Il ritmo di Beethoven

Ora si potrebbe rispondere in tanti modi a quel gran genio di Giovanni Allevi, che ha dichiarato che Beethoven non piace ai ragazzi perché non ha ritmo, e quindi i ragazzi preferiscono Jovanotti.

Ma perché sprecare tante parole, per Allevi poi, quando grazie ad internet basta un link?

Ciao, Giovanni, eh.

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15 pensieri su “Il ritmo di Beethoven

  1. Le ricerche hanno dimostrato che la musica ritmata, sopratutto quella pop e rock, ha lo stesso ritmo del battito cardiaco che il feto ascolta durante la gravidanza e quindi ha un effetto tranquillizzante e che non richiede impegno celebrale.

    La musica classica, quella sopratutto espressa al massimo dal dolce Ludovico van, richiede un coinvolgimento intellettuale e culturale che, sfortunatamente, la massa non posside perché la scuola italica non educa il gusto musicale, come non educa anche a tante altre cose.

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  2. L’idea che la musica classica, e in particolare Beethoven, poi, sia tutta “dolce” è una di quelle convinzioni diffuse che non mi sono mai riuscita a spiegare. Probabilmente dipende dal fatto che chi lo dice di musica classica ha ascoltato solo le quattro note lagnose che usano sempre negli spot.

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  3. Ci sarà un motivo per cui ho bocciato Allevi per il più talentuoso Einaudi… La musica classica è bella, e segue il ritmo di crescita ed evoluzione della natura, cosa che la musica ritmata non fa. Come dice Cannedcat è un piacere per pochi palati o, per meglio dire, orecchi.

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  4. La pastorale! Sai che leggendo la notizia ci ho pensato? Quand’ero bambino, era la mia musica preferita in assoluto (resta tra le mie preferite anche ora) proprio perché magnificamente “mossa”, in particolare il terzo movimento e il terrificante quarto. Visto che qua sembra che “ritmato” significa “ripetitivo”, non uso il termine e lo lascio a Jovanotti e Allevi. Bella coppia, eh!

    Ah, con capisco le osservazioni in merito all’immediatezza di Jovanotti e lo sforzo intellettuale per capire Beethoven… cioè… ma l’avete mai ascoltato Beethoven per dire una c… osa del genere? Magari con maggiori doti intellettive si può “capire” meglio, ma il “piacere” dell’ascolto è _istantaneo_, non come il rap di second’ordine che devi stordirtici le orecchie per ore prima di cominciare ad apprezzarlo. Sempre che ci si riesca.

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  5. C’è quel bel prodotto della disney che si chiama “Fantasia”. Da piccola, neanche sapevo che quella era “musica classica”, o chi fossero Beethoven e Stravinsky. Sapevo solo che volevo riascoltarla di nuovo e di nuovo.

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  6. avevo proprio voglia di una dose di Ludwig Van, dopo Bach, Duke Ellington, un’orchestra di Puerto Rico, e un po’ di De Andrè… oggi la radio mi stava stretta… grazie
    Nico

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  7. Con tutto il rispetto per Jovanotti (che a quanto capisco è stato tirato in ballo senza minimamente chiederlo) non mi sembra che la musica classica manchi di ritmo. Beethoven in particolare non mi era mai sembrato del tutto carente, a questo riguardo.
    Poi, se non piace, per carità, uno fa benissimo a non ascoltarlo, ma dovrebbe trovare un altro motivo. O dire semplicemente che non gli piace, che non c’è nemmeno nulla di male.

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  8. Ho editato i miei due cent sul tema…secondo me la colpa più grave di Allevi è quella di giustificare la pigrizia (che sfocia nell’ignoranza) di chi non ha mai ascoltato un certo genere di musica…è anche una sorta di goffa auto-promozione del tipo: “io sono un “classico col ritmo”, quindi ascoltate me che sono più figo…”

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  9. @cannedcat
    Io di ricerche simili sinceramente non ne ho mai sentito parlare, e anche cercando su Internet non ho trovato nulla in merito. Mi sembra tanto una boiata perchè
    – A: cuori diversi = ritmi diversi
    – B: non so che rock conosci tu, ma a me sembrano tutto tranne che cuori pulsanti
    – C: da rockettaro incallito, le canzoni con ritmo sempre uguale mi annoiano.

    Io ascolto musica classica così come buon (a mio parere) rock, e spesso necessito di maggiore impegno per quest’ultimo. ‘sta storia per cui classica = cultura, rock = ignoranza mi fa abbastanza andare in bestia.
    Prova ad ascoltarti Take the time o Metropolis dei Dream Theater per stare in tema e dimmi se per goderne non è necessario impegno cerebrale! (o peggio ancora qualsiasi cosa degli Spastick Inc.)

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  10. Come direbbe la prof, sei andato fuori tema.

    Non c’è nessuna equazione rock uguale ignoranza e non era il tema.

    Il tema era musica ritmata, di basso livello, com’è quella di Jovanotti, contro musica di più elevato contenuto musicale come puó essere la classica, l’opera, il musical e il rock (che non disdegno, e basta vedere la mia playlist che è in giro in rete).

    Ma questo è il dramma del nostro paese: ogni cosa non è argomento di discussione ma occasione per doversi schierare su questo o su quell’altro argomento: o guelfo o ghibellino, se non sei rosso allora sei un fascista e viceversa, se sei per l’IMU sulla prima casa allora non vuoi la lotta all’evasione, se dici che la PA spende troppo allora vuoi togliere il lavoro agli statali, se vuoi gli asili nido e il tempo pieno a scuola allora vuoi assumere più statali.

    Persino in settori tecnologici, come l’informatica, da noi non si bada al risultato ma a quale fede appartieni. Hai un PC, gli Apple lovers ti guardano come un mentecatto. Addirittura una persona molto nota nell’ambiente social, che scrive libri, un giorno dice che è andato in una grande azienda dove non aveva potuto fare una presentazione perché avevano solo PC e lui aveva tutto su un’applicazione Mac.
    Ed era sconcertato come una grande azienda avesse solo PC e neppure un Mac.

    Un paese perennemente diviso in fazioni, come le contrade di Siena, dove mentre i contradaioli si disfidavano per un pezzo di stoffa, i potenti gli rubavano una banca intera.

    Detestare Jovanotti non è detestare tutto il pop e amare Beethoven non significa non amare Freddy Mercury, i Lynyrd Skynyrd e i CCR.

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  11. @cannedcat
    Ooops,temo di aver travisato il senso del tuo post, chiedo scusa! Credevo intendessi dire che tutta la musica pop & rock non richiede impegno cognitivo (e quindi, aggiungo io, cultura musicale).
    A mia discolpa si tratta di un tema che ho avuto modo di affrontare in passato con presunti “difensori della buona musica” la cui idea era “classica = cultura” e “tutto il resto = cacca per ignoranti”, per cui sono rimasto suscettibile al tema..e poi ho bisogno di ferie!!

    Per il resto condivido in toto la tua replica, soprattutto il fatto che in italia si “ragioni” per fazioni.. credo sia uno dei problemi del nostro paese che ha fatto più danni.
    E poi Jovanotti alias “fono folo ftasera fenfa di te” e “il più grande fpettacolo dopo il big mac!” lo detesto anch’io 😀

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  12. Non riesco a giudicare Giovanni Allevi musicalmente, ma solo per il fatto che per abbigliamento acconciatura e atteggiamenti si vende come ventenne “enfant prodige” quando in realtà ha i suoi bei 40 anni. Per carità da noi sei un ragazzo anche a 45, ma un minimo……………….

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