La fiducia e la maglietta di cotone: considerazioni sulla primavera e sulla vita

Questa mattina sono uscita. C’era un bel sole, era evidente che faceva caldo. Ma mi ero presa talmente tante fregature nei giorni precedenti, quando c’era un freddo polare e, anche se veniva fuori uno sprazzetto di sole, dovevi comunque intabarrarti nel piumino, che non riuscivo a credere di poter uscire così, in giacchino e maglietta. Così sono uscita con un maglioncino di lana, al collo un foulard, e sulle spalle l’impermeabile.
Ero ridicola, e sudavo, e la gente per strada mi guardava un po’ strana, loro che erano tutti in maglietta a leggera e nient’altro. Si erano fidati, loro, di quel sole, di quel tiepido improvviso: ci si erano buttati a pesce, con beata incoscienza, anche a rischio di prendersi l’ennesima infreddatura. E io no. Ero lì con il mio maglioncino di lana troppo caldo e l’impermeabile, sotto il cielo sereno, fuori posto, come una che rimane sempre ancorata alla stagione vecchia e non sa rischiare e godersi la nuova. Perché io lo faccio con le stagioni, e lo faccio anche con le persone con gli amori: che se mi deludono, le persone, gli amori, poi ci metto un po’ a fidarmi di nuovo, e quando incontro persone nuove e amori nuovi non mi ci butto subito, resisto, cerco di salvaguardarmi, pretendo di andare cauta e portarmi dietro maglione di lana ed ombrello, anche se è chiaro che c’è il sole e fa caldo.
Così ho tolto il maglione di lana, l’ho messo in borsa, e sono rimasta in maglina a godermi il sole, senza pensare alle possibili infreddature, perché è bello fidarsi e rischiare, e non pensare solo all’umidità, ai microbi e alle fregature in agguato.
Che come morale del post è banale, lo so, e non è neanche granché. Ma è primavera, fa di nuovo caldo, e io ora esco e metto solo la maglietta di cotone.
Ciao, eh

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6 pensieri su “La fiducia e la maglietta di cotone: considerazioni sulla primavera e sulla vita

  1. Ci fosse qualcosa come la Tachipirina per i mali del cuore, magari ricomincerei a fidarmi anch’io… Ciao Galatea, è sempre un piacere….

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  2. Idem. Anche io faccio fatica a fidarmi e poi mi ritrovo a coprirmi il più possibile, sia con il tempo che con le persone. Solo che poi esco con la giacca a vento imbottita anche se ci sono 20 gradi. Così sudo e mi ammalo. Forse è vero, per non ammalarsi basterebbe fidarsi.

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  3. …è che io alcune volte sono proprio controtempo, senza neanche rendermi conto finisco per fidarmi nel momento sbagliato, non fidarmi di chi invece meriterebbe fiducia e preoccuparmi del dopo, quando in realtà dovrei preoccuparmi del prima…

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  4. mio nonno che ha fatto la guerra di libia (1911) diceva sempre «quello che ripara dal freddo ripara anche dal caldo» e portava i mutandoni di lana anche d’estate

    e se ne infischiava dei pareri altrui

    vecchia piratessa galatea, mettiti addosso quel che ti pare, e mandali tutti a quel paese

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  5. /Users/imac_cassa/Desktop/nino_migliori_14.jpg

    ciao
    provo a mandarti una bella foto

    buona giornata anche se sembra impossibile

    Nicoletta

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