Il candidato Gigetto e il paradosso del Quirinale

Immaginiamo la scena, si fosse trattato di una qualsiasi altra cosa:

“Ciao, complimenti, siamo il Partito X e abbiamo deciso di candidarti al posto di Primario di Cardiochirurgia nel reparto ospedaliero più importante d’Italia!”
“Eh??? Cosa??? Ma che cazzo dite? Io sono Gigetto, il meccanico!”
“Certo, lo sappiamo: Luigi Ratapagnetta, detto Gino, titolare dell’officina Riparotuttoadiecieuri. Ti conosciamo! Uno stimato professionista, onesto: il cugino del nostro segretario politico viene sempre da te e ci ha assicurato che sei bravo, gli hai cambiato il radiatore della Golf e hai pure buoni prezzi! Per questo ti consideriamo la persona adatta per questo incarico! Sul nostro sito sei risultato primo, battendo gli altri candidati: il cardiologo Zulbetti proposto dal PD e l’ex primario di Chirurgia vascolare Zanattoni, proposto dal Pdl!”
“Ma io non so un cazzo di cardiochirurgia! Io riparo motori. Perché non scegliete uno dei due medici? Non sono bravi?”
“Oddio, sì, sarebbero anche bravi, o per lo meno competenti in materia, ma sono due vecchi arnesi dei partiti, ci vogliono persone nuove!”
“E non avete un medico vostro da proporre?”
“Ehm…cioè… Noi siamo un partito nuovo, non abbiamo nessuno dei nostri da metterci.. Cioè, non ci avevamo pensato… Poi noi vogliamo una faccia nuova, onesta, che non sia compromessa con il passato e l’unica che può garantire questo è qualcuno che non ha niente a che fare con la Cardiochirurgia…”
“Ho capito, ma a me non interessa fare il Primario. Poi mettete che venga eletto! Che cazzo faccio, io mi intendo solo di bulloni! Manco capisco cosa ci scrivono sul referto quando mi fanno l’elettrocardiogramma!”
“Vabbe’, ma che ti preoccupi a fare? Mica vieni eletto, eh. Noi facciamo il tuo nome, così i cretini che han votato te sul sito sono contenti, perché credono che teniamo conto del loro parere. Tanto il nostro ideologo ha già detto che dopo la prima votazione, ci accordiamo per votare uno degli altri due, così noi ci facciamo la figura dei democratici e la faccia è salva.”
“Ah, come i vecchi partiti…”
“No, ma che dici, noi siamo diversi! Loro erano ladri, noi siamo cittadini onesti, che non si fanno corrompere dal potere!”
“Ah, ecco, sì. Però no.”
“Come no?”
“No, non accetto la candidatura.”
“Cosa? Ma che cazzo dici? Non sei lusingato? Hai vinto sul nostro sito! Hai sbaragliato tutti!”
“Ecco, allora dite pure agli altri che sono lusingato ma non accetto la candidatura. Non mi fido.”
“Come non ti fidi di noi? Ma noi siamo la gente onesta! Non siamo come i vecchi partiti inciucioni e corrotti!”
“Ecco, vedi, è quello anche, il problema: che quelli, almeno, i vecchi partiti, gli inciuci li sapevano pensare bene. Voi siete tanto scemi che siete capaci di incasinare tutto, e io magari mi ritrovo Primario. Oh, poi nel reparto di Cardiochirurgia devo andarci io a farmi fare gli esami, e mica voglio che sia gestito da uno che non ne sa una cippa, come me. Quindi grazie, ma No. Trovate i un medico e passate da me solo se vi si sbiella il motore, che quello lo so fare! Ciao, eh.”

52 pensieri su “Il candidato Gigetto e il paradosso del Quirinale

  1. Questo post riflette completamente il mio pensiero:
    non è che la Gabanelli non mi piaccia, anzi! La seguo da anni e ne ho la massima stima..ma che c’entra con il Quirinale?? mah!

    saluti

    ps.beh, almeno sarebbe meglio di Fo, di quello NON ho nemmeno stima!

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  2. Il paragone non regge, Galatea. Il Capo dello Stato non è un mestiere, e non richiede competenze così tecnicamente specifiche come un medico o un meccanico. Richiede esperienza, quella si, probabilmente anche un po’ di esperienza politica, considerate non tanto le sue competenze dirette, quanto quelle indirette. Ma ha un ufficio di presidenza dietro che lo assiste e se qualcuno crede che tutto quello che fa un presidente della repubblica lo fa per sua iniziativa o scrivendosi moniti o messaggi da solo, è un po’ ingenuotto.
    ti seguo fino ad un certo punto nella polemica contro il M5S. Il M5S non incarna tutti i mali del paese, ne incarna molte contraddizioni,ma non le peggiori. personalmente credo che proprio queste contraddizioni, unitamente ad un’inutile corredo ideologico incoerente e fragile, saranno la tomba di questo movimento. ma sarà ben triste il giorno in cui questo tentativo, nato per mettere insieme quel civismo umiliato dalla politica di professione, andrà in vacca evidenziando che in questo paese i cittadini non sono meglio dei politici carrieristi di destra e di sinistra.
    ma francamente, detto questo, tutto questo astio o insofferenza sarebbero degni di peggior causa, ovvero quel mefitico partito democratico che ha tradito ogni istanza di seria sinistra laica in questo paese, ed è ogni giorno sempre più simile, in questo grillo ha tutte le ragioni, al contraltare berlusconiano.

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  3. …suvvia, diciamolo: i Riveriti Padri Costituenti che hanno previsto come unico requisito per l’elettorato passivo a Presidente della Repubblica il compimento dei cinquant’anni ERANO DEGLI EMERITI IMBECILLI.

    ci vuole d’alema per il discorso di sansilvestro. o magari un cardiochirurgo.

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  4. @Paperoga: quindi il presidente della repubblica conta una sega e dovrebbe fidarsi dei fogli che gli passano da firmare i suoi collaboratori? Capisco che la Casaleggio & associati abbia questo bello slogan “uno vale uno”, ma i pubblicitari della Fiat negli anni ’80 erano comunque meglio: “Uno è comodosa”, “Uno è risparmiosa”, “Uno è scattosa”, “Uno è sciccosa”.

    Poi un giornalista che entra in politca, ne conosco uno: Massimo D’Alema (Roma, 20 aprile 1949) è un politico e giornalista italiano,

    Siamo sicuri sicuri che sia una buona idea in generale?

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  5. Per favore, smettiamola di dir minchiate e studiamo la Costituzione dove dice le funzioni del Capo dello Stato.
    Non è solo una figura di rappresntanza, e basta pensare al peso che hanno avuto presidenti come Cossiga, Ciampi, Scalfaro e Napolitano nella vita del paese.
    Come minimo il PdR assegna l’incarico di formazione di un governo (e non solo deve capirne di politica, ma dever essere capace di discutere alla pari con qualsiasi capopartito, anzi più che alla pari, senza farsi mettere nel sacco), e poi, prima di firmare le leggi, ne può controllare la costituzionalità (primo filtro prima della Corte Cost.). Vi ricordate quante firme rifiutarono quei presidenti a leggi infami, o almeno costringendo i parlamentari ad assumersi le loro chiare responsabilità ? ?
    Inoltre nomina i ministri: vi ricordatde quando Ciampi si rifiutò di nominare Cesare Previti alla giustizia ? Vi pare che se non aveva gli attributi ed una credibilità alle spalle avrebbe potuto farlo ?
    Ripassiamoci i fondamentali, per favore.
    Ma quelli della logica: il rapporto causa/effetto, per esempio.

    Anonimo SQ

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  6. @ Anonimo SQ: Eh beh, Cossiga Scalfaro e Napolitano, che grandi esempi. Non dico niente di Ciampi perchè non ne so abbastanza di economia e di banche, ma Cossiga è quello che aveva infiltrato i movimenti degli anni ’70 con i picchiatori e gli spaccavetrine per potergli scatenare contro i manganelli con l’appoggio dell’opinione pubblica, come lui stesso ha ammesso, un nazionalista esaltato e anticomunista viscerale tranne con i comunisti di apparato; Scalfaro che ha condannato a morte un uomo salvo poi pregare per lui, famoso per aver schiaffeggiato una donna troppo scollata e per aver percepito per tutta la vita il doppio stipendio di parlamentare e di magistrato pur avendo lavorato come magistrato per pochi mesi dopo la guerra; Napolitano il grande firmatore di leggi ad personam, di Lodi Alfani, nonchè vecchio estimatore della repressione in Ungheria nel ’56…e tutti a cui la corruzione e il declino del paese degli ultimi vent’anni son passati sotto il naso senza che facessero un cazzo per cambiare la situazione, dei veri esempi di democrazia e di competenza. Mizzica. Mi vengono i brividi solo a pensarci.

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  7. @anonimoSQ: il presidente della repubblica ha un ufficio di supporto, pagatissimo e pregiatissimo, che lo coadiuva nelle questioni tecnico-costituzionali. ecco svelato l’arcano.ed ecco i fondamentali che ti sei scordato di ripassare. ma chissà poi come mai tutti sti distinguo escono fuori con la gabanelli, mentre quando il pd ha eletto una giornalista aterza carica dello stato, tutti a lodare il meraviglioso “metodo grasso”…

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  8. E comunque, pongo una questione di metodo. Il M5S propone la democrazia diretta: il minimo che poteva fare era far scegliere ai propri elettori il candidato. Che poi abbia dei grossissimi problemi di democrazia interna con lo strapotere di Grillo e l’eminenza grigia Casaleggio, è un altro discorso, ma almeno in questo caso metodologicamente sono stati coerenti e rigorosi. Poi se si vuole criticare perchè se ne è fatta una battaglia personale o perchè stanno antipatici è un altro discorso.

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  9. La Sinistra ideologica condivide i propri geni con quel cristianesimo paolino per cui “chi non è con me, è contro di me”.
    La Gabanelli è un bellissimo nome, che purtroppo non verrà mai preso seriamente in considerazione, al di là della boutade degli MS5.
    Il suo peccato originale?
    Quello di non aver mai calato le brache di fronte a nessuno, fosse rosso, bianco, nero o a pois.
    Questo, in via Sant’Andrea delle Fratte 16, dove ad essere disonesti sono sempre gli altri, è una colpa che non si può cancellare; anche perché denota un’intelligenza che potrebbe trascendere la mediocrità e i luoghi comuni e, dunque, risulta foriera di potenziale pericolo per l’establishment.

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  10. Nell’immediato dopoguerra qualcuno pensò pure ad Arturo Toscanini, direttore d’orchestra, per farne il primo Presidente dell’Italia repubblicana. Durante le prime votazioni del 1978 Camilla Cederna, giornalista autrice di un pamphlet sull’appena dimesso Giovanni Leone, prese parecchie decine di voti. Nelle prime votazioni del 1992 molti delegati delle regioni scrissero sulla scheda “Scalfari”: si scoprì che credevano che il direttore di Repubblica e il parlamentare novarese fossero la stessa persona. Come sappiamo, esempi di personaggi più o meno illustri ai quali affidare la prima carica dello Stato, per convinzione o per errore, non mancano. Da qualche tempo, c’è tuttavia una diffidenza crescente. Forse dipende dal timore che si rivelino anch’essi mezze seghe: nella media della produzione nazionale.
    Inchino e baciamano alla Padrona di casa, state bene.
    Ghino La Ganga

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  11. E meno male che eravamo noi di sinistra ad essere accecati dall’ideologia…
    In questo paese ormai 20 anni di berlusconismo e di tv hanno distrutto le basi logiche del ragionamento. LO vedo anche nei miei studenti, ormai.
    Guardate che la vita vera non è il Bar Sport. non è che tutto è uguale e vale lo stesso.
    Lo pensavano anche i ns genitori, ammaestrati sin da piccoli alle liturgie del Duce. Poi, le bombe americane li hanno riportati sulla terra
    Davvero, temo che sia inutile discutere oltre. Siamo al 476 d.C., ormai. Purtroppo, non ho più l’età di emigrare.

    Anonimo SQ

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  12. @Anonimo SQ
    Per la cronaca non fu Ciampi ma Scalfaro a rifiutare la nomina di Previti.
    E quando Berlusconi se ne andò dicendo: “Vedremo…”, sulla porta Scalfaro lo richiamò indietro e gli disse convinto: «Bada che quel nome sul mio tavolo non passa, per senso etico». Lo ha raccontato più volte lo stesso Scalfaro.
    Per verifica: QUI.

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  13. Dopodiché tutti quelli che son convinti dell’assoluta necessità di avere competenze particolari per fare il Presidente della Repubblica, farebbero comunque bene a dare un’occhiata alla struttura organizzativa del Quirinale.
    Storicamente tutti i ns, presidenti, con l’esclusione di Gronchi e Saragat, potevano vantare una laurea in giurisprudenza (alcuni anche più lauree).
    De Nicola aveva iniziato come giornalista.
    Einaudi è stato redattore de “La Stampa” di Torino e del “Corriere della Sera” di Milano fino al 1926. Poi è stato corrispondente finanziario ed economico del settimanale “The Economist”.
    Tutti, escluso Ciampi, avevano fatto politica, ma Ciampi era già stato ministro del Tesoro nei governi Prodi e D’Alema tra il 1996 e il 1999.
    Milena Gabanelli si è laureata al DAMS con una tesi in storia del cinema.
    Questo non le ha impedito di diventare quella che è e di aver girato anche il mondo come inviata di guerra.
    Tra la Gabanelli e la Bonino io non ho il minimo dubbio: la prima inciuci con Berlusconi non ne ha mai fatti, per poi fare il cambio casacca.
    Il solo problema che vedo è la lista di querele che vanta sulle spalle: questo, ahimè, è un potenziale conflitto di interessi. Peccato che però, ad oggi, tutte le querele subite siano poi finite nel nulla.
    Sarebbe un gran segnale… temo purtroppo che rimarrà un bel sogno.

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  14. Concordo con Paperoga.
    Fare il capo dello stato non e` un mestiere come il cardiochirurgo e non servono competenze specifiche e non acquisibili.

    Gigi

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  15. A Paperoga e Gigi: le vostre risposte, però, nascondono un pregiudizio diffuso. Da consulente legale, tutte le volte che entro in un’azienda, mi capita di sentire la stessa risposta: “c’è l’ingegnere che ne capisce un po’ di legge”… Un Presidente della Repubblica che non conosca a menadito il diritto costituzionale e le materie satellite, che Presidente sarebbe? E, ovviamente, non so’ le competenze di un cardiochirurgo, quelle se possono acquisi’ in una nottata, basta un bignami.. discorso lungo, in ogni caso, ma avrete notato quanto la cultura scientifica abbia, negli tulimi decenni, annichilito gli studi umanistici. Saluti.

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  16. Mi pregio di precisare che comunque anche Diario Fo, tirato in causa il giorno stesso delle elezioni, disse che non si sentiva né la capacità né la forza fisica per fare il Presidente della Repubblica.
    E mi strabilio e mi meraviglio che fare il capo di stato non richieda alcun tipo di preparazione, che tanto è solo un passacarte. Ma se lo dicono i molti esperti capi di stato commentatori del blog, non posso che ritirarmi in buon ordine e prendere atto.

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  17. @ anonimo SQ:

    -> “E meno male che eravamo noi di sinistra ad essere accecati dall’ideologia…”

    Guarda che se ti riferisci a me sei fuori strada: io sono di estrema sinistra e faccio politica da anni, non certo nel M5S. Quanto al resto di quel che scrivi, sul duce etc, veramente non significa nulla, spero che fossi di fretta.

    @ G.F. (OT):

    ->”avrete notato quanto la cultura scientifica abbia, negli tulimi decenni, annichilito gli studi umanistici”

    veramente io credo che siano stati gli studi umanistici ad annichilire sè stessi, con le facoltà che invece di diventare sempre più difficili ed esigenti (come accadeva con gli studi scientifici) hanno accettato di abbassare il proprio livello per diventare il raccattatoio di chi non riesce a laurearsi altrimenti. Lo dico senza polemica nei tuoi confronti, sia ben chiaro, e per di più ho un grande rispetto degli studi umanistici e trovo che una laurea in lettere, storia o filosofia dovrebbe essere difficile quanto una laurea in ingegneria, cosa che obiettivamente purtroppo non è.

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  18. Luigi (sempre OT), io dico cultura e tu dici llaurea… cose diverse, il tutto e una parte. E comunque direi che pure il tuo giudizio sulla difficoltà dei diversi percorsi sarà condiviso dai più, ma perché definire un opinione come un dato di fatto? Vedi, anche qui si annidia la scientifizzazione (pardon) del sapere, l’ansia della misurabilità di ogni cosa, incluso l’agire umano. Ancora saluti.

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  19. Per lo stesso motivo, allora, anche per fare il parlamentare bisognerebbe essere come minimo laureati in legge ed avere pure una ultra-preparazione nelle materie specifiche che vengono trattate quotidianamente dai due rami del parlamento (economia, fisco, metallurgia, chimica, biologia, didattica, ecologia, ecc. ecc.).
    Non a caso, Platone auspicava una Repubblica guidata da filosofi, da intendersi oggi in un’accezione più ampia di “specialisti”.
    IMHO, il Presidente della Repubblica rappresenta l’intera comunità italiana, molto più che quello del Consiglio.
    Dovendo scegliere, sarei estremamente felice di venir rappresentato da una personalità che spicca per la sua onestà e intelligenza, seppur estranea alla politica, piuttosto che da un cretino arraffone, ma politicamente competente (presumo che Nelson Mandela, dopo venti e più anni passati in carcere, non conoscesse a menadito le procedure parlamentari sudafricane, quando venne eletto).
    Poi, ribadisco, il mondo e bello perché vario e non tutti abbiamo la medesima percezione delle cose.

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  20. Per fare il parlamentare devi avere un minimo di esperienza politica, ovvero smazzamenti di assemblee, comitati, discussioni, stesura di documenti, votazioni, ecc.
    Se no finisce che fai il parlamentare come i grillini: alla cazzo di cane.

    Non serve essere laureati in legge, serve saper mandare avanti una macchina organizzativa che è sia complessa che complicata, con tutte le mediazioni del caso che fare politica richiede:mai cercato di tirar fuori una posizione condivisa in un’assemblea? Se non l’hai mai fatto è meglio che eviti di fare il parlamentare, laurea in giurisprudenza o no (anzi, in genere i laureati in giurisprudenza hanno molta meno esperienza in questo campo).
    Per questo il discorso sugli uffici non sta in piedi: l’ufficio – quello sì di laureati in legge – aiuta sulla parte tecnica (ovvero ad esempio decide se cavillare o meno su un comma del decreto legge), ma dal punto di vista politico (scegliere se rimandarlo indietro immediatamente o farlo passare, entrare temporaneamente in vigore e aspettare un eventuale ricorso in corte costituzionale, ad esempio) è il presidente della repubblica che detta la linea, indipendentemente dai tecnicismi.

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  21. @–>Lorenzo

    In effetti, è proprio questo il dramma della politica italiana.
    I nostri parlamentari – quasi tutti politici di lungo corso – sanno perfettamente come fare l’ostruzionismo, come boicottare una proposta dell’avversario, come far cadere un governo quando è conveniente farlo, come far mancare il numero legale, come stipulare alleanze bipartisan quando si tratta delle loro tasche, come spartirsi le cadreghe secondo le regole del manuale Cencelli, ecc. ecc. ma in larga maggioranza non capiscono una beata minchia della sostanza dei provvedimenti che vengono sottoposti al loro sindacato.
    E i risultati sono sotto gli occhi di tutti, a tutti i livelli: dal Consiglio circoscrizionale, al Senato della Repubblica.
    Se così non fosse, oggi non saremmo un paese nella cacca e neppure avremmo i grillini a ricordarcelo.

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  22. @ G.F. (OT III)
    Beh, avevi parlato di “studi umanistici”…ok, la cultura è altro: però la cultura scientifica si fa paraticamente solo nelle università, e gli studi umanistici idem. La cultura è altro, ma se mi parli di studi io ti rispondo sugli studi. Sulla misurabilità di tutto, compreso l’essere umano, mi sa che parliamo lingue differenti…ma ho notato che di solito chi ha perplessità sulla misurabilità delle cose, ossia sull’efficacia della matematica nel descrivere l’esistente, è di solito persona che giudica dall’esterno e la matematica non la conosce se non quella orribile che si fa nelle scuole, che non è nemmeno matematica a mio modesto avviso ma formule becere. Però io sono di parte per via della mia formazione che è di carattere tecnico-scientifico, quindi non pretendo di convincerti che ho la verità in tasca (so di avercela, ma non te ne voglio convincere, intendo… 🙂 )

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  23. È istruttivo scoprire che secondo alcuni di voi fare il Presidente della Repubblica (cioè un signore che deve controfirmare le leggi, presiedere al Consiglio Superiore della Magistratura, nominare il Presidente del Consiglio, sciogliere le Camere, incontrare capi di Stato, rappresentare la Repubblica, in caso di guerra addirittura comandare le Forze armate) è una carica che richiede una competenza specifica inferiore a quella del meccanico che ripara un motorino, perché tanto firma solo quello che gli passano, come un pupazzo. A questo punto immagino che il vostro candidato tipo sia direttamente Topo Gigio.

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  24. galatea: il presidente della repubblica è una carica, non un mestiere. punto. il paragone era forzato e la vis polemica contro il M5S offusca a volte la tua altrimenti arguta penna

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  25. @–>Galatea

    Mi hai forse letto nel pensiero?
    Topo Gigio è pure troppo per un paese come il nostro. In ogni caso, se il Presidente della repubblica hanno potuto farlo personaggi quali Saragat – noto beota – e Leone – absit iniura verbis – direi che non ci vuole proprio un Premio Nobel per la fisica ….

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  26. Quindi una carica istituzionale non richiede preparazione specifica? Mandiamo chiunque? Non si può nemmeno dire che uno può essere considerato impreparato o inadatto? Va bene tutto? Oppure va bene chiunque sia stato proposto dai Cinquestelle e se si dice che non vanno bene si è cattivi e prevenuti? Solo i Cinquestelle possono proporre a cazzo perché han sempre ragione? No, spiegami, Paperoga, perché le tue argomentazioni saranno interessanti, quando finalmente ti degnerai di fornire una…

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  27. Personalmente non credo che chiunque sarebbe adatto e penso che una preparazione specifica sia utile…ma tra Napolitano – che è stato beccato dalla TV tedesca a fare la cresta sui biglietti aerei, che ha firmato tutte le leggi proposteda Berlusconi per salvarsi il culo, che si è fatto passare sotto il naso vent’anni di decandenza del paese che ci hanno portato al punto in cui siamo adesso – e la Gabanelli che da anni si occupa di problemi legati alla corruzione, alla devastazione ambientale, alle mafie, alla devastazione della vita democratica a cui assistiamo, ecco io penso proprio che preferirei la Gabanelli. Che secondo me è pure abbastanza intelligente da riuscire a studiarsi la costituzione in una settimana o due,quel libricino di qualche decina di pagine come dire, visto che era di questo che si parlava no?

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  28. @Galatea
    Perche non delegare la votazione agli elettori?
    Gli italiani se vogliono una persona che abbia una votazione specifica che votino per una persona che ha una preparazione specifica.
    Perche` devono decidre per me Bersani o Berlusconi?
    Viva la liberta`!

    Gigi

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  29. @galatea. ho già espresso la mia opinione e non sono abituato a ripeterla sol perchè nei blog e nei forum non ci si dà mai troppa pena di leggere quel che scrive l’altro. ma siccome alla fine della fiera finisce che sono un qualunquista a cui andrebbe bene topo gigio, si conferma l’assioma che commentare nei blog o nei forum è solo una gran perdita di tempo.
    se non ci fosse stato il M5S, e concludo, una candidatura eccellente come quella di Rodità non sarebbe mai stata nemmeno concepita da quei mestieranti della politica di cui pare l’italiano non possa fare a meno. vedi i danni che fanno i qualunquisti

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  30. Dimenticavo tra i meriti di Napolitano quello di aver voluto far piacere all’Alleato concedendo la grazia a Joseph Romano, autore di sequestri illegali sul territorio italiano seguiti da torture all’estero per conto di un servizio segreto straniero di chiara fama.

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  31. @paperoga: l’inutilità nel commentare risiede nel fatto che 1) se vieni nei blog altrui con il tono piuttosto supponente del tuo primo commento non ci si può lamentare se la gente non ti prende in simpatia fin da subito; 2) se non ti va di ripetere e di rispondere ai commenti puoi benissimo fare a meno di partecipare a conversazioni in questo blog.

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  32. …però, diletta padrona di casa:
    allora, visto che fra tutte le prerogative la più delicata è quella di Comandante in Capo, perché non esigere un ammiraglio?

    io voglio branciforte, il sagace professionista che ha firmato la convenzione dei marines sulle navi. non mi accontenterò di nulla di meno.

    😀

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  33. “Una candidatura eccellente come quella di Rodotà”.
    Io questa me la segno, perchè è strepitosa: un ex Garante della Privacy ottantenne, noto per la sue scarsa inattività e pesante verbosità , nonchè per il compenso “non eccedente, nel massimo, la retribuzione spettante al Primo Presidente di Cassazione” ( art. 153, n.6, Dlgs 196/2003 e successive modifiche: suppergiù €.293.000,00) , attuale direttore del “Festival del diritto” (sic) di Piacenza. Tra i commentatori di questo post, c’è perfino chi si arrabbia perchè non si è ancora votato direttamente per l’elezione del Presidente, senza nemmeno porsi il problema che bisognerebbe prima cambiare la Costituzione.
    Un dibattito troppo alto,insomma, perchè si possa anche solo correre il rischio di abbassarlo: sicchè mi astengo da ulteriori commenti.
    Inchino e baciamano alla Padrona di casa, state bene tutti.
    Ghino La Ganga

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  34. @aspetto di sapere dal dotto la ganga, che coi suoi sapidi post non dice mai praticamente nulla, quale fosse il suo candidato ideale. le sue motivazioni a discredito di rodotà sono molto grilline e qualunquiste, e ciò consola. probabilmente di rodotà non ha mai letto nulla, e ciò consola vieppiù. si astenga pure, che non fa una lira di danno

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  35. @paperoga: caro paperoga, se ogni tanto, prima di postare col tono di chi dà lezioni a tutti e si ritiene autorizzato ad usare il tono sprezzante di chi si rivolge ad una massa di cretini inferiori, leggessi quello che le persone scrivono in giro sui loro blog scopriresti cose che ti sorprenderebbero: per esempio, che io su Twitter ho appoggiato Rodotà, nonostante fosse proposto dai Grillini che secondo te odio per cieco furore e partito preso, e Ghino, invece, si è espresso sul suo blog a favore della Bonino. Sapresti inoltre, leggendo il suo blog e i suoi interventi qua, che anche Ghino è avvocato, e quindi è probabile che di Rodotà conosca e abbia letto più cose di quanto tu supponi e magari persino di quelle che hai letto tu. Già, se leggessi di più e non fossi così altezzoso da arrivare qua a sparare i tuoi giudizi. Magari faresti figure migliori. Magari, eh.

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  36. @Galatea
    Potresti elencare quali sarebbero secondo te le specifiche competenze assolutamente necessarie per fare il Presidente della Repubblica così poi le sovrapponiamo ai profili dei ns. 11 Presidenti della storia della Repubblica Italiana e vediamo se corrispondono o meno?
    Nel frattempo prendiamo atto che, secondo te, i membri dell’Assemblea Costituente erano sostanzialmente un branco di idioti e/o si erano bevuti completamente il cervello (o come minimo un fiasco intero a testa) quando hanno formulato l’art. 84 della Costituzione Italiana scrivendo che:

    Può essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto cinquanta anni d’età e goda dei diritti civili e politici.

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  37. @galatea: di sprezzante e altezzoso qui al momento c’è solo l’atteggiamento snob e “pigliaperculo” che da un mese come un’ossessione costantemente adotti nei confronti di quei poveri fessi che hanno votato M5S. e di fronte a questo atteggiamento ti va già bene che non ti si mandi al diavolo tout court senza troppe cerimonie e senza stare a perdere tempo a spiegare perchè, per molti di noi, il M5S sia un tentativo certo ancora troppo imperfetto per superare concetti e prassi cui molti di voi che ci prendono per i fondelli sono affezionatissimi, uno tra tutti che la politica sia mestiere e carriera che tocca ad una sorta di gilda di professionisti del maneggio, e non un servizio che appartiene ai cittadini e di cui i cittadini devono cercare di riappropriarsi, seppure tra errori grossolani e grossolani suoi rappresentanti.

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  38. @galatea… davvero non sei consapevole di quanto il tuo astio nei confronti del M5S sia diventato ormai pura ossessione? molti dei tuoi “followers”, ormai sempre più simili a quelli dell’ omonimo serial-tv, non fanno altro che fomentarla dandoti ragione su qualsiasi delirio parapolitico tu scriva.

    quelli che cercano invano di fartelo notare vengono ignorati o sbeffeggiati, per privarli di qualsiasi credibilità futura in queste pagine, con tattica da veterani della politica. evidentemente ha fissato troppo a lungo l’ abisso e quello t’ ha contagiato.

    senza contare che quando incautamente viene scoperchiato il vaso di galatea, viene sguinzagliato pure il “Ghigno” a sua difesa.

    l’ acme del delirio l’ hai raggiunto qualche giorno fa, volendo sostituire l’ icona femminista per antonomasia con una certa “stregaccia inglese”. povera Artemia Gentileschi, evidentemente troppo buona per i tuoi canoni, e “buona” non lo era affatto.
    chapeau!

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  39. @paperoga: gentile paperoga, faccio cortesemente notare che sei tu che vieni nel mio blog e continui a commentare. Se non ti piace il mio atteggiamento, ti danno fastidio i miei post, risparmiati la fatica di continuare a leggerli: è una soluzione a costo zero e che ti restituirà parecchia serenità. Anche perché, sinceramente, uno che mi dice che in casa mia sono già fortunata se non mi manda al diavolo lo trovo per lo meno un po’ confuso.

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  40. @papibuldozer: se il mio “astio” ti dà tanto fastidio, puoi tranquillamente smettere di leggere il blog e lasciarmi alle mie “ossessioni”. Me ne resterò con i miei poveri followes che, come dici tu, danno ragione ad ogni mio delirio pseudopolitico: del resto, ogni blog ha i suoi fan, immagino che anche tu ne abbia qualcuno (di follower intendo), per cui non capisco perché ti dia così fastidio se io ho i miei.
    Quanto a Ghino, non ho bisogno di scatenarlo: è un uomo assolutamente indipendente, e sceglie da solo con chi prendersela, come prova il fatto che quando vai da lui ti mazzola di brutto anche là, senza che abbia bisogno di essere stimolato.
    Come direbbe lui, stammi bene.

    Ah, p.s. Del post sulla Thacher hai capito tutto: di nuovo complimenti per la tua meravigliosa abilità nella comprensione del testo.

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  41. Avevo deciso di non commentare ulteriormente, ma son stato tirato di nuovo in ballo,sicchè devo qualche risposta a qualcuno dei commentatori.

    Nell’ordine di arrivo:

    per Paperoga: ahimè, di Rodotà ho dovuto leggere parecchio, ed ho pure dovuto avere a che fare con gli uffici suoi di Garante della Privacy, ai tempi nei quali lo era: ‘na Camboggia, come dicono a Roma; trovo peraltro corretto che i miei post non Ti dicano nulla, visto che nulla abbiamo da dirci salvo quanto sopra;

    per Gigi: anche dal Giappone, via internet, puoi consultare una copia della Costituzione Italiana: sicchè leggi meglio l’articolo 83, poi subito dopo l’articolo 138, e tutto risulterà più chiaro;

    per Lector: no;

    per Papibulldozer: mai stato sguinzagliato, perchè non porto guinzagli di sorta; da tempo Ti suggerisco di consultare un bravo specialista, e a non scambiare i suoi utili consigli terapeutici per spunti polemici.

    State tutti bene, inchino e baciamano alla Padrona di Casa.
    Ghino La Ganga

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