476 d.C.

Mi sono sempre chiesta cosa abbiano provato, i Romani, nel 476, quando gli è crollato l’impero sotto al sedere. Perché quando lo leggi sui libri di Storia, in fondo, non riesci bene a capire cosa sia successo: sì, d’accordo, hanno tolto dal trono il povero Romolo Augustolo, Odoacre si è proclamato re, ma poi cosa?

La gente, al mercato, alla mattina, ci è andata lo stesso. Ha fatto la spesa, ha pensato al pranzo, forse un po’ più preoccupata ed incerta di prima; i Senatori nelle loro ville si sono alzati, han ricevuto i clienti; i funzionari dello Stato sono andati in ufficio, anche se non sapendo forse nemmeno bene perché.

Quel senso di incertezza, ma anche di routine che si doveva mantenere senza più uno specifico motivo, solo perché si è sempre fatto e finche non ti dicono basta non si può più tu allora lo fai; quell’aggrapparsi ai gesti quotidiani per rassicurarsi che la vita continua, perché i regni vanno e vengono ma l’ora di pranzo c’è sempre, ogni giorno, e via.

Mi sono sempre chiesta cosa si provasse a vivere quel momento storico importante e definitivo (posto che sia stato così percepito nel caos di quei giorni), e se si provasse un senso di irrealtà e di negazione, peché quando le cose per anni e secoli sono andate in certo modo, non si riesce ad accettare che stavolta siano collassate davvero.

Mi sono sempre chiesta come fosse quel sentimento misto di rassegnazione, rabbia, ma anche in qualche modo sollievo di un’agonia che finisce, pur se sovrastato dallo spavento di chi vede spalancarsi davanti a sé un vuoto fatto di istituzioni ormai distrutte e di uomini incapaci a trovare o anche solo a proporre soluzioni, soluzioni qualsiasi.

Me lo sono sempre chiesta come dovesse essere. Ieri sera, guardando il tg e vedendo collassare davanti agli occhi il PD ma in pratica anche il nostro sistema parlamentare, mi sa che l’ho capito.

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7 pensieri su “476 d.C.

  1. Scusa Galatea, credo che la tua/nostra esperienza sia differente. Perché i romani se ne saranno accorti dopo un certo periodo di tempo, e si saranno abituati giorno dopo giorno al disfacimento delle certezze. Mica guardavano il tg. 🙂

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  2. Ho sempre sostenuto che il PD era una costruzione fasulla e forzata e che il progetto di mettere assieme ex PCI e democristi di sinistra era assurdo. Quanto sta accadendo in questi giorni è la prova del nove di questa tesi. Il PD è morto ufficialmente ieri sera. Le distanze ideogiche tra le varie fazioni sono incolmabili. Si separino e finalmente sia restituito agli elettori un partito socialdemocratico come ogni Paese europeo civile ha. Che i moderati facciano i moderati e i progressisti facciano i progressisti. In due partiti distinti e alternativi.

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  3. Si può sempre diventare una costola del PDL, però questa volta ufficialmente, alla luce del sole. Buon divertimento

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  4. Bersani candidando Marini sapeva di rischiare il linciaggio e cosí é stato linciato. Secondo me il PD é morto di D’ Alemite lacerante, indotta da profonda infezione berluschina.

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  5. I romani non si acccorsero di nulla, perchè non accadde nulla. Fu un passaggio formale, Odoacre, il reale padrone di roma e forse dell’Italia, non poteva diventare imperatore in quanto barbaro, inoltre era anche un rischio, visto che il titolo era preso di mira da almeno 50 anni. Semplicemente si dichiarò federato dell’impero d’oriente, in quanto re degli eruli. Non cambiò nulla, il senato romano restò al suo posto, i funzionari pubblici anche, i vescovi idem. L’anarchia restò com’era il giorno prima, la corruzione uguale, le violenze identiche.
    Riguardo il PD non se ne accorgerà nessuno lo stesso, questo è già un non partito, adesso diventerà un non partito allo sbando. Pazienza. Non ho mai creduto che si potesse migliorare il mondo con il sistema elettorale, solo che lo si potesse amministrare meno peggio. Il PD poteva aspirare a questo soltanto, ma non ci riuscirà mai più. Pensiamo a domani.

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  6. Se la vita del PD doveva dipendere da Romano Prodi che pronuncia il discorso di Capodanno a reti unificate, beh, allora avrei preferito un cinese con due pietre a maciullarmi gli zebedei.

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  7. Beh, non puoi sapere cosa provarono i romani a veder crollare l’impero ma ora con l’elezione bis di naopolitano puoi sapere cosa provano gli italiani a vedere la fine della democrazia.
    Nella stragrande maggioranza, niente.

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