Piccola riflessione sulla felicità

Forse sarebbe tutto più facile se non avessimo questa ossessione di dover essere felici. Se accettassimo che la felicità nella vita è un caso o un incidente, come le giornate di sole che capitano in mezzo agli inverni freddi. Non si merita, capita, e quindi può anche non capitare. Se smettessimo di considerarla non come un effetto casuale, ma come un bonus per il nostro aver lavorato bene, e quindi smettessimo anche di considerarci delusi o traditi quando a fine anno non ce lo ritroviamo assegnato.

E’ questa idea che al mondo esista un ordine divino, o un bilancino, o un karma che ci frega. Pensiamo, anche i più laici e smagati, che l’equilibrio dell’Universo esista, e la nostra felicità personale ne faccia parte, quindi ci sia da qualche parte una regola che ce ne assegna un tot se siamo stati bravi, capaci, o anche solo se ci siamo impegnati allo spasmo per conseguirla. E quando non ci arriva ci sentiamo frustrati e delusi o in colpa, perché razionalizzando immaginiamo che qualcuno o qualcosa per cattiveria ce l’abbia sottratta, quella felicità a noi certamente dovuta, oppure che noi non abbiamo fatto tutto quello che era nostro dovere per ottenerla.

E invece non c’è un ordine, non c’è un bilancino, non c’è una colpa: è solo che nell’universo immenso dovremmo calcolare che noi siamo trascurabili quanto una cacchettina di mosca, e nessun essere superiore o ordine divino ha predisposto piani per assicurarci qualcosa, o anche solo per curarsi di noi: che noi siamo felici o tristi è ininfluente per il caso.

Se ragionassimo così potremmo finalmente smettere di angosciarci per non essere felici quanto ci pare giusto, o di sentirci frustrati come il cavaliere che ha mancato l’impresa.

Ma è così difficile accettare di diventare più sereni ammettendo che siamo un nulla, forse.

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17 pensieri su “Piccola riflessione sulla felicità

  1. in una giovane e graziosa donna, è raro trovare un pensiero così squisitamente nietzschiano

    è uno scritto bellissimo Galatea, ma dopo di questo, la cosa migliore è un lungo, saggio, rinfrancante, elegante, silenzio

    non scrive più, chi ha capito tutto

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  2. «The Doom of Men, that they should depart, was at first a gift of Ilúvatar. It became a grief to them only because coming under the shadow of Morgoth it seemed to them that they were surrounded by a great darkness, of which they were afraid; and some grew wilful and proud and would not yield, until life was reft from them.»
    (The Silmarillion – J. R. R. Tolkien)

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  3. Perfetto, è un pensiero che mi ronza in testa in questi giorni. La felicità è solo dentro di noi, non conta tutto quello che ci succede attorno. Grazie di aver dato parole così precise e così belle al mio pensiero 🙂

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  4. E’ cosi difficile accettare che siamo quello che facciamo ma che con quello che facciamo aumentiamo solo le probabilità che accada qualcosa ma mai a sufficienza da ottenerne la certezza?

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  5. “…un ordine divino, o un bilancino, o un karma che ci frega.”

    “oh no, oh no, not me”. a me, lasciatemi rosicare in pace.

    e per pura invidia a cristiancantoro, metto la mia, di citazione:
    “accetterei di avere trentasette e due tutta la vita in cambio della seconda palla di servizio di mc enroe” (B. Viola – a ognuno i maestri che può permettersi)

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  6. “è solo che nell’universo immenso dovremmo calcolare che noi siamo trascurabili quanto una cacchettina di mosca

    Molto, ma molto meno. Una cacchettina di mosca alla -100.

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  7. Questo pensiero mi ricorda molto l’arte di essere felici di Schopenhauer che in sostanza diceva, se non ricordo male, che per essere felici basta abbassare le nostre aspettative.

    Certo, nel cosmo ci siamo per puro caso e un piccolo starnuto dell’universo può cancellare il pianteta Terra in un secondo. Certo, la felicità è dentro di noi e non in quello che c’è là fuori, che segue strade a noi oscure. Però non vorrei che a creder troppo in queste sacrosante verità si cada in una sorta di fatalismo che attiri su di noi più sfighe di quelle a noi assegnate. “Aiutati che Dio ti aiuta”, dice un detto. Senza nessuna garanzia, si intende!

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  8. Carissima Galatea, la felictà esiste, eccome se esiste. E la cosa più straordinaria è che possiamo imparare ad esser felici perchè, seppur microscopicamente miscroscopici, siamo tutt’altro che delle cacche di mosche, anzi siamo così straorinariamente straordinari che possiamo anche decidere di essere felici.
    Certo la felicità non è quella che ci propone la pubblicità ed è per questo che possiamo mparare ad essere felici ed imparare ad esserlo sul serio tutti i giorni e questo non può essere frutto del caso ma solo il risultato di una scelta libera e consapevole.
    A presto, felice giornata con una sana risata

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  9. @Daniele: immagino che questo tuo appassionato fervorino sull’imparare ad essere felici sia del tutto indipendente dal fatto che hai un sito dove offri corsi per imparare ad essere felici, vero?

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  10. Ciao Galatea, ti ringrazio per la pubblicità che mi stai facendo, nel mio commento mi ero limitato a riportare la mia opinione che è più di un opinione, oserei dire che è un dato di fatto.
    Si è vero che ho un sito nel quale offro dei corsi per imparare ad essere felici e sono pure a pagamento. Ritengo corretto precisare che, a per quanto mi riguarda sono i corsi più economici che conosca, tanto per fare un esempio, costano molto meno di un corso per la ricostruzione delle unghie, per non parlare dei corsi sull’autostima, sulla legge dell’attrazione e sul successo assicurato.
    A differenza di tutti coloro che promettono la felicità e ti vendono un’illusione, i corsi che propongo io insegnano veramente a ritrovare e rigenerare la felicità che ognuno ha dentro di noi.
    La felicità, quella vera, che non ti abbandona mai e che ti permette di affrontare con gioia e serenità le prove che la vita ti propone, non è frutto del caso ma come dicevo sopra è il risultato di una scelta consapevole e di un vero e proprio allenamento. Imparate le poche e facili istruzioni, che chiunque può mettere in pratica, poi basta semplicemente applicarle e in un paio di mesi la tua vita cambia radicalmente: lo diceva anche Aristotele circa 2000 anni fa: “Per essere felici bastano un po’ di studio e un po’ di applicazione” e oggi, le neuroscienze, la psicologia positiva ed anche quella cognitivo-comportamentale confermano quanto diceva Aristotele 2000 anni fa.
    Io lo insegnerei volentieri gratuitamente a tutti però quando vado a fare benzina devo pagare, l’assicurazione dell’auto la devo pagare, quando vado a procurarmi frutta e verdura per nutrirmi devo pagare e anche per scrivere questo commento devo pagare la connessione con la rete e allora per poter insegnare a chi lo desidera, che cosa fare per essere felice, sono costretto a farmi pagare e se qualcuno mi suggerisce un qualche metodo per continuare a fare quello che faccio senza la necessità di farmi pagare sarò ben lieto di seguire i suoi suggerimenti.
    A presto, felice giornata con una sana risata

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  11. @–>Daniele

    Considerato che proprio ieri ho subito una grande perdita, cosa m’insegni?
    Che, tutto sommato, la vita continua?
    Grazie, lo sapevo già.
    Mi farò una sana risata.

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  12. @lector posso capire il tuo dolore e non posso insegnarti nulla, quello che posso fare è di aiutarti a trovare dentro di te ciò di cui hai bisogno per superare questo dolore.
    Nessuno di noi ha la possibilità di governare l’universo ma ciascuno di noi ha la possibilità di imparare come affrontare le prove che la vita ci propone, a volte sono prove facili, a volte molto più difficili come quando sentiamo di aver perso qualche cosa di molto importante per noi e queste prove generano dentro di noi un grande dolore.
    Tu, io, tutti noi, siamo addestrati a pensare che la nostra gioia di vivere non dipenda da noi ma da fatti esterni e questo ci rende prigionieri di una realtà che non possiamo in alcun modo controllare, è per questo che siamo abituati a pensare che la felicità, nel migliore dei casi, possa durare solo qualche attimo ma credimi, non è così.
    Tutti noi possiamo liberarci dall’addestramento che abbiamo ricevuto e capire che tutta la vera felicità dipende esclusivamente da noi, anche quando capita di subire una grande perdita. Nel parlare comune, quando si parla di una grande perdita di solito si sta parlando di una persona cara che ci ha lasciato e immagino che tu stia parlando di un caso di questo tipo.
    Scusami se forse sarò un po’ ruvido, non è importate chi fosse e che cosa rappresentasse questa persona per te, la cosa importante in questo momento è che che per te questa persona era molto importante e ora il tuo pensiero è totalmente concentrato su quanto questa persona ti manchi ed è questa mancanza che ti provoca il dolore che senti e più resterai concentrato su questa mancanza più il dolore si farà grande dentro di te.
    Posso pensare che il legame che avevi con questa persona fosse reciproco e allora, per qualche momento ti chiedo di immaginare che fosse accaduto il contrario; per qualche momento ti chiedo di immaginare che fossi stato tu a lasciare questa persona: ti riempirebbe di gioia il vederla soffrire per la tua mancanza? O faresti tutto ciò che è ti possibile perché, anche senza di te, riprendesse con gioia a vivere la sua vita senza più soffrire per la tua mancanza? Prova a riflettere un po’ su questa cosa.
    E ancora posso immaginare che il legame che ti univa a questa persona sia nato da tante intense esperienze vissute insieme e se anche solo con il pensiero, provi a rivivere con gioia quei momenti così belli, potresti comprendere che quella persona sarà sempre con te, solo il suo corpo se ne è andato ma le cose importanti che avete fatto insieme non ti lasceranno mai ed ecco che il dolore per quella che ritieni una perdita potrebbe trasformarsi in una gioia per tutto ciò che tu hai ricevuto da quella persona e per tutto ciò che tu hai donato a quella persona.
    E un’ultima cosa, con ironia ti sei proposto di farti una sana risata, io non te lo dico con ironia, anche se non ci siamo mai visti te lo dico son affetto: non una sana risata ma ti direi di fare proprio tante sane risate senza per questo mancare di rispetto al tuo dolore. Vedi caro Lector, purtroppo anche riguardo alle risate abbiamo una montagna di opinioni che ci provocano un sacco di guai senza offrirci alcun beneficio e se proprio in questo momento di dolore ti invito a farti quante più risate possibile è proprio per il fatto che queste risate ti aiuterebbero a capire che nonostante tutto, il fatto di restare ancorato al tuo dolore è solo una tua scelta e che quanto prima sceglierai di liberarti da questo dolore tanto prima rivivrai con gioia tutte le esperienze vissute con questa persona onorandone il suo ricordo.
    E credimi, se ti racconto tutto ciò è perché l’ho già visto accadere.
    Non ci siamo mai visti, forse non ci vedremo mai ma ti abbraccio con affetto.
    Felice giornata con una sana risata

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  13. Scusami, Daniele, ma ti esprimi più o meno come un prete. Deja vu.
    Non volevo che tu mi consolassi. Ho vissuto quel che basta per aver già passato molte volte tutto quello che descrivi.
    Volevo solo darti una prova di quanto siano inutili le tue affermazioni, poiché la felicità come fattore assoluto non esiste: si tratta solo di una differenza di potenziale tra stati emotivi, che presuppone un precedente momento di tristezza o d’infelicità.
    Se posso dire la mia, ti suggerirei di fornire qualche ricetta per la serenità, più che per la felicità.
    Ah ,,, non ce l’ho con te. Ce l’ho con i preti.

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  14. Capisco che i preti non ti stiano tanto simpatici e condivido questa tua opinione e devo darti una bella notizia, anche il “fatto” che la felicità non esista non è un fatto ma una tua opinione.
    La differenza di potenziale tra un momento di tristezza e uno di entusiasmo non è la felicità ma per l’appunto è entusiasmo, eccitazione, estasi: la felicità è un’altra cosa.
    Immagino che tu abbia sentito parlare di depressione che per semplificare rappresenta quello stato che caratterizza quelle persone che, persa ogni speranza si lasciano sopravvivere, è uno stato duraturo, consolidato dal quale è particolarmente difficile uscirne; ecco la felicità è esattamente il contrario ed è ancor più difficile uscirne anche perché non hai proprio alcun motivo per farlo.

    Felice giornata con una sana risata

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