Grazie, Margaret

Per me Margaret Thatcher è sempre stata come l’armadio della cucina: quei mobili che non sono né brutti né belli e in fondo non sai bene come valutare, perché li hai sempre visti lì. E’ salita al potere nel 1979, quando avevo cinque anni, se ne è andata nel ’90, quando ero diciottenne, e non avevo grandi idee sulla politica in generale e su quella internazionale nello specifico. Da qualche discorso orecchiato in casa da piccola, arguivo che non stava simpatica a nessuno, per quello che aveva fatto ai minatori inglesi; anche se poi mio padre apprezzava il suo comportamento e le dava ragione sulle Falkland, fino al punto da litigare per lettera con una lontana cugina argentina.

Diventata più grande, ho scoperto che con la Thatcher dal punto di vista politico ho poco in comune, e forse ancora meno dal punto di vista umano. Eppure a questa donna strana e così diversa da me sento di dover dire, ora che è morta, un sonoro grazie.

Grazie, signora Thatcher, per essere stata quello che è stata: una donna di potere, di destra, conservatrice e testarda. Grazie per essere stata una donna dura, poco incline ai compromessi e alle mediazioni. Grazie per essere stata la Lady di Ferro che non si è mai piegata, non ha mai mediato, si è incaponita a portare avanti la sua visione. Grazie per essere stata, nel farlo, spietata, per niente materna, o in qualche modo remissiva. Grazie per non aver avuto remore a dichiarare una guerra, a smantellare uno Stato sociale, a far perdere il posto a centinaia di persone, a tagliare fondi di assistenza, a privatizzare a più non posso. Grazie.

Perché finalmente ha dimostrato, con questo suo modo di fare, che le donne sono fortunatamente al di sopra di tutti gli stereotipi che si sono appiccicati loro nel corso dei secoli, compresa una certa vulgata progressista e femminista, quella del ci vorrebbero più donne al potere perché se ci fossero ah, finirebbero le guerre, finirebbe la miseria, tutto sarebbe gestito come una famiglia felice e comprensiva perché le donne sono madri buone e i maschi guerrafondai cattivi.

No, le donne non sono così. Non siamo così. Siamo esseri umani uguali agli altri, il che vuol dire che non siamo necessariamente più buone, comprensive, remissive, capaci di impietosirci più di un uomo. Ci sono donne stronze come ci sono uomini stronzi, e non è avere un pene o una vagina che rende persone migliori, più affabili e più degne.

Quando la chiamavano la “Lady di Ferro” e facevano intendere che il suo carattere forte era “maschile” dimostravano solo, gli esegeti, di non capire un beneamato di come sono le donne in realtà. Cioè complesse e diverse le une dalle altre, come gli uomini, e pertanto anche capaci di essere crudeli e spietate e testarde ed ambiziose, amanti del potere ed in grado di esercitarlo con freddezza estrema. Dire che le donne sono più buone, più remissive, pronte al dialogo, dolci è confondere l’indole delle persone con quello che è stato loro insegnato ad essere per secoli: confondere una immagine con la sostanza.

La Thatcher ha sfatato questo mito. Come prima di lei avevano fatto Cleopatra, Livia, Irene di Bisanzio, Caterina di Russia. Tutte donne che al potere c’erano rimaste e si erano comportate come i più scafati ed anche crudeli colleghi maschi. E non perché “maschilizzate”, ma perché quella era la loro indole, come esseri umani.

Grazie, signora Thatcher, per averci anche liberato da questo stereotipo orribile, che non sei davvero una vera donna se hai un brutto carattere, ti piace comandare, vuoi fare di testa tua ed importi, sei ambiziosa e non accetti di stare nelle retrovie a portar l’acqua ad un compagno ad un marito. Che non sei davvero donna se decidi di dichiarare una guerra, di fare tagli sanguinosi sulla pelle dei più poveri, sei disposta a togliere alle mense dei bambini il latte gratis per risparmiare. No, lo sei. Una donna stronza, magari, ma una donna fatta e finita, e del tutto uguale e pari agli uomini.

Grazie, signora Thatcher: in un modo tutto suo, e forse inconsapevolmente, semplicemente pretendendo di essere ciò che era e non accettando di fingersi altro, lei a tutte noi donne ha fatto un gran servizio. Ci ha liberate dal dovere di essere considerate “donne” solo se si rispettano i modi prestabiliti da altri, siano essi i conservatori o i progressisti/e.

E quindi grazie, Maggie. Anche se non apprezzavo quasi nulla di ciò che hai fatto in politica, mi mancherai.

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23 pensieri su “Grazie, Margaret

  1. Un conto è la legittima affermazione della donna oltre l’immaginario stereotipo che vi vuole solo cipria e mossette, su cui sono ovviamente d’accordo. Altro è rimpiangere, anche se non è questo il termine, una tizia, ma dovrei dire una persona, che distrusse lo stato sociale, con alcune chicche restate memorabili; il disprezzo verso gli irlandesi in genere, i minatori e tutta la work class, le restrizioni feroci verso le classi più deboli.. l’odio neppure nascosto contro alcune forme di politica di quegli anni. Penso al Nicaragua e non solo.

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  2. Mrs Thatcher no grazie. Vai alle miniere di carbone chiuse, le comunità perse e gli uomini e le donne che hanno perso il posto di lavoro e molto altro.
    io

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  3. Se quell’imbecille delinquente di Videla non avesse invaso le Falkland, ce la saremmo tolta dalle balle un bel poco prima, allora la sua popolarità era al minimo, ed avrebbe senz’altro perso le elezioni.
    L’eterogenesi dei fini…

    Anonimo SQ

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  4. Finalmente una posizione intelligente sul tema maschi e femmine, contro la retorica delle donne femministe e soprattutto quella insopportabile dei maschi femministi.

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  5. per anonimo SQ:
    dunque, par di capire che secondo Te la vera fortuna sarebbe stata rappresentata dal permanere di Videla e soci entro il perimento continentale argentino, intenti ad assassinare oppositori. Un punto di vista interessante, davvero.
    Stai bene.
    Ghino La Ganga

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  6. La Signora Thatcher, tanto osannata in questi giorni, non so in questo momento in quale girone dell` inferno sara` finita per aver aiutato quel criminale di guerra di Pinochet a sfuggire alla giustizia.

    Che riposi in pace (si fa per dire)

    Gigi

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  7. Sai che dentro di me avevo un pensiero molto simile ma non sono mai riuscita a formularlo? Anche se trovandomela davanti come nemica l’avrei odiata né più né meno dei minatori inglesi, ho sempre pensato anche io che il discorso manicheo delle donne “naturalmente pacifiste” avrebbe fatto rotolare dalle risate Elisabetta I o Caterina di Russia… per non parlare delle sanguinose regine merovingie. Ecco aggiungerò Margaret Thatcher alla lista.

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  8. @ghino la ganga

    Scusami, ma forse hai frainteso: come puoi ragionevolmente pensare che mi sarebbe piaciuto far durare una giunta militare colpevole di decine di migliaia di assassinii, di torture indicibili inflitte al suo popolo etc? Io che ho lavorato assieme ad esuli dall’ Argentina di quegli anni che queste cose me le hanno raccontate prima che uscissero sui giornali ? Mi vuoi far passare per cretino o peggio, per neonazista ?

    Scusa ghino, ma se mi dicessi in pubblico quello che hai scritto ti citerei per diffamazione (riuscendo, spero, forse a trattenermi dal passare alle vie di fatto, sarei pure fumantino, io).

    Volevo solo dire che la miracolata fu la Thatcher, che se non fosse per il becero patriottismo nazionalista GB sarebbe stata trombatissima alle elezioni seguenti per lo scontento e l’impopolarità delle sue riforme. E non lo dico io, lo dicono gli storici (quelli seri, che ragionano con i numeri ed i dati).

    Anonimo SQ

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  9. Questo post mi ricorda una gustosa scena di “Amici miei”: la castissima fidanzata di uno dei protagonisti è sul punto di perdere la verginità, ma la sua virtù viene salvata dall’arrivo “provvidenziale” dell’alluvione di Firenze (e infatti lei non manca di ringraziare il Signore per questo).
    Nessuno ha mai dubitato che le donne possano essere stronze quanto gli uomini (gli esempi abbondano); lo stereotipo descrive piuttosto come le donne “dovrebbero essere”, e, visti i danni fatti dalla Thatcher, si teme che lo stereotipo si sia rafforzato.
    Non mi pare che la Yourcenar o la Montalcini fossero donne remissive, indecise o femminili in modo convenzionale, avrei trovato più sensato ringraziare loro. La Thatcher porta a galla quel piccolo delirio di onnipotenza che c’è in ognuno di noi, ma non è detto che sia un bene.

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  10. per anonimo SQ:
    bene, ho letto il Tuo chiarimento: opportuno, dato che dalla lettura del Tuo commento non si evinceva. Già che ci sei, magari vedi di rilassare i Tuoi nervi, perchè questa Tua dichiarata tendenza a querelare o “passare alle vie di fatto”, quando l’interlocutore chiede un chiarimento delle Tue parole, non mi sembra granchè civile nè democratica.
    Stai bene.
    Ghino La Ganga

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  11. vorrei qualcuno a sinistra che perseguisse idee opposte al thatcherismo con la stessa determinazione fino a sfiorare la testardaggine..però ho idea che sarebbe fatto fuori.politicamente e forse non solo

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  12. @ghino

    Perdonami ancora, ghino, ma la tua maniera di chiedere chiarimenti mi è sembrata quantomeno obliqua. Sembrava più una critica corrosiva, tendente a mettere in dubbio o l’integrità morale o la sanità mentale di chi aveva scritto. Ed ha perciò suscitato la mia (secondo me sana) indignazione.

    Detto questo, qui da noi si dice “parola non ben capita, parola non ben detta”. Pensavo che aver definito “imbecille delinquente” Videla bastasse come chiarezza a connotare un giudizio negativo, forse “pazzo dittatore assassino” sarebbe stato + chiaro ancora (pensavo però che tutti noi conoscessimo la storia), certo da “pazzo delinquente” mi sembra scarsamente deducibile un giudizio positivo !!!

    Evidentemente, dovrò essere + chiaro in futuro, così non ci saranno dubbi, per nessuno, e non saranno possibili interpretazioni, neppure capziose.

    Detto questo, basta, e stai non bene, ma meglio.

    Anonimo SQ

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  13. ma certo, la politica della Tatcher ha fatto schifo, molto meglio quella degli “statisti” italiani, è così evidente considerando l’Inghiltera e l’Italia di oggi.

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