicali pescano sempro in un ensamble di un centinaio di canzoni che anche i genitori hanno imparato da piccoli (non nel mio caso perche’ sono cresciuta in Italia e le ho imparate adesso). Sono abbastanza sicura che in nessun asilo si sognerebbero di far andare il pulcino pio!

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  2. spesso si confezionano storie e musiche «adatte» ai bambini, ma in realtà «adatte all’idea che abbiamo» dei bambini

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  3. Che dire..non so! Secondo me i bambini hanno semplicemente una mente molto malleabile e tendano ad “assorbire” i gusti di chi hanno attorno.
    Personalmente sono stato tirato su a pane e Pink Floyd (venerdì Roger Waters a Padova! C’è anche qualcuno dei presenti?) e “da grande” ho evoluto gusti tutti orientati a progressive rock e prog-metal.
    La musica classica me l’hanno “imposta” alle medie, col risultato di farmela schifare fino all’inizio dell’università in cui l’ho riscoperta per conto mio, soprattutto grazie al fatto che influenza molto (assieme al jazz) i due generi sopraelencati.
    Ho poi contribuito a formare i gusti musicali di mio cugino, partito dai tormentoni dell’estate + jovanotti e finito per diventare rockettaro / metallaro.
    Secondo me è molto una questione di allenare orecchio e cervello ad ascoltare ritmi e dinamiche musicali diverse e più complesse.

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  4. @Dino: non so, alle volte credo che abbiamo anche dei gusti innati. A casa mia per esempio nessuno ascoltava musica classica e odiavano l’opera lirica. Io la scoprii per caso: ero piccolissima, dovevo avere tre anni, neanche me lo ricordo ma mia madre sì: in tv trasmettevano un concerto di musica classica e io piansi e costrinsi tutti ad ascoltarlo perché mi piaceva. E da allora a casa mia è rimasto uguale: l’unica che ascolta musica classica sono io.

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  5. Posso confermare per esperienza diretta che i bambini ascoltano quello che ascoltano i grandi o quello che i grandi fanno loro ascoltare. E che sanno riconoscere la buona musica molto meglio degli adulti.

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