Il Dottore, Spinola e la bravura dei Ministri degli Esteri

Il Dottore, a Spinola, è sempre stato considerato un’autorità, non si sa  su che basi. Non è nemmeno mai stato ben chiaro dottore in cosa sia: ma siccome la bar della Clara tutti lo hanno sempre chiamato così, si è dato per scontato che da qualche parte ed in qualche tempo una laurea in qualcosa di giuridico l’avesse presa.

Il Dottore è stato per anni lì, seduto ai uno dei tavolini del bar di Clara, a leggere il giornale e a dare consulenze, specie ai Comitati spontanei nati per qualcosa: «No, ma dovete fare così… No, ma per questa cosa io andrei al Tar…No ma qua bisogna far ricorso a questo ente qua e non a quello…». Insomma, se uno voleva rompere le balle al Comune, alla Regione o qualche altro ente pubblico ma non sapeva bene come fare, la prassi era andare dal Dottore, al bar, a chiedergli come ci si dovesse muovere. Consulenza gratis, al massimo un caffè pagato al banco.

Finché un giorno un Comitato di cittadini che non aveva altre battaglie da intraprendere, non ha deciso di cominciarne una tutta sua, ovvero costringere il Comune a prendere il Dottore come Difensore Civico ufficiale, pensionando l’Avvocato Toffoletta, brava persona meticolosa e precisa, che però, prima di presentare un ricorso e di dare speranze al ricorrente, tirava su tanti di quei cavilli e si perdeva a controllare tanti di quelle leggi, risalendo fino agli editti regi, che nove volte su dieci il ricorso nemmeno partiva mai.

Chi meglio del Dottore, invece, dopo tanti anni di servizio volontario e silenzioso, poteva coprire il ruolo? Lui che ascoltava tutti, e non smontava mai gli entusiasmi, anzi li rinfocolava e si prodigava in consigli su come far partire in fretta il procedimento, scocciando tutti gli uffici possibili ed immaginabili, anche quelli che non c’entravano proprio?

La Giunta Taragnin non si è fatta pregare, contenta di poter rendere felice a costo zero i suoi cittadini (l’incarico è gratis) e per giunta convinta che avere il Dottore come consulente sarebbe stato un bene anche per lei.

Il Dottore, dunque, si è insediato nel suo ufficio fra gran strette di mano degli assessori, ali di popolo plaudenti e folle convinte che il suo arrivo avrebbe portato una ventata di grande professionalità e competenza nel Comune, e soprattutto grinta, quella che all’Avvocato Toffoletta mancava assai.

Peccato che il Dottore, che si è poi scoperto essere diplomato ragioniere e pertanto masticante quel poco di diritto che gli avevano insegnato lì, appena di fronte alle richieste specifiche di cittadini e a quelle di consulenze da parte dei politici, sia andato in tilt, e abbia toccato con mano quanto sia differente il consiglio bonario “Io farei così e proverei a sentire quello lì” dal dover preparare pareri, scrivere relazioni, seguire pratiche. Così, in pochi mesi, in Comune cittadini e politici si sono accorti che la grande competenza da bar era un pochino risicata per rispondere ai problemi giuridici veri, e che il Dottore ci metteva secoli a dare un parere, che spesso si limitava ad un “non so” seguito da una scrollata di spalle, e che quando lo dava, poi, molto spesso suggeriva ricorsi a uffici che non c’entravano una beneamato, sicché tutta la grinta partoriva solo allungamenti infiniti dei tempi, e gran giri a vuoto di carte. Tanto che in Comune han cominciato a rimpiangere il vecchio Avvocato Toffoletta, che era lento, poco entusiasta e prudente, ma almeno di rado si imbarcava in cause che non avevano speranze.

Così piano piano il Comune ha ripreso a chiedere pareri, a pagamento, all’Avvocato Toffoletta, e il Dottore è rimasto lì, nel suo ufficio a muffire, perché ormai si è sparsa la voce che poi tutta questa competenza non ce l’ha e crea più casini di quelli che risolve. Come certi, insomma, che passano la vita a sentirsi dire che sarebbero ottimi Ministri degli Esteri, e che quando vengono nominati tali sono applauditi come gli unici davvero competenti nel Governo, e poi alla prima occasione in cui devono dimostrare di saperci fare, ti fan quasi rimpiangere Frattini, per dire.

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7 pensieri su “Il Dottore, Spinola e la bravura dei Ministri degli Esteri

  1. Mia personalissima opinione: la Bonino e’ un gigante che solo menzionarla nella stessa frase in cui figura Frattini e’ cacofonico.
    Ovviamente c’e’ da scommetterci che lei non e’ stata minimamente informata, ma esistono pur sempre le responsabilita’ oggettive. Cio’ detto, se c’e’ qualcuno che puo’ cercare di rimediare al pasticcio e’ proprio la Bonino, che ha gia’ dimostrato di saperci mettere la faccia (e il corpo) quando c’e’ da difendere dei diritti civili.
    Debbo dire che trovo abbastanza triste assistere al tiro al piccione alla prima difficolta’, soprattutto quando lo si fa con persone che hanno un ruolino di tutto rispetto.
    Avendo pero’ una simpatia e stima considerevoli per il ministro so bene di essere al di sotto dei sospetti. Saro’ io lo strano, quindi …

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  2. Diciamo che prima di prendere in considerazione la pur remota possibilità di pensar male di Emma Bonino voglio 7 miliardi di prove e la dichiarazione di Domineddio che Alfano è bianco e immacolato come un giglio. Poi vediamo.
    Intanto madre e figlia sono laggiù, e dal governo kazako mandano a dire che la signora “non è affatto agli arresti domiciliari, ha SOLO l’obbligo di firma”. Beh, neanch’io sono agli arresti domiciliari, e infatti l’obbligo di firma non ce l’ho. Giuro, del Kazakistan sapevo solo che esisteva e poco più, fino a 10 giorni fa, e anche quel poco più era perché uno dei miei scolari ci si è preso una fittonata e lo cita sempre. ma, se non altro, adesso so che hanno un governo più che interessante.

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  3. Come spesso accade con acutezza e poesia non sdolcinata, Galatea descrive ambienti ed atmesfere. Ebbene sì, il bar è un teatro magnifico, dove il frequentatore abituale, nel tintinnare dei bicchieri, gli sbuffi aromatici del caffè, il fruscìo del giornale locale, mette in scena la sua epica, le sue chimeriche grandezze. Io stesso sono un grande filosofo, assai apprezzato, nel bar ove m’attardo il mattino. Questo scarto, fre le piccole vanaglorie provinciali e la rudezza della vita reale, irta di meccanismi che richiedono reale competenza, è uno dei temi meglio trattati in Galatea, con garbo e affettuosa ironia. In fondo, anche un blog è una specie di bar, non a caso si scrivono commenti inutili e ampollosi, come questo mio. Grazie Galatea.

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  4. @–>Diego

    Quel bar esiste nella realtà, non è solo un luogo della mente. Hai presente Brescello?
    Son stato per ben tre volte a Spinola con la speranza d’identificarlo (e magari di beccare lì Galatea con le mani nel sacco – tanto io so chi è lei ma lei non sa chi sono io) ma non ci sono riuscito.
    Mi servono assolutamente più indizi.
    E sì che Spinola non è certo New York.

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  5. però caro lector, che esista o meno nella realtà, non è fondamentale, giacchè a noi piace quel che alberga nella feconda fantasia della signorina G., che sicuramente rielabora, ricrea, riadatta, il dato reale in funzione del suo desiderio di ben scrivere; ingenui coloro che pensassero che per esser aderenti al reale lo devi «fotografare», per «render l’idea» è necessario un processo creativo, cosicchè il nettare delle impressioni della realtà, divenga miele nella produzione dell’ape galatea;

    forse io e te siamo veri, caro lector, ma galatea e il suo mondo sono solo verosimili, come ogni opera d’arte

    certo che se passassi da Spinea, cercherei di vederla dal vero, perchè è molto graziosa, ma in fondo abbiamo anche numerose foto, su cui fantasticare lieti

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