Grilloeconomics, ovvero i conti della serva che non tornano mai

Oggi non ero qua perché ho scritto su Valigia Blu un post sulle strane idee di Grillo per risanare l’economia. Se volete leggerlo, qui.

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9 pensieri su “Grilloeconomics, ovvero i conti della serva che non tornano mai

  1. Il reddito di cittadinanza non serve per ridurre gli stipendi dei dipendenti pubblici, ma per garantire il minimo di sussistenza a coloro che perdono il lavoro (se lavori, il reddito di cittadinanza non viene percepito). Ricordiamo inoltre che stante la tassazione diretta e indiretta in italia, metà di quei miliardi in realtà ritornano al fisco, sotto forma di tasse e di incentivo ai consumi, quindi rappresenterebbe un volano di crescita della capacità di spesa delle famiglie e di ripresa dell’economia. Dove prendere i soldi è un falso problema, dove prendiamo i soldi per la sanità ? E quelli per il MES ? (125 miliardi in 10 anni, 15 fin da subito). L’idea di base del reddito di cittadinanza è che favorisce la LEGALITA’ (se lavori in nero non puoi percepirlo), fungendo al contempo da ammortizzatore sociale. Come tale quindi è più corretto affermare che va a sostituire la cassa integrazione, non gli stipendi degli esuberi nel pubblico. Io non vedo questa discussione come una baggianata, ma come una splendida opportunità per modernizzare il wellfare di questo paese.

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  2. Paolo, queste cose non devi spiegarle a me, devi dirle a Grillo, che sul reddito di cittadinanza pare avere le idee piuttosto confuse, visto i passi citati nel mio post e presi direttamente dal suo ultimo post sul blog.

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  3. Un taglio pesante dei dipendenti del pubblico impiego avverrà entro i prossimi dieci anni, è nei numeri, inesorabile, già scritta, salvo una improbabile ripresa economica che possa «nutrire» le finanze pubbliche. Quindi predisporre un ammortizzatore sociale unico sarebbe una buona cosa. Ma è una faccenda seria, serissima, non va bene per Grillo.

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  4. Signorina vaglio,per quanto grillo gli si possa riconoscere grande acume politico, non ha un profilo da economista. Trasfigura un messaggio giusto sapendolo arricchire di quelle note emotive, diciamo pure populiste, che servono per rendere accettabile un cambiamento radicale. I partiti tradizionali sono CONGELATI nella paura di intervenire fuori dagli schemi, fuori dagli apparati tradizionali. Il reddito di cittadinanza ha tanti vantaggi e svantaggi, ma grillo dice “mettetevi in gioco in prima persona”. Aiutaci a realizzare questa cosa, oltre a criticare il fatto che grillo, da solo, probabilmente non sarebbe allì’altezza di teorizzarla in maniera opportuna. Da quanto ne posso capire (sono un ingegnere, non mi spaccio per economista), darebbe un risultato in termini sociali enormemente superiore ai punti del PIL spesi in un altro modo, ad esempio in qualche TAV, centrale nucleare, guerre, armamenti, e quant’altro. Crediamoci, valutiamole, aiutiamo a volerle e realizzarle..

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  5. Il reddito di cittadinanza è stato sperimentato e valutato (con le valutazioni abusate malamente per sostenere tutte le possibili posizioni) in Italia, e ne esistono varie versioni anche all’estero. È possibile che abbia un valore simbolico per combattere l’illegalità (nel senso che nella aree del Paese dove ci si sente e si è abbandonati potrebbe effettivamente dare un segnale). Ma l’effetto sul lavoro nero (che è definito come irregolare, non illegale, nel senso che si tratta di attività legali svolte in carenza di alcuni requisiti, di sicurezza, dichiarazione, etc., insomma, esistono vari lavori al nero) non è affatto detto che sia buono: infatti, di fatto si da un incentivo ai lavoratori a dichiarare di non lavorare e percepire sia il reddito di cittadinanza, sia lo stipendio al nero. Questo si può evitare con determinati accorgimenti, che però sono costosi in termini di risorse umane e di attenzione dell’amministrazione.

    Insomma, bisogna pensarci bene e si può anche concludere che quelle risorse sarebbero meglio spese in servizi pubblici: migliore funzionamento della sanità, assistenza domiciliare ad anziani, malati e diversamente abili, asili nido, colazione e pranzo in classe per i bambini, migliori trasporti pubblici, servizi per le neomamme, migliori e più creative politiche sociali, in particolare per le sezioni della popolazione che risultino ad indagini serie più a rischio di esclusione sociale (cioè guardando non solo il dato del reddito, ma anche altri fattori). Ma perfino nei paesi in cui queste funzioni sono davvero svolte in modo concorrente dal pubblico, dal privato, e dal terzo settore, tutto questo richiede un’attività del settore pubblico intensa.

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  6. Inoltre, un reddito di cittadinanza ha bisogno di essere gestito (decidere chi lo deve prendere, erogarlo, chiudere le erogazioni nei casi in cui non debba essere erogato, immagino fare due conti e qualche controllo), il che presuppone qualcuno che svolga delle attività: chi? Di solito quelli che fanno questo tipo di cose si chiamano dipendenti pubblici.

    Io non capisco il senso della proposta: ridurre e omologare pensioni e stipendi pubblici? Che c’entra con il concetto di reddito di cittadinanza?

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  7. …per me il reddito di cittadinanza farebbe la differenza fra la vita e la (prossima) morte.

    ciò premesso, mi dovete spiegare due cose (la terza sarebbe dove prendere i soldi, ma non voglio infierire):
    1) come pensate di convincere a rimanere al lavoro chi il lavoro ancora ce l’ha e guadagna – poniamo – 700 leuri al mese?
    2) siete disposti a essere FEROCI con gli “intraprendenti” che “arrotonderanno” al nero? e come pensate di controllarli?

    in nordeuropa c’è il reddito di cittadinanza, ma per quello che ricordo dell’italia…

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  8. Un mio carissimo amico, ANGELO DI CARLO, si è dato fuoco l’agosto scorso davanti al parlamento italiano. Non aveva nemmeno i soldi per piangere dopo aver perso il lavoro ed essersi indebitato.
    Il reddito di cittadinanza (non esigibile come garanzia sul debito) gli avrebbe salvato la vita, più di qualsiasi altro tipo di ammortizzatore sociale.

    Iniziamo dove prendere i soldi… è un falso problema, poichè pur il costo stimato in 14 miliardi all’anno (non tantissimi, nel bilancio complessivo del tesoro), oltre la metà di questi ritornerebbero IMMEDIATAMENTE sotto forma di Tasse, Iva, Consumi, Incremento dell’economia. Se dai 700 euro a un povero cristo, questo li spende per MANGIARE E VIVERE, non se li accumula in banca, quindi di fatto tornano in buona parte allo stato direttamente o fanno girare l’economia (su cui lo stato guadagna).

    1) come convincere a rimanere al lavoro chi comunque guadagna quella cifra ?

    Puoi percepire il reddito di cittadinanza solo se accetti il lavoro temporaneo che ti viene dato, se ti licenzi da un lavoro sottopagato, tipo un call center, e vieni mandato a lavorare in un greto di un fiume per bonificarne l’alveo, E’ UN BENE. Lavori da 600-700 euro al mese non dovrebbero neppure esistere. I lavori di merda che sfruttano i giovani, dovranno essere pagati per forza di più, altrimenti nessuno vorrebbe più farli.

    2) E le truffe ?

    ovvio che ci si espone alle truffe, così come i trattamenti per invalidità. I controlli però sono più semplici, perchè il tuo stato di indigente lavorativo ti pone nella condizione particolare di essere costantemente monitorato, devi recarti agli uffici del lavoro periodicamente, devi accettare obbligatoriamente lavori socialmente utili, devi essere sottoposto a controlli totali sulle tue spese affinchè non ti metta a fare del nero. Niente controlli, niente sussidio. Diverso il caso delle pensioni e invalidità, in cui al massimo ogni 5 anni puoi fare una visita (fasulla).

    l reddito di cittadinanza potrebbe essere percepito come fosse una pensione, quindi agli sportelli dell’ufficio postale. In questo senso la sua logistica di lega a pensioni e stipendi pubblici.

    Copiamo come fanno in TUTTA europa (non solo nel nord europa), e cerchiamo le soluzioni migliori che vanno bana anche per l’italia.

    Tanti disperati in meno = tanti giovani creativi e socialmente attivi in più, che contribuiscono a migliorare il tessuto sociale anzichè aggravarlo e fornire vita facile alla malavita organizzata, che di reddito te ne può infatti dare, basta sostenere le loro attività delinquenziali.

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  9. Sono assolutamente d’accordo con Paolo Marani.
    Come piccolo imprenditore, un reddito di cittadinanza, mi toglie anche una delle angosce peggiori: dover licenziare un amico, magari uno che sei stato anche alla comunione del figlio, pena chiudere del tutto la baracca, sapendo che rimane in mezzo alla strada. Si fa presto a parlare se si ha il mensile (dovuto, per carità) sicuro. Il reddito di cittadinanza io lo metterei anche molto basso, mettiamo 400 euro (che poi in due diventa 800), ma lo metterei eccome. Come giustamente ha scritto Paolo Marani son soldi che finiscono subito in consumi.
    Leggiamoci quel che scrisse già Rifkin 20 anni fa. Il lavoro è finito, il modello 1 lavoro – 1 salario è finito a causa anche del progresso tecnologico.

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