Grillo e il problema della complessità del reale

Seguo le vicissitudini del M5S con particolare attenzione, in questi giorni, perché le dinamiche che si stanno scatenando all’interno le trovo interessantissime dal punto di vista dell’agire sociale. Il Movimento Cinque Stelle è una comunità tutto sommato “chiusa” e guidata da un capo carismatico che fino ad adesso non ha avuto molte occasioni di confrontarsi con la realtà dei fatti: ha costruito il suo seguito con proclami – diffusi tramite il web e le televisioni a fare da grancassa – ma in maniera del tutto affine a quelli dei predicatori millenaristi medioevali. Fatta la tara degli strumenti tecnologici, Grillo è molto più simile ad un Savonarola che ad un politico.

Quando dico che Grillo non ha avuto fino ad oggi molte occasioni di confrontarsi con la realtà intendo dire che fino da ora lui, in quanto capo carismatico, non ha avuto mai il bisogno di fare quello che invece ha posto come condizione per gli aderenti al suo movimento. Grillo, in quanto Grillo Giuseppe detto Beppe, non credo che abbia mai messo piede in un Consiglio Comunale, non è stato eletto al Parlamento, probabilmente non ha nemmeno mai dovuto partecipare ad una assemblea di condominio. Non si è mai dovuto scontrare o immergere (a seconda del punto di vista) con tutto quell’insieme di regole spicciole e di vincoli che ogni assemblea – dal consiglio di classe delle medie alla riunione di quartiere – si deve dare per esistere, e che possono sembrare anche farraginose e complesse, spesso inutili, ma che si rivelano essenziali per garantire un minimo di ordine; non ha dovuto inoltre mai fare i conti con una vera e propria discussione in aula in cui si confrontino tesi contraposte, siano esse la costruzione di un nuovo marciapiede o la decisione sul senso unico da introdurre nella più sperduta stradina della frazione di Vattelappesca.

Se lo avesse fatto per un periodo anche breve si sarebbe reso conto che l’essenza della politica è la mediazione. Il che è una cosa sottilmente diversa dal “calarsi le braghe”: la mediazione consiste nel fatto che, pur cercando di fare di tutto per portare a casa un risultato coerente con i propri ideali, in politica bisogna anche rendersi contro che questo non sarà mai possibile al 100%, e quindi l’abilità del politico (anche di quello che fa il Consigliere Comunale nella frazione sperduta di Vattelappesca) consiste nel trovare strade che permettano di trovare accordi il più possibile condivisi fra persone che militano in schieramenti avversi.

Il predicatore di stampo millenarista, il guru più o meno mediatico, è in sostanza all’opposto di questa concezione: nella sua visione ogni mediazione accettata è un tradimento alla Causa, per tanto chi media e trova strade condivise con il “nemico” va immediatamente allontanato ed esautorato.

Grillo, e lo si capisce dai continui proclami emanati dal suo blog, è un predicatore di questo stampo qui. Volendo anche concedergli l’assoluta buona fede della sua posizione, ha però il problema che ora i “suoi” sono entrati in Parlamento, e si devono scontrare quindi con un ambiente che non è più quello “chiuso” del loro movimento, ma con uno aperto, dove si devono confrontare con gente che ha idee diverse dalle loro, spesso anche opposte, e interagire con situazioni che non ammettono soluzioni senza mediazione.

La reazione di Grilo ai primi giorni di “politica” dei suoi è indicativa: dal mondo chiuso del suo blog continua a emanare proclami in linea con la sua visione millenarista, ma che risultano poi in pratica inapplicabili dai suoi “emissari” in Parlamento. I quali si trovano a dover risolvere problemi che probabilmente Grillo non riesce nemmeno a capire perché  guarda da fuori il tutto: votare o no Grasso o Boldrini o astenersi e rischiare un incarico a Schifani? Consentire o no con il voto di fiducia la nascita di un esecutivo Pd o prendersi, negandola, la responsabilità di un “tutti a casa” che significherebbe però un salto nel buio con possibili pesanti ripercussioni economiche degli speculatori ai nostri danni sui mercati?

Stando fuori, Grillo può tuonare e inneggiare alla linea dura: da bravo predicatore millenarista sogna il giorno a venire in cui avendo acquistato il 100% dei consensi non dovrà più mediare su niente ma potrà molto semplicemente imporre la sua visione. E’ una visione utopica, come era utopica la società senza lusso di Savonarola. Ma i suoi che stanno dentro, ora, si trovano nelle peste, perché non avendo quel famoso 100% devono inserirsi in un meccanismo che ha le sue regole. E non, badiamo bene, perché è corrotto, ma perché è democratico.

Grillo da fuori indica come inciuci e tentativi di corruzione procedure che ai suoi occhi sembrano tali – come quella di trovare un accordo preventivo per l’elezione dei Presidenti delle Camere – perché non ha mai avuto esperienza diretta di cosa voglia dire gestire una assemblea democratica. E invece sono, molto semplicemente, prassi necessarie per evitare di impallare ogni possibile decisione e allungare i tempi all’infinito. Da qui le accuse di fare “mercati delle vacche” o gridare alla tentata corruzione per ogni abboccamento istituzionale per costruire una mediazione, da qui l’accusa agli altri partiti di non voler semplicemente votare il candidato proposto dall’M5S perché “è il migliore” (cosa poi tutta da dimostrare, visto il curriculum scarno), non rendendosi conto che in una assemblea democratica il consenso attorno al tuo candidato, quando non ha una sua maggioranza, deve essere costruita con un lungo lavorio di mediazione dietro le quinte.

I “Grillini” già dopo i primi giorni si rendono conto che il meccanismo, che quando lo guardavano da fuori sembrava così semplice da criticare, è invece non complicato, ma complesso, e la sua complessità è però dovuta a esigenze serie. Si trovano pertanto stritolati in mezzo a ciò: da un lato un “capo carismatico” che non avendo alcuna esperienza di gestione politica spicciola emana dei diktat inapplicabili nella pratica, dall’altra una base in fermento, anche questa priva di coscienza di come funziona il meccanismo, che pretende Parlamenti aperti come scatolette e distruzione immediata dell’esistente; dall’altra ancora una platea di gente che ha votato il movimento per protesta, ma pretende che ora gli eletti si adoperino comunque per far funzionare speditamente il sistema. In mezzo i Parlamentari grillini, i quali, per giunta, arrivati nel Palazzo senza una pregressa esperienze di assemblee minori (Comuni, Province ed altro) e privi di un apparato di partito o di un “capo” che sia in grado di spiegare loro e formarli in tal senso, sono abbandonati a se stessi, nel bel mezzo, per altro, di una delle più confuse situazioni della storia repubblicana.

Che dire? Già le votazioni per le Camere hanno dimostrato come nell’universo grillino si odano sinistri scricchiolii, e il post di questa mattina di Grillo, in cui in sostanza si chiede il non rispetto dell’articolo 67 da parte dei Parlamentari e si invocano epurazioni per chi ha votato Grasso, dimostra che una frattura fra Capo Carismatico e Truppa eletta in Parlamento (ma anche fra Capo Carismatico e Base, visto che i commenti al post di Grillo sono poco entusiasti), si sta consumando, con risultati per ora imprevedibili.

Ma non si tratta, e Grillo farebbe bene a prenderne atto, di “tradimento” da parte di un drappello di venduti che hanno perso di vista la causa. Si tratta, semplicemente, di quello che succede quando ci si deve confrontare con la complessità del reale.

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71 pensieri su “Grillo e il problema della complessità del reale

  1. Sono d’accordo su tutto, tranne che su:

    l’essenza della politica è la mediazione.

    L’essenza della politica è garantirsi il potere con ogni mezzo possibile, come osservò per primo e senza ipocrisie il Machiavelli.
    Dunque, ci si garantisce il potere distribuendo prebende e sinecure tra i propri vassalli, ricattando gli avversari, comprando quelli che potenzialmente potrebbero romperti i coglioni o facendoli fuori, assicurandosi il consenso in qualsiasi maniera, lecita o illecita.
    Sinora, nessuno è mai riuscito a sfuggire a queste regole e non sarà certo il buon Grillo Giuseppe detto Beppe il primo a farlo.
    I suoi, ora, sono come lupi affamati che hanno annusato il sangue della preda. Se non gliela lascerà sbranare, gli si rivolteranno contro e lo scarnificheranno sino all’osso.
    E tutto sarà di nuovo come è sempre stato, a nostra rassicurazione e consolazione.

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  4. Secondo me, questi del 5 Stelle sembrano provenire direttamente da “L’ aereo più pazzo del mondo”. “Ehi gente, c’ è qualcuno che sa come si pilota un aereo?”

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  5. d’accordissimo. qualcuno dovrebbe regalare a Grillo (e spiegargli nel dettaglio) non solo una copia della Costitutzione ma anche le prime due serie di Borgen (http://en.wikipedia.org/wiki/Borgen_%28TV_series%29), ottima serie televisiva danese che spiega come la politica consista nell’assumersi responsabilità e gestire compromessi per realizzare quello che si crede giusto.

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  6. E’ proprio così, D’altra parte anche Hitler e Pol Pot erano in perfetta buona fede. L’unica consolazione è che i reich millenaristici durano al massimo una ventina di anni . Triste però per chi ci capita in mezzo

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  8. “…e si invocano epurazioni per chi ha votato Grasso,…”

    io credo che fra camera e senato ci siano almeno una cinquantina di pentastellati che non vedono l’ora di essere epurati per iscriversi al gruppo misto e fare, finalmente, serenamente, quello che cazzo gli pare.

    “venduti” diranno gli uni
    “rappresentanti del popolo”, diranno gli altri.
    è nelle cose.

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  9. Ecco, finalmente un post come si deve. Fino ad ora Galatea mi aveva fatto una pessima impressione. Questo invece è un ottimo articolo in quanto presenta un’analisi, magari a tratti non condivisibile (e poi entrerò nel merito), ma certamente attenta e sviluppata con profondità. Quindi, per la prima volta, brava Galatea!

    Condivido l’analisi su Grillo e sul suo carattere millenarista, anche se dire che la TV ha fatto da grancassa mi pare eccessivo visto che il Movimento è stato bellamente ignorato negli ultimi anni. Come se non esistesse o al massimo accomunato ai NOTAV.

    <>

    Vorrei aggiungere che intanto questo è già successo nei vari consigli comunali dove il Movimento ha ottenuto risultati e che la sua “chiusura” dipende anche dalla reazione al nuovo e al pulito che la forza politica che hanno trovato in queste sedi ha messo in atto. Basti pensare quanto Fassino ha attaccato i due consiglieri torinesi per il lavoro sulla trasparenza che hanno fatto.

    Detto ciò vedremo ora gli sviluppi. Vorrei solo sottolineare come vi sia una compagine di critici a prescindere che prima criticavano i grillini perché automi agli ordini di grillo. Ora li criticano perché ribelli ai diktat. Insomma..un po’ di coerenza non guasterebbe.

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  10. Analisi corretta nel generale ma il movimento di Grillo è nato semplicemente per scardinare un vergognoso sistema di connivenze che in Italia ha mortificato da tempo qualsiasi processo democratico: l’idea di Grillo, condivisibile o meno, è quindi quella di entrare dentro e far cadere tutto, ristabilimento uno spazio di partecipazione democratica e non quella di confrontarsi col sistema democratico stesso e le sue dinamiche. Non è quindi da analizzare nei termini di cui sopra.

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  11. Condivido appieno. Aggiungerei che avrebbe dovuto apparire promettente il fatto che il Sindaco di Parma avesse rinunciato al blocco della costruzione dell’inceneritore, blocco sul quale aveva impostato tutta la sua campagna elettorale. Questo dimostrava e dimostra che i grillini sono gente seria e consapevole e che non è soggiacente agli ordini del ‘capo’: anche in questo quanto diversi da tutti gli altri partiti politici nel rapporto base – nomenklatura … discredito a Grillo, dunque, e onore ai grillini …

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  12. Scusa, ndiro, spiegaci: l’idea geniale è distruggere tutto senza avere una idea alternativa e fregarsene di quanti resteranno sotto le macerie? No, perché come programma è meraviglioso, soprattutto pensando che sotto le macerie ci rimaniamo noi.

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  13. Davvero molto preciso e molto ben ragionato, Una analisi di un fenomeno sociale e politico ineccepibile: profonda, ma esposta con parole semplici e “dritte”. Complimenti.
    Ovviamente concordo pienamente anche sui dettagli.

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  14. Molto d’accordo: ne ho parlato, attraverso le due metafore del lavarsi le mani e sporcarsi le mani, oggi anche io. Infatti la giornata di ieri mi ha lasciato un senso di soddisfazione che non è solo per i nomi emersi – che sono alti, appassionati e validissimi – ma anche proprio per i meccanismi autenticamente e profondamente politici che ha saputo innescare.

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  15. @Lanoisette c’è ancora, solo che nella homepage è stato “declassato” a spalla, col titolo piccolo piccolo…

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  16. È nel DNA del Movimento stesso lo scardinamento del sistema partitico. Io non lo condivido (ho votato SEL), ma la natura del Movimento è quella. Puo’ anche essere che una parte degli eletti decida, ad un certo punto, di tagliare i ponti, confluire nel gruppo misto e sostenere un governo di sinistra. Ma è una speranza fievole. Prevedo, nelle ore precedenti il default, una Große koalition, forzatamente imposta dalla necessità di pagare pensioni e stipendi di novembre (se il tasso dei titoli pubblici sale per l’incertezza, oltre un 6/7% non è Grecia, ma Argentina sicura)

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  17. Grillo svegliati! Hai portato gli indignati in Parlamento? Sì. Le lotte di cui tanto parli si portano avanti in Parlamento allora e se pensi che schifani sia equiparabile a Piero Grasso, è perchè nessuno da piccolo ti ha insegnato l’educazione e la differenza tra il bene e il male, tra ciò che è giusto e ciò che è arrogante e vile prevaricazione.

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  18. Non ho espresso la mia posizione riguardo agli scopi di Grillo (non ho idee geniali) ma è evidente che l’obiettivo del suo movimento è quello di rovesciare la nomenclatura che si è impossessata delle strutture democratiche riempendole di semplici e ingenui cittadini per far ripartire il processo democratico, sospeso da tempo. Non è mia intenzione esprimere il mio parere a riguardo tramite commento ad un blog (per me ci sono degli aspetti positivi e degli aspetti negativi, oggi sotto gli occhi di tutti) ci tenevo a sottolineare la cosa perché la tua analisi bella e rigorosa sui processi democratici mi sembrava fuori luogo in questo caso. Ma senza fartene una colpa, resta una mia opinione.
    Un fatto certo invece è che, non so nel mitico nordest, ma qui alle porte del profondo sud, io mi sento già bello che sommerso dalle macerie di questa repubblica e non penso siano solo macerie perché il puzzo è tanto.

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  19. Condivido e ribloggo pur da appartenente al movimento di Grillo, giusto per chiarire che non ci sono solo pecore mansuete ma anche persone che sanno riconoscere il valore dello spirito critico, e sono proprio loro a dover tenere a bada certi fenomeni degeneri che potrebbero verificarsi se lasciati a se stessi. Ottima analisi, complimenti.

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  20. Mi dispiace non condividere la tua visione, pur riconoscendone la lucidità.
    Che il reale sia complesso forse può sfuggire a Grillo e Casaleggio (mi risulta difficile ma ammettiamo che sia così) ma non certamente a chiunque voglia guardare la realtà in modo trasparente e non di parte.
    Quello che tu definisci mondo democratico complesso, con tutte le sue malizie e “trucchi del mestiere” come far scegliere tra Grasso e Schifani (geniale, applauso a Bersani, 1-1 palla al centro) può alimentare la “cosiddetta stampa” del nostro paese e contribuire a demolire il M5S ma tutto è fuorchè il male necessario di chi ama la democrazia.
    Il mondo democratico complesso in cui i “grillini” sono entrati è lo stesso che ha ignorato bellamente centinaia di migliaia di firme democraticamente raccolte per un Parlamento pulito. Senza un solo articolo in prima pagina a testimoniare questo scempio.
    E’ lo stesso che pur predicando bene, razzola male non rinunciando (e potrebbe farlo “ieri” mattina, non domani) ai finanziamenti pubblici al partito dopo che i numeri degli ultimi anni di tali cifre sono da vergogna e infamia anche solo paragonati a qualunque altra democrazia a tua scelta tra quelle europee per esempio.
    E’ lo stesso che ha costretto Pizzarotti (certamente entrato a carte sul tavolo, ma vorrei informarmi meglio prima di esprimermi su una mia personale assoluzione nei suoi confronti) ha dire sì all’inceneritore.
    Non voglio nemmeno parlare poi della legge elettorale e del conflitto di interessi, roba trita e ritrita, ma non per questo da dimenticare, e non per questo da “abbonare” gratis a chi poi si appella alla complessità della democrazia.
    Allora la cosa sbagliata e non condivisibile del tuo ragionamento è che ignora la trave nell’occhio del PD mentre punta il dito sulla pagliuzza nell’occhio del M5S.
    Il miglior modo di definire il M5S è quello di ANTIVIRUS: non ha i connotati di un partito perchè è diverso e le logiche del suo funzionamento lo sono altrettanto. Anzi, se vogliamo, pur perdendo la battaglia della coerenza nella votazione a Grasso ha costretto il PD a candidare persone nemmeno immaginabili alla vigilia delle elezioni (anche qui sarebbe da capire perchè se un qualunque partito vota in blocco, come PD o PDL allora “dimostra compattezza”, mentre se si legge la stessa cosa dei Grillini, allora siamo di fronte a “pecore condotte da un dittatore”).
    Ripeto, inutile impuntarsi sulle regole della democrazia, sulla complessità, quando il meccanismo di elezione del M5S è soprattutto e prima di tutto un desiderio di trasparenza e semplicità. Si volgiono 5 cose base, messe in croce: fatte queste possiamo tornare a votare PD e PDL tutta la vita. Perchè non si può? Come mai una persona intelligente non se lo chiede? Come mai si deve nascondere dietro la complessità delle cose reali?
    Il nocciolo è nelle parole che hai usato: complesso è qualcosa che si coglie ma non si può spiegare, complicato è qualcosa che si può spiegare. La politica è qualcosa di complicato, reso complesso da chi a torto o ragione la vuole tenere lontano da “tutti” (intesi come la massa indiscriminata). Esempio è la famosa affermazione di Dini (fonte Repubblica ma non sono sicuro) per cui se i Grillini dovessero entrare nella commissione dei Servizi Segreti non sarebbe cosa gradita. Ebbene io posso anche accettare l’idea che il “popolo” non debba necessariamente sapere tutto di tutto (nel suo interesse!). Ma questo funziona se chi governa è credibile e ha la fiducia sulla base di regole democratiche che includono (guarda un po’) anche una stampa a sua volta credibile.
    E’ normale aver assistito a 360° allo scempio scellerato di disinformazione e calunnie nei confronti di Grillo e M5S durante tutta la campagna elettorale? Da persona che si ritiene libera e non legata ad alcun partito o movimento mi suona molto più sinistro questo “muro” di informazione, di qualunque grido “al dittatore”.
    Mia personale opinione.
    A latere, complimenti per la scrittura che trovo ottima (per non essere captatio benevolentiae lo scrivo alla fine).
    Pierluigi

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  21. Pierluigi, il problema è che la realtà è complicata. Può non farti piacere, ma cercare di ridurla a una cosa iper semplice e illudersi che basti “votare tre o quattro leggi” anche buonissime per risolvere i problemi,o che basti mandare una pattuglietta di deputati per sparigliare tutto è ragionare in modo semplicistico e poco efficace.
    Se tu ti credi che basti fare poche cose semplici per rimettere tutto a posto sottovaluti il fatto che le quattro cose semplici sono complicatissime da realizzare e per realizzarle (a meno di non fare una vera rivoluzione a mano armata) bisogna tener conto dell’esistente, e rispettare regole formali e non della democrazia. Altrimenti si è nella stessa situazione di chi crede a Babbo Natale, temo.

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  22. Io non ho votato Grillo ma ho votato M5S per gli ideali che ha manifestato in campagna elettorale.
    Il problema è che, nonostante l’entusiasmo del risultato, il M5S non ha vinto, il vincitore è un solo e gli altri devono adeguarsi.
    Come abbiamo visto non importa quanto sia risicata la percentuale di differenza tra il primo ed il secondo, a farla da padrone è quello che raggiunge i maggiori consensi (e, qui, mi duole dirlo ma mi aspettavo degli italiani più in buona fede e molti meno voti sia per Bersani sia per Berlusconi).
    Arrivati a questo punto, quello che vorrei sinceramente sapere è: come si può pensare di dettare le regole del gioco da un semplice terzo posto del podio?
    Non ce l’ho con Grillo, capisco il senso del suo discorso, solo vorrei capire quale sarebbe la famosa formula magica per “mandarli tutti a casa”.

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  23. Se fossi d’accordo direi allora che la differenza si riduce tra chi sceglie di credere a Babbo Natale e chi alla Befana (passami la battuta) : perché sperare che l’attuale sistema politico italiano fosse in grado di rimettersi a nuovo rinnovandosi dal suo interno mi sembra più grossa che credere nel M5S 🙂
    Ma giuro che sarò felicissimo di sbagliarmi.
    Qui non si tratta di risolvere i problemi in 2 minuti. Mi dispiace che sia passata questa posizione che non è la mia. Qui si tratta di dare segnali forti che la politica è servizio (come ha detto la Boldrini) e trasparenza.E creare le condizioni reali tramite leggi perchè ciò avvenga.
    Ma a fatti, non a parole.
    Io di fatti da una parte ne ho visti, dall’altra invece solo tante buone intenzioni (a parte queste due nomine di ieri che fanno ben sperare, o almeno una delle due, cioè la Boldrini).
    Sarà la complessità, ma ho un sospetto che non sia così.
    O magari la complessità sarà proprio questo dialogo – non dialogo tra M5S e PD per portare a qualcosa di nuovo. Stiamo a vedere.
    L’importante è che complessità non significhi : “guarda che un partito strutturato come il PD ha bisogno di questi soldi (rimborsi) perchè controlla un enorme gruppo di voti tramite clientelismo, e questo va alimentato”…Oppure “Guarda che un partito ai giorni nostri ha bisogno di una banca” per lo stesso motivo…o ancora “un partito deve avere un giornale come Repubblica” …
    Guarda : se lo scopo è il bene comune sono disposto a tutto.. avrei anche mandato giù questa “complessità”, ma il problema qui sono i risultati che parlano (ahimè finora male), e non le parole che cercano di giustificare i risultati.

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  24. @galatea: la realtà non è complicata, al massimo complessa, la politica forse lo è diventata. Il punto è proprio questo, il movimento 5 stelle è proprio una risposta, adeguata o meno, non tanto alla complessità dietro cui si nasconde la politica ma alla sua lontananza dalla vita reale. Per sua natura, almeno nella sua componente popolare è uno sfogo e quindi irrazionale, non può essere analizzato con i canoni della partecipazione democratica oggi egemone.
    In questo, a mio avviso, è già riuscita perfettamente a centrare uno dei suoi obiettivi: costringere la politica ad una reazione forte nella direzione della semplicità (Boldrini e Grasso).
    Fare finta di niente e sbeffeggiare in continuazione le persone che sono dietro questa richiesta sincera di partecipazione e comprensione dell’attuale complicatezza della politica è, a mio avviso, un atteggiamento snobistico e incauto.
    Si potrebbe replicare che la politica di cui parli è diventata una cosa così complicata da aver perso completamente il nesso con la complessità e l’immediatezza della realtà.
    Il punto da analizzare a mio avviso per capire il M5S, ma più in generale l’apparato tecnico e burocratico che ha occupato i posti della politica nelle democrazie occidentali, è proprio questo.

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  26. Condivido l’analisi. I parlamentari del movimento cinque stelle si allontaneranno da grillo, mi sembra inevitabile. Forse riusciranno a fare qualcosa di buono. Il blog di Grillo però è un’altra cosa: fattura sul numero di visite, secondo le regole del mercato, vende pubblico ai pubblicitari. Forse ora Grillo non detterà più la linea del suo partito (e ci mancherebbe, a quale titolo potrebbe farlo?) ma il blog deve sopravvivere. Rimarrà un blog da una cazzata al giorno (ieri San Francesco, oggi D’Alema al quirinale e qua e la qualche minaccia di purga) per generare traffico secondo la legge del bene o male purché se ne parli che è stata la fortuna del binomio Berlusconi-Mediaset. Il danno sarà culturale.

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  27. Grande post.
    Condivido peraltro il punto di vista di Ricco&Spietato, aggiungendo che la motivazione per la rottura – rappresentata dagli ‘inattaccabili’ candidati Boldrini e Grasso – è il classico cacio sui maccheroni, dacchè fornisce quel commodus discessus che parecchi cinquestelle non speravano arrivasse così presto.
    Ora sarà interessante vedere che seguito avranno gli strali di Grillo, dal quale mi immagino arriveranno scomuniche stile “avete tradito la forza di Obi-Wan Kenobi” e similari.
    Inchino e baciamano alla Padrona di casa.
    Ghino La Ganga

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  28. Pingback: Democrazia diretta | Marco Torchiano

  29. O alla propria sacrosanta coscienza. Se un parlamentare è aggiogato al partito o al suo leader, allora il suo ruolo è inutile. Se fosse vero che un parlamentare non può far altro che votare come indicato dal partito, perché questo avverrebbe con il voto palese, allora sarebbe più semplice che fosse il rappresentante del partito a votare per tutti i parlamentari. In parlamento si riunirebbero solo i rappresentanti dei partiti, votando ognuno con un voto “idoneo”, ossia moltiplicato per il numero di voti ricevuto dal suo partito. Sai quanti soldi risparmiati e vaffanculo l’individuo.

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  30. @lector
    Per favore,smettiamola con ‘sto Machiavelli, e con l’ideale della politica =conquista del potere per gestirlo da un dittatore al servizio non si sa di quale ideale, normalmente nel suo interesses personale.
    La politica dovrebbe servire a “gestire” la società in modo possibilmente pratico, pragmatico ed efficiente, per aiutare la gente a risolvere nella libertà i problemi della vita di ogni giorno (lavoro, salute, costruzione del futuro, risparmio, giustizia) dando delle regole le + “giuste” possibili. Sarebbe già abbastanza, per l’ Italia.
    Poi, uno STATISTA (che è un po’ più che un politico) sarebbe quello che, oltre ad essere un buon amministratore, è in grado di prefigurare un futuro migliore, o almeno scongiurare disastri e sofferenze per il propèrio popolo. Ma è già troppo.

    Basta con Machiavelli, von Clausewitz e questa concezione della politica, interna ed internazionale, per favore !

    Anonimo SQ

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  31. Allucinante come così tanti trovino “grande” un post del genere.
    Ad essere onesto è scritto decisamente bene. Cerca di fare una analisi basato su dati che non capisco da dove arrivano, a parte la personale visione delle cose e ci aggiunge un pò di paroloni per renderlo credibile.
    Viene citata la complessità del “sistema” come giustificazione a non poter risolvere i problemi dello stesso. Un bell’esempio di confusione causa-effetto.
    Senza essere grillino o qualsivoglia altra etichetta si voglia dare a chi è stufo di questo “pensare”, la sensazione è di trovarsi davanti alla classica situazione in cui in Italia ci troviamo sempre con 60Mil di esperti ogni volta succeda qualcosa di particolare.
    Per farla molto più semplice, i vari tentativi, politici o meno, fatti fino ad adesso ci hanno portato a questa situazione. Ergo, sono fallimentari. Meglio cambiare.
    Invece di dire che le altre cose non vanno bene, perchè non proponete niente, a parte teorici ed inefficaci proclami di “mediazione”? Ergo, non sapete di cosa state parlando.
    Tornando al delirante proclamo di mediazione come essenza della politica (mai visto da nessuna parte, se non da chi non ha idee/progetti propri), delle due l’una:
    – non essendo mai stati in grado di mediare i nostri politici, hanno fallito nella cosa più importante del loro stesso essere politici. Ergo non sono le persone adatte a risanare questo paese.
    – se invece sono riusciti a raggiungere un qualsiasi grado di mediazione, non capisco questo accanirsi a voler trovare UN singolo colpevole per questa situazione. Avendo mediato sono TUTTI, mediamente, colpevoli della situazione attuale. Quindi, TUTTI, mediamente incapaci a risolvere la situazione che hanno loro stessi creato.
    Per chi auspica la mediazione, ecco il miglior risultato prodotto, complimenti:
    http://www.repubblica.it/politica/2013/03/17/news/alfano_con_queste_cifre_bersani_non_pu_diventare_premier-54755824/

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  32. La realtà è complessa, o meglio caotica, nel senso che a parità di condizioni iniziali l’evoluzione del sistema è imprevedibile. Nel XXI secolo lo è ancora di più.

    Quindi si inganna Grillo col suo movimento, pensando di cambiarne le regole a colpi di tsunami senza neppure conoscerle, ma prima di tutto si ingannano quelli che pensano che ogni suo aspetto possa essere regolato. Nel XXI secolo questa convinzione regna sovrana.

    Tutto l’occidente è cultore di un pensiero unico che scambia per progresso una produzione normativa in crescita inarrestabile, uno tsunami lento e soffocante che travolge tutto e si concentra sempre più nelle mani di entità sovranazionali irresponsabili allontanandosi dai politici, incapaci, poveracci, anche solo di scalfirne la superficie, concentrati come sono sul consolidamento delle clientele.

    L’Europa in testa ha spinto questo pensiero unico all’estremo e si è scavata la fossa fomentando un delirio normativo mai visto nella storia del genere umano, che soffoca ogni iniziativa ed annulla il libero arbitrio dei suoi cittadini.

    Nell’illusione di governare la complessità del reale, gli apparati statali sono cresciuti ininterrottamente per decenni diventando enormi, tanto che una spesa pubblica di oltre il 50% del PIL non è solo un malcostume italiano, ma quasi la media europea.

    Purtroppo, dove più di metà della ricchezza è gestita da chi non l’ha prodotta la corruzione è l’unico esito possibile, perché essa sarà usata per comprare il consenso delle clientele e l’appoggio dei potenti, poco importa che siano le banche o le mafie.

    Nella sua Agenda, Monti si vantava i buoni risultati ottenuti nel contrasto alla mafia in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Lazio, senza chiedersi cosa ci facesse là, mentre la ricordavamo in Sicilia, Calabria e Campania. Si spartiva i soldi degli appalti pubblici.

    Non ricordo quale funzionaria europea ha lanciato un allarme per le infiltrazioni mafiose nelle istituzioni europee; si spartiscono i soldi dei fondi strutturali, sottratti ai contribuenti europei.

    Tornando a Grillo e al suo movimento, è entrato in parlamento pensando di demolire il sistema con le idee più confuse che mai, chiedendo moralizzazione della vita pubblica e, nel contempo, più stato, molto più stato.

    Il suo programma è un ossimoro, ma il suo proposito è forse l’unico che, se imitato altrove, può funzionare come un chiemioterapico, che fa vomitare e stare male ma, se gli si sopravvive, si può sperare in una vita normale.

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  33. @–>Anonimo SQ

    Dulcis in fundo.
    Non è colpa mia (magari forse sì, anche, ma anche tua e di Galatea e di Ghino e di Povna e di tutti) se la politica effettivamente è come la descriveva Machiavelli. La “descriveva”, non la “auspicava”. Ma lo era già anche prima di Machiavelli, al tempo di Roma repubblicana e delle Polis greche. E lo fu anche dopo. E lo sarà ancora per molto.
    Quello di cui parlate voi tutti è solo un “sogno”, non è la “politica”.
    La politica vera è quella che si legge tutte le mattine sulle cronache giudiziarie dei quotidiani.

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  34. @lector

    Nei paesi normali è come dico io (scandinavia, UK, Francia, Benelux, Germania, USA, Giappone etc). Vogliamo o no che l’Italia diventi mai un paese normale, nel quale la politica sia normale e non l’applicazione di teorie e pratiche vecchie di 5 secoli ?

    Anonimo SQ

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  35. I sondaggi ad oggi danno M5S già oltre il 30%, la complessità sta nel fatto che nessuno ha una maggioranza, M5S punta alla maggioranza alla camera e al senato, in modo da evitare inciuci e trattative assurde con i fetentoni. Se non verrà raggiunto l’obbiettivo tutto tornerà come prima. E basta con le cazzate che Grillo è come Hitler, il problema è che Bersani è come Fantozzi e Berlusconi è come…Berlusconi.

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  36. Pingback: Grillo e il problema della complessità del reale | Il nuovo mondo di Galatea | Tomma's blognotes

  37. condivido, ed aggiungo che lui e i suoi ‘discepoli’, duri e puri, soli conoscitori della verità e perciò messaggeri del cambiamento, mi ricordano Ron Hubbard e gli adepti inebetiti dal guru che fermavano la gente per strada (dove la strada è ora il web). Ho comunque l’impressione che molti che hanno dato loro il voto se ne stiano pentendo.

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  38. Scusate, ma lasciate perdere un attimo Macchiavelli.
    Macchiavelli teorizzava per un dittatore, Il Principe, e non per una democrazia. Qualcuno vuole un dittatore? Si cita Savonarola, ma la necessità, indicata da Grillo, di avere il 100% è specifica dei sistemi totalitari, vedi Nazismo, Fascismo, Socialismo Reale (URSS, CINA MAOISTA ecc..).
    Non so voi, ma a me è bastata la storia dei nostri nonni partigiani, non solo quelli comunisti, per non voler ripetere l’esperienza.
    E non dite che M5S è democratico: se tutti gli iscritti volessero cambiare il capo del movimento non potrebbero: dallo statuto Grillo è proprietario del Movimento 5 Stelle, gli altri non possono farci niente.

    E non dite che non conta. Se non sei democratico al tuo interno come puoi pretendere di insegnare a me come essere democratico!!

    Inoltre a questi signori nessuno ha ricordato, se non insegnato, che anche l’inazione, la non decisione, l’astensione, è una scelta e ha conseguenze e di queste si devono far carico.

    Si sta scegliendo una persona sbagliata come Presidente del Senato e tu non fai nulla. Be’ se questa persona viene scelta e tu non lo hai impedito, TU HAI LE STESSE COLPE DI CHI LO HA VOTATO PERCHE’ NON LO HAI IMPEDITO!

    Lasci andare a ramengo il parlamento più giovane e con più donne della storia della Repubblica Italiana senza tentare di fare almeno una parte di riforme che hai promesso ai tuoi elettori? Tua la scelta tua la colpa.

    NOTA BENE i parlamentari rappesentano noi cittadini, non i partiti. O così dovrebbe essere. Quindi perchè deve dare le dimissioni chi ha votato pensando ai cittadini invece che al partito?

    E per finire vorrei correggere la frase che viene riportata nell’articolo:

    l’essenza della politica è la mediazione. NO

    L’essenza della DEMOCRAZIA è la mediazione.

    Per vivere insieme persone con idee diverse si mettono d’accordo, altrimenti torniamo a fare gli animali e ci ammazziamo a vicenda. Vi ricordano niente i casi in cui in un condominio le persone si picchiano o ammazzano perchè non trovano, o vogliono trovare, una mediazione?

    Che Dio ce la mandi buona, ne abbiamo bisogno.

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  39. Beppe Grillo va benissimo come accalappiavoti da campagna elettorale, infatti il Cinquestelle si è aggiudicato un sacco di voti molti dei quali però di protesta. Ora dovrebbe capire che in democrazia contano le maggioranze non le divisioni. Nei palazzi di governo si devono mettere da parte i proclami e iniziare ad affrontare i problemi.

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  40. @Dario Pizzi: veramente qua nessuno sostiene che Grillo è come Hitler. A me sembra semplicemente impreparato ed inadatto. Quanto ai “sondaggi” scusa, potresti anche fornire qualche link, oppure spariamo al solito numeri a caso? No, così, per la precisione, son curiosa.

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  41. Ti passo i dati del sondaggio Ipsos dell’ 11 marzo

    Autore: Ipsos

    Committente: Rai, Ballarò

    Data realizzazione: 11/03/2013

    Metodologia: CATI, 800 casi

    DATI:

    Partito Democratico 27,1%
    Sinistra Ecologia Libertà 2,5%
    Altri (Psi, Centro Democratico) 0,3%
    TOTALE CENTROSINISTRA 29,9%

    Movimento 5 Stelle 28,7%

    Popolo della Libertà 21,6%
    Lega Nord 4,0%
    Fratelli d’Italia 1,8%
    Altri (La Destra, Grande Sud) 1,1%
    TOTALE CENTRODESTRA 28,5%

    Con Monti per l’Italia 9,2%
    Altri (Unione di centro, Futuro e Libertà) 1,4%
    TOTALE CENTRO 10,6%

    Rivoluzione civile 1,4%

    Altri 0,9%

    Astenuti/indecisi 27,8%

    Ovviamente sappiamo tutti che dare tre cifre significative a questi risultati sia un po’ eccessivo, tenendo conto del gran numero di indecisi e della ristrettezza del campione.

    Quesslo che risulta è che PD, PDL MiS ed astenuti/indecisi hanno più o meno le stesse preferenze, e MM la metà.

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  42. Sottoscrivibile in ogni parola, Galatea.
    E oltretutto confermato in pieno dalla tirata di oggi “La scelta tra Schifani e Grasso era impossibile”… stupendo quanto riecheggi la ormai classica definizione di Galbraith: “La politica non è l’arte del possibile, ma la capacità di scegliere tra il disastroso e l’impopolare”.

    E evidente, per tornare alla tua analisi, che la capacità di accettare le scelte complesse o scomode e compierle ugualmente, alla ricerca del male minore per tutti, sia una capacità completamente mancante all’oltranzista leadership del M5S. Forse, speriamo, non a tutti i loro eletti.

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  43. Mi associo a quanti si dissociano da “galatea” ET alii.
    Grillo e compagni hanno ricevuto chiaro mandato dagli elettori di non compromettersi e di scardinare anzi la vecchia classe dirigista e dirigente; chiaro che costa ma….la coerenza e’ necessaria! Concordo con Grillo che il movimento deve attenersi al mandato e soprattutto deve essere coeso! In caso contrario si frantumerà in poco tempo ; non dimentichiamo i che di fronte i grillino hanno squali della peggior specie!!!!!
    Macallen

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  44. Io sono assolutamente d’accordo, Grillo ha consapevolmente deciso di non sottostare al confronto con le altre forze se ne è tenuto volontariamente al di fuori per sua comodità. I neo-eletti grillini, i così detti traditori, si sono semplicemente trovati ad avere a che fare con un inderogabile principio di realtà.Si sono resi conto che la critica,puramente distruttiva, per quanto legittima e giustificata non è sufficiente per governare un paese.

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  45. Articolo ben scritto non condivido i contenuti.
    Mi permetto di fornire due eventuali spunti d’analisi futura.
    Avendo eletto Grasso il Pd ha perso un altro senatore votante, ora dipende se il “nemico” è il Pdl, dipendono sempre di più da M5S.
    La Boldrini, appartenente a Sel, è stata nominanta alla Camera. Il giorno prima Vendola (Sel) aveva proposto di votare il candidato di M5S. Mastellata? Bertinottata?
    Quindi il problema è Beppe Grillo, i suoi toni, quando è fuori dal parlamento e non ha esperienza politica.

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  46. Galatea mannaggia, mi hai fatto googlare quanti anni è rimasto Savonarola a Firenze che non me lo ricordavo più… ahah

    Che dire, penso che tu abbia ragione anche perché Savonarola con le istanze escatologiche new-age di Casaleggio si sposa parecchio bene… hai visto il video Gaia e le farneticazioni sulla prossima fine del mondo, non è vero?

    Non so quanto potrà rimanere in sella Grillo perché i fattori sono due:

    da un lato i “grillini” stanno dimostrando a tutti di avere l’età mentale di un gruppo di liceali, per di più in gita, che si meravigliano che l’anziano preside ascolti le proposte/proteste del rappresentante d’istituto senza addormentarsi, e voltano le spalle alla detestata prof di italiano che si fa avanti per salutarli.

    Dall’altra la conclamata attrazione degli italiani per i leader populisti con un preciso profilo psicologico: megalomani e paranoici.

    Mussolini era così, Berlusconi è così, Grillo è e sarà così.

    Non so che cosa dovrebbe succedere per farci guarire da quest’attrazione fatale che ci rende molto più simili ai sudamericani – se non ai maghrebini – che non agli europei. Probabilmente dovremo farci un vaccino simile a quello che i tedeschi hanno avuto con Hitler, e solo perché qualcuno ha pensato di far pagare loro le conseguenze. Da noi siamo sempre al punto che “quando c’era Lui, i treni arrivavano in orario/ti restituivano l’IMU/l’AIDS non era una malattia”.

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  47. Il libro che descrive gli italici è Pinocchio: teste di legno che si mettono nei casini e poi cercano una fatina (SB Mussolini, Grillo) per tornare a fare altri casini.

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  48. Mi chiedo se il suo piano sia veramente il 100% dei consensi, che nessuno ha mai avuto nella storia… E’ astuta la mossa di costringere PD e PDL a trovare un accordo prima che i mercati ci sbranino per poter poi urlare che sono tutti uguali, ma il voto cui ci sta spingendo non credo lo premierà, perchè molte persone lo hanno votato per dare vita al cambiamento che lui sta bloccando con un’ostinazione che potrebbe costare cara a tutti, anche a lui.

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