Belli, ciao

E’ il 25 aprile. Nel 1945 ci siamo liberati contemporaneamente della guerra e di Mussolini. Che, giova ricordarlo in questo paese dalla memoria corta e bizzarra, pure se forse faceva arrivare i treni in orario e aveva fatto “anche” cose buone, come dicono alcuni, era uno schifoso dittatore assassino, che perseguitava gli avversari politici, li uccideva, e contribuì a sterminare gli Ebrei.

Per cui io oggi festeggio. Perché anche se abbiamo una democrazia scalcagnata, così così, che zoppica e si incasina, e siamo riusciti a far fuori Mussolini, ma purtroppo non tutti i fascisti e soprattutto i molti imbecilli inconsapevoli ed ignoranti che non capiscono il valore di tutto ciò che abbiamo, io continuo ad essere felice di essere stata liberata.

Per cui adesso esco e vado al corteo del 25 aprile. Senza retorica, solo per immensa gratitudine.

Se qualcuno non ci va, ed accampa varie scuse per dire che è una festa inutile e superata, un teatrino di parte o di partito, sono problemi suoi, che non capisce niente.

A tutti gli altri: belli, ciao.

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20 pensieri su “Belli, ciao

  1. “era uno schifoso dittatore assassino, che perseguitava gli avversari politici, li uccideva, e contribuì a sterminare gli Ebrei”
    . . .
    “e siamo riusciti a far fuori Mussolini, ma purtroppo non tutti i fascisti e soprattutto i molti imbecilli inconsapevoli ed ignoranti che non capiscono il valore di tutto ciò che abbiamo”

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  2. @Lector
    E quindi? A me sta bene dove sta. Dittatori sanguinari e terroristi li vedo benissimo sotto 2 metri di terra (o sotto un paio di km d’acqua).

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  3. @–>Dino

    Lo decidi tu chi merita di morire giustiziato e chi no? Così, solo per sapere.
    Ah, sì, quasi dimenticavo.
    E su quali criteri? Bello, brutto, antipatico; perché fa la voce grossa, perché non siamo d’accordo con quello che dice, perché va a puttane, perché guarda i filmetti porno, perché l’altra sera a cena ha parlato con la bocca piena, perché gli piacciono gli uomini, perché gli puzzano i piedi, perché ha l’alito pesante, perché ha la moglie che gli fa le corna, perché non va bene a scuola, perché ruba le offerte in chiese, perché bestemmia, perché non crede in dio, perché ha insultato il presidente della repubblica, perché non ha votato Togliatti, perché corre in bicicletta sul marciapiede, perché quando cammina pesta le formiche, perché mangia le bistecche al sangue, perché scorreggia sul tram, perché dice le parolacce, perché non ha avuto una buona educazione.
    Motivi ce ne sono sempre tantissimi per mettere sottoterra qualcuno.
    Basta solo essere tutti d’accordo su quali invocare e così siamo sicuri che la democrazia è salva.
    L’importante è che fascisti siano sempre gli altri, dato che se dovesse toccare a noi allora le cose cambiano e lì si che si tratterebbe d’una bella ingiustizia.
    Acciderbolina.
    Beijos.

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  4. @–>Luigi

    Su questo, siamo perfettamente d’accordo.
    Si tratta di legittimazione soggettiva, che potrebbe anche definirsi “legittima difesa”.
    Ma è comunque una prevaricazione (d’un gruppo, d’un soggetto, d’una comunità), rispetto a qualcun altro, convinto come te che tu sia suo nemico.
    Vince il più forte, non “il più giusto”.
    Basta acquisire questo fondamentale principio e smetterla di credere che si è portatori d’una “verità rivelata”. La piena consapevolezza che si sta solo difendendo un interesse di parte e non la “parola di dio”, di solito rende anche più tolleranti nei confronti di coloro che non la pensano come noi.
    Il giorno in cui quelli della Sinistra ideologica comprenderanno questo semplice concetto, sarà un grande passo per l’umanità.

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  5. Per la verità non si sta difendendo solo un interesse di parte. Personalmente ad esempio non ho alcun interesse di parte ad essere antirazzista, eppure ho fatto parte di coordinamenti antirazzisti per puro e semplice senso di giustizia. E non sto tentando di lodarmi: è solo che il fascismo è una dottrina intrinsecamente basata sulla sopraffazione, a differenza ad esempio del comunismo: per cui una scelta di parte non necessariamente coincide con un interesse di parte, ma spesso “solo” con il rifiuto del culto della violenza, del razzismo, etc etc etc

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  6. @ Galatea: discorso comprensibile, in astratto, e condivisibile se sei andata ad una di quelle molte manifestazioni autonome dalle istituzioni che in quasi ogni città d’italia vengono organizzate ogni anno da anarchici, autonomi, socialisti libertari e altra gentaglia del genere. Ma se sei andata alle manifestazioni istituzionali, ti sei trovata in piazza con gli eredi diretti del fascismo e con i loro attuali alleati del PD. Una bella contraddizione, a mio parere.

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  7. @–>Luigi

    “è solo che il fascismo è una dottrina intrinsecamente basata sulla sopraffazione, a differenza ad esempio del comunismo”

    Ci sono almeno trenta milioni di morti che sembrano messi lì apposta per smentire questa tua affermazione.
    Il comunismo ha sempre predicato la sopraffazione di una classe su tutte le altre. Non vedo proprio cosa cambi rispetto ai fascismi.

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  8. Questo non è esatto. “La morte della borghesia non significa la morte dei borghesi”. Esistono molti tipi di comunismo, da quello di orwell (socialista libertario) a quello degli anarchici fino a quello autoritario e stalinista. Che storicamente ha mostrato di essere il più forte, il più aggressivo e quello che è riuscito a sopraffare tutti gli altri, semplicemente perchè una società accentrata che se ne frega dell’individuo è più forte. Ma non è corretto identificarlo con il comunismo tout court.

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  9. Scusami, Luigi, ma mi pare una bella arrampicata sugli specchi.
    Tuttavia, un fondo di ragione ce l’hai: il comunismo “reale” è solo un’altra faccia del fascismo.
    L’altro, quello immaginario, quello che crede in una società di uguali, dove tutti si vogliono bene, dove non c’è chi si approfitta degli altri per il proprio tornaconto personale, dove non esiste la sopraffazione dell’uomo sull’uomo, e dove tutti “vissero infine felici e contenti”, è solo utopia.
    Purtroppo, c’è ancora chi è convinto di essere pienamente legittimato a “far fuori … tutti i fascisti e soprattutto i molti imbecilli inconsapevoli ed ignoranti che non capiscono il valore di tutto ciò che abbiamo”, invocando questa utopia.

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  10. Uhmm… devo dire che non capisco dove il discorso possa essere ridotto a criteri soggettivi.
    In paesi in cui la pena di morte vige (criticabili finché si vuole) si può essere ammazzati per motivi del tutto oggettivi: sei un pluri-omicida, o complice di un pluri-omicida. Qui non parliamo di “simpatizzanti”, ma se hai ordinato stragi, hai ridotto popoli in schiavitù, hai attivamente aiutato qualcuno a farlo, e finisci impiccato, resto contro la pena di morte, ma non piango per te.

    Mussolini, per ciò che ha oggettivamente fatto, è stato un assassino e un traditore del suo paese. Le sue stesse leggi prevedevano per gli assassini e i traditori del proprio paese, la pena capitale. E’ stata applicata a lui, ma, purtroppo (sottilineo più volte purtroppo) non a tutti i suoi complici, ed è un dato di fatto che molti dei peggiori complici si siano poi infiltrati in posizioni di prestigio e di potere nella nascente Italia democratica. Con quali danni, è storia.

    Non ci vedo nulla di soggettivo, a meno che non ci si voglia leggere un auspicio per i nostri giorni: ossia che dovremmo andare a caccia col fucile, di quelli che, in pieno rispetto delle regole democratiche, ed esercitando il loro diritto di libera espressione, si limitano a manifestare simpatie per le idee fasciste. Quello sì sarebbe arbitrio, ma non voglio pensare che il post originale sottindesse niente del genere. Spero.

    Finchè si resta nel rispetto delle regole democratiche, si intende. Se passassero dalle opinioni ai fatti, anch’io, ad esempio, farei lo stesso. Occhio per occhio, corda per corda. Tanto perché lo sappiano.

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  11. Caro Lector,
    non è una arrampicata sugli specchi. “Omaggio alla Catalogna” sta lì a confermarlo, e la vita del suo autore (Eric Arthur Blair, aka George Orwell per chi non lo sapesse) è un fulgido esempio di quello che dico. E non lo dico da comunista, quale in effetti non sono. Buonanotte,

    Luigi

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  12. Non credo che ci sia ancora qualcuno – sano di mente – che auspichi un regime comunista, così come parimenti presumo non vi sia nessuno – sano di mente – che voglia tornare al fascismo.
    Infatti preferisco parlare di Sinistra “ideologica”, contrapposta a una Sinistra “pragmatica”.
    La prima è assai restia a confrontarsi con il dato fattuale, preferendo assumere posizioni dogmatiche; vede gli avversari esclusivamente come nemici da abbattere ed è convinta di possedere la verità rivelata; per essa, ladri, disonesti, fascisti, sono sempre e solo gli altri, essendo incapace di qualsiasi autocritica.
    La seconda, invece, ha rinunciato a posizioni preconcette e cerca di realizzare i propri ideali in maniera intelligente e flessibile, imparando anche dagli avversari e facendo tesoro dei propri errori.

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  13. Carissima Galatea,
    “ci siamo liberati contemporaneamente della guerra e di Mussolini” equivale a dire che guerra e Mussolini ci sono stati imposti dall’esterno, una specie di invasione barbarica che alla fine abbiamo respinto. Sorry, non è andata così. Fascismo e guerra ce li siamo voluti noi italiani. Il consenso al regime e alle sue guerre era altissimo. E ad averci “liberati” da noi stessi sono stati, a suon di bombe, gli angloamericani, poi salutati come “alleati” (in realtà nemici). Quindi buon 25 aprile, però con un po’ di senso critico (che non vuol mica dire essere di destra) . Lettura consigliata: Gianni Oliva, L’alibi della Resistenza, ovvero Come abbiamo vinto la seconda guerra mondiale, Mondadori 2003.

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  14. Caro Fenoglio, in casa mia (sia da parte di mamma che di papà) il Fascismo se lo sono ritrovato e lo han vissuto da oppositori, con tutti i conseguenti problemi. Lo hanno combattuto e alla fine se ne sono liberati, dando un fondamentale apporto agli Americani, che senza l’aiuto della popolazione non avrebbero fatto una cippa (forse sarebbero ancora a Cassino a cercare di venire su). Il tuo “senso critico” tientelo per te: evidentemente non hai una famiglia che in quegli anni si è data da fare, e quindi hai bisogno di trovare degli alibi che giustifichino quelli a cui sotto sotto Mussolini piaceva e non hanno fatto nulla per farlo andare via. Ciao.

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