Telecomandi cattolici (Games of remote control)

Pare che una associazione cattolica, con vibrate e vibranti proteste, sia riuscita sfar togliere dalla programmazione di Rai4 la serie fantasy Games of Thrones, che conteneva scene troppo spinte.
Non si capisce perché l’associazione cattolica sia tanto impaurita dalla messa in onda di questa serie. Forse perché nel Vangelo non viene menzionato il telecomando, e quindi non sono informati del fatto che, se proprio la serie li turba tanto, possono sempre cambiar canale.

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13 pensieri su “Telecomandi cattolici (Games of remote control)

  1. mi hanno tolto Game of Thrones, e io cerco di controllare i miei istinti omicidi col magico potere dello streaming. [nerd mode on] Spero che si ritrovino un arrabbiatissimo e armato Jaime Lannister sotto al letto. [nerd mode off]

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  2. propongo l’estirpazione dei ripetitori di telepace sul canale 39 e la comtestuale trasmissione di games of thrones sulla telebosione svizzera

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  3. Come se certe fiction delle reti principali o i cinepanettoni regolarmente replicati fossero di una levatura morale superiore! Solo in Italia possono accadere certe cose…è una vergogna, come se tutti i telespettatori fossero cattolici! Tutte queste piccole cose mi rendono sempre più atea!

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  4. E a me che dan fastidio i vari sceneggiati su papi e santi vari? Via dalla programmazione! In più mi urta i nervi la Clerici, anche lei via! E già che ci siamo togliamo anche I fatti tuoi.
    Ah, a voi piacciono? E chissenefrega.

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  5. Premetto che l’atteggiamento di alcuni gruppi cattolici integralisti non suscita la mia simpatia, ma nutro comunque un dubbio. Se effettivamente c’è la presenza di immagini e contenuti volgari, o quantomeno l’opinione che questi così siano, perché mai deve essere una sorta di terreno di caccia riservato ai cattolici integralisti? E se io, da laico e anche da non credente, ritengo che un contenuto è inadatto ai ragazzini, non posso più manifestare questa opinione? Si puo’ essere di quell’opinione senza esser per forza bigotti? A volte alcuni laici, o super laici mi si passi il termine, considerano esempio di laicità solo quelle che sono le proprie opinioni, estendendo la laicità a questioni di gusti e di confini (soggettivi) della buona creanza. L’equazione: contro il cattivo gusto = bigotto integralista, a mio avviso inchioda la discussione su ambiti che non le sarebbero propri.

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  6. Diego, che uno possa ritenere uno spettacolo troppo spinto, ci sta. Che una associazione faccia pressioni perché un telefilm non venga messo in onda (di sera, in una fascia oraria in cui i bambini non dovrebbero essere soli davanti alla tv, su un a canale dedicato ai telefilm e alle serie innovative) è solo una odiosa forma di moralismo. A me Games of Thrones manco piace, per altro.

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  7. @diegod56 L’equazione: contro il cattivo gusto = bigotto integralista ha una premessa fondamentale, che è poi il tratto distintivo del bigotto: il bigotto non si accontenta del diritto (che nessuno gli nega) che alcune cose non abbiano posto nella sua vita ma pretende il diritto di decidere anche per la vita altrui.

    Nel caso specifico, la persona contro il cattivo gusto se a tarda sera c’è una trasmissione che non approva, non la guarda e non la fa guardare ai suoi bambini. Al massimo esprime il suo giusto diritto di critica.
    Al bigotto non basta, ed esige e si batte perché _nessun_altro_ la possa vedere, pretendendo così di imporre la sua volontà sulla vita altrui: un diritto che non gli appartiene.

    Non mi pare differenza da poco.

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