Costituzionalisti 5 Stelle

Dopo aver passato gli ultimi giorni a baruffare con i grillini nel disperato tentativo di far imparare loro almeno le nozioni fondamentali riguardanti la nostra Costituzione, verrebbe da dedurre che il vero business del futuro saranno le ripetizioni di base di educazione civica per i neoeletti del Movimento 5 Stelle e per i loro supporter.
Purtroppo, dopo giorni, appunto, in cui ho cercato di spiegare loro almeno qualche concetto base, ho però appurato che il business non funzionerebbe.
Comunque, per quanto gliele si spieghi in modo semplificato e basilare, non le capiscono.

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27 pensieri su “Costituzionalisti 5 Stelle

  1. A quanto vedo io, la loro difficoltà sta nel capire che non c’è molto in comune tra garantire rappresentanza a 60 milioni di persone, e moderare un blog, tra eleggere un parlamento, e fare un sondaggio su un social, tra approvare una legge a prova di tribunale/avvocato e proporre un principio ovvio in uno sfogo sul web.

    Manca proprio il senso di questa differenza, banalmente la percezione della distanza tra il dire e il fare…

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  2. Accidenti, ragazzi. Si tratta del 25% degli elettori! Un italiano avente diritto su quattro ha votato 5 stelle. Ma come fate a liquidare un fenomeno di tale portata con qualche battuta? Chiedo venia, ma questo comportamento mi ricorda tanto la frase sui croissant attribuita a Maria Antonietta. Sappiamo tutti com’è finita.
    Non so se sia il caso di limitarsi a riderci sopra, visto che la questione al contrario è molto ma molto seria.

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  3. @lector: io non li sottovaluto. Ma non sono davvero in grado di capire una cippa. Ho smesso di seguire i loro status su FB perché mi stavano venendo i travasi di bile a vedere le stupidaggini che postano

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  4. La realtà è che queste elezioni sono la lampante rappresentazione di almeno due fallimenti (come minimo):

    1. Il fallimento del progetto di Napolitano di rimettere i destini d’ Italia alla “creme” intellettuale/economica lombardo-milanese (Monti & C.). Dico meglio: è il fallimento proprio di quelle elite milanesi, che, ormai, non le prende sul serio nessuno (non che i precedenti storici siano stati un gran chè, fra l’altro);

    2. Il fallimento di tutti noi insegnanti, nell’aver sprecato tempo e denaro pubblico senza aver preparato i ns concittadini + giovani ad un minimo di cultura civica ed istituzionale, ed a un minimo di senso dello Stato.

    3….e vabbè, aggiungete pure…

    Anonimo SQ

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  5. Gli Stati, le Teocrazie, gli Eserciti organizzati sono
    naturalmente piú forti del popolo sparso dei contadini:
    questi devono perciò rassegnarsi ad essere dominati: ma
    non possono sentire come proprie le glorie e le imprese
    di quella civiltà, a loro radicalmente nemica. Le sole
    guerre che tocchino il loro cuore sono quelle che essi
    hanno combattuto per difendersi contro quella civiltà,
    contro la Storia, e gli Stati, e la Teocrazia e gli Eserciti.
    Sono le guerre combattute sotto i loro neri stendardi,
    senz’ordine militare, senz’arte e senza speranza: guerre
    infelici e destinate sempre ad essere perdute; feroci e di-
    sperate, e incomprensibili agli storici.

    Carlo Levi-Cristo si è fermato a Eboli

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  6. @gigi: Berlusconi è laureato in legge con 110 e lode, mentre Bersani è lauresto con 110 e lode in filosofia.

    Posso assumere che Berlusconi la costituzione la conosca. Del resto in caso di maltrattamenti molto spesso i carnefici conoscono le loro vittime.

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  7. per Lector:
    credo Tu abbia toccato un punto fondamentale: da tempo sostengo che il problema sia di che consista la nostra gente.
    Un caro saluto, stai bene.
    Ghino La Ganga

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  8. Non la capiscono… o hanno stabilito che non gli interessa perché presto saranno in grado di cambiare le regole del gioco?
    E SONO effettivamente in grado di cambiare le regole del gioco?
    I rivoluzionari francesi le cambiarono, ma conoscevano benissimo le vecchie regole.
    Comunque la si rigiri, la situazione è inquietante, e pure abbastanza idiota.

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  9. @ ildiariodimurasaki: scusa la domanda, ma tutti i rivoluzionari francesi conoscevano benissimo le vecchie regole? anche quellli analfabeti che assaltarono la bastiglia? anche le care vecchie dolci tricoteuses?

    La domanda non è fatta tanto per fare, ma per capire come pensi che si sviluppino i processi rivoluzionari, quindi ci terrei ad avere una risposta.

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  10. @–>Ghino

    Purtroppo questo è il materiale su cui si deve lavorare. Bisogna rassegnarsi.
    Come si dice dalle mie parti “sangue dal muro no’ se ghe ne cava”.
    Un abbraccio.

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  11. Se hi studiato la storia del movimento della pallacorda (io sì perchè mi sto giusto studiando un po’ di movimenti rivoluzionari del passato per capire a cosa andiamo incontro) saprai che non c’erano state elezioni. E che i pallacordisti non erano politici di professione ma terzostatisti prestati alla politica, la versione settecentesca della società civile insomma.
    Ti sei letto un pochi dei cahiers de doleance? Io sì, se ne trovano ampi estratti in rete. Redatti da contadini, artigiani, lavoratori manuali, capifamiglia, assemblee di villaggio. Proprio l’esatto contrario rispetto lla gente che conosceva perfettamente le regole a cui tu facevi riferimento, ma il cambiamento è nato da loro molto più che dai vari Marat e d’Anton, onore a loro ma senza un popolo ignorante ed incazzato dietro non avrebbero combinato una cippa, a mio parere. Detto da un intellettuale di merda che ha fatto il classico dai preti e sta per dottorarsi, tanto per chiarire. Sarà che amo frequentare le bettole e insegno in una scuola professionale, e mi piace.

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  12. Tranquillizzatevi tutti.
    I grillini stanno chiedendo poltrone.
    Tempo pochi mesi e si saranno perfettamente adattati al clima di “Roma ladrona”, come già avvenne a suo tempo per i leghisti.
    Eh, mitica Roma, caput Mundi, dove portano tutte le strade, in particolare quelle da costruirsi in appalto e subappalto.
    Ora possiamo riprendere a dormire con la pace nel cuore.

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  13. Sì in effetti ho notato che sono già i fase “Ci spetta la presidenza di una camera e discuteremo sulle commissioni”. Gli do due settimane e li scopriremo a rubare le salviette alla buvette.

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  14. Chissà cosa ha votato la Galateacapiscotuttoio alle scorse elezioni? Ancora un articolo fazioso che giudica eletti ed elettori sulla base di… niente! sarà un’amica del Berlusca che canta “meno male che Silvio c’è?” o una convinta compagna che ha dato i due euro per votare alle primarie? (senza sapere che a vincere è comunque sempre il compagno D’alema?). Credo che gli eletti 5 stelle siano tra i parlamentari più preparati e competenti che si siano mai visti in un governo. Già solo il numero di Lauree può essere un segnale di diversità anche se non una garanzia. D’altronde sono certo che Galatea si sarà scagliata con veemenza anche contro il PDL quando tentava di cambiare la costituzione (e per motivi certamente meno nobili) o contro la Lega il cui senso civico si fermava all’utilizzo del tricolore come cartaigienica. La pochezza di questa blogger nel motivare le proprie tesi è sconcertante….

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  15. ->Già solo il numero di Lauree può essere un segnale di diversità anche se non una garanzia.

    o perlomeno il numero di lauree in qualche materia diversa da Scienze Politiche e Giurisprudenza.

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  16. è vero che gli eletti con Grillo sono neofiti, è vero anche che il probabile default a novembre con il collasso dello stato richiederebbe un governo molto stabile per evitare il caos, però non è detto che saranno degli incapaci totali, io penso che, nei fatti, una collaborazione fra esperti del PD e neofiti del M5S potrebbe anche funzionare bene, compensandosi reciprocamente fra freschezza ed esperienza, entrambe doti positive se opportunamente miscelate; in sintesi: il disastro è la previsione più giusta, ma l’Italia è un paese bizzarro, a volte stupisce

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  17. @uskebasi come ha pur chiaramente scritto Galatea, e io pure, giudichiamo in base all’esperienza diretta con individui che conosciamo di persona. Contrariamente a te, che, a quanto leggo, insulti senza nemmeno sapere chi.
    Ottimo esempio di come ragionate, comunque, grazie. Non che ne servissero altri.

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  18. @HackSaw
    Io mi limito a osservare che denigrare milioni di persone sulla base di un esperienza personale (che di quanto può essere? decine di individui?) è abbastanza stupido. E capisco che sia anche semplice peraltro in quanto non necessità di alcuna capacità di analisi e di logica: basta creare un mucchio e spararci a caso dentro. Nell’articolo si fa solo becero qualunquismo, non si spiega quali sarebbero stati i discorsi, quali i dubbi, quali i punti in cui sarebbe emersa questa ignoranza. Si esprime solo protervia e arroganza da maestrina nell’affermare “per quanto gliele si spieghi in modo semplificato e basilare, non le capiscono”. Sottolineando la pochezza degli interlocutori e la superiorità intellettiva della Galatea. Attenzione: questo non è che non possa esistere. Ci potranno certamente essere individui in difficoltà per mille motivi nel capire una materia nella quale noi invece siamo preparati. Ma strumentalizzarli (ammesso che esistano, visto che, come ho detto, nell’articolo non ci sono fatti ma solo un giudizio finale e definitivo) è indice di faziosità cieca. Tipica del tifoso. Detto ciò io non insulto, ma critico con forza chi una strumenti comunicativi con prepotenza. E sono pronto al dialogo purché sia costruttivo. Se mi vedi già come “voi che ragionate così” (ma voi chi? io mica sono un attivista 5 stelle…), dubito ci si possa sedere ad un tavolo di confronto.

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  19. @uskebasi Tutto accademicamente corretto ma tutto completamente campato in aria. Vai a conoscerli di persona, poi torna e riporta la tua esperienza personale, e vediamo quanto è diversa dalla nostra. Al particolare rispondi col particolare, inutile indignarsi perché qualcuno osa riportare la sua esperienza invece che un dettagliato studio a campione.

    Questo può portare a “sedersi a un tavolo di confronto”, peccato solo che magari aprirne uno non sia lo scopo dei commenti di un post ironico su un blog ironico, vero?

    Poi l’accusa di qualunquismo e superficialità è ridicola quando la accompagni con un fulminante “convinta compagna che ha dato i due euro per votare alle primarie (senza sapere che a vincere è comunque sempre il compagno D’alema)” rifilato a milioni di persone che hanno votato alle primarie.

    Alla faccia del dialogo costruttivo! La trave e l’occhio, presente?

    Concludo, per quanto mi riguarda, prendendo atto che puoi anche non essere un “attivista 5 stelle” come i grillini amano chiamarsi, ma che ragioni esattamente come tutti quelli di loro che ho avuto la sfortuna di conoscere: “noi vi possiamo innaffiare liberamente di m***a, ma voi ci dovete rispetto”

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  20. Guarda, ne ho conosciuti di persona, diversi. E proprio non riesco a racchiudere tante persone sotto un’unica etichetta. Posso portarti l’esempio concreto e poco accademico dell’esperienza diretta di due “grillini”: i consiglieri comunali di Torino Chiara Appendino e Vittorio Bertola. Sono due persone che eccellono per capacità, intelligenza, competenza, impegno politico, trasparenza, coerenza e onestà. Senza di loro molte schifezze della Giunta Fassino e (soprattutto) della precedente non sarebbero emerse. E quindi? basta questo per fare dei grilli persone eccezionali? no. E bastano quattro righe ironiche (ma l’ironia nel dire che una persona non arriva alle cose anche se gliele spieghi, scusa, dove sta?) per fare dei grillini un gruppo di idioti: io dico ancora, no.

    La mia idea delle primarie del PD è che siano una farsa democratica e che storicamente la dirigenza di partito ha sempre deciso a priori chi sarebbe stato il segretario mettendogli contro rivali che non avrebbero mai potuto vincere. Concedo quest’ultima e unica eccezione di Renzi che, infatti, raccoglie più simpatie nel centrodestra che nel centrosinistra.

    In conclusione, io non ho innaffiato nessuno…. ho solo fatto notare che la facile ironia (e il mio ne era un esempio probabilmente non compreso) ha senso se la fa qualcuno di spessore, ad esempio un Gramellini per citarne uno, che la accompagna ad una riflessione e a fatti. Buttata così nel web, senza un senso che non sia l’autoreferenzialismo di cui la Galatea mi pare abbondare, non mi dice granché e lo esprimo.

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