Parcheggio elettorale

C’è il vecchietto che entra in bicicletta contromano, zigzaga a caso, poi si ferma in mezzo.

Quello che arriva con la macchina e siccome non trova posteggio la lascia lì in mezzo alla piazzola: «Tanto ci metto due minuti, eh.»

Quelli che siccome sono giovani e innamorati devono per forza rimanere a manina anche se bloccano la circolazione su tutto il marciapiede.

Quelli che siccome sono giovani, innamorati e si sono anche riprodotti devono passeggiare a manina loro due, a manina con il bimbo più grande e spingere il passeggino, così invece che un marciapiede bloccano la circolazione di tutta la piazzola.

Quelle che sono venute in gruppo, e quindi si fermano in mezzo alla piazzola a parlare, facendo capannello, e impedendo alle altre macchine di fare manovra.

Quello che non si sa bene perché ma tocca a lui.

Quello che non tocca a lui ma c’ha fretta e deve passare avanti.

Quello che si è infilato nel parcheggio con il suv e adesso non sa come uscirne.

Quello che non ha nemmeno provato ad entrare nel parcheggio, perché ha il suv, e allora lascia il suv appena sull’entrata del parcheggio e blocca tutti.

Quelli che attraversano a piedi senza guardare perché loro sono pedoni e hanno sempre ragione, quindi, eh.

Quelli che si sono bloccati nel centro del parcheggio, fermi, in piedi, aspettando una ispirazione divina, forse, non si sa.

E tu che sei lì e ti viene da smadonnare nel vederli perché pensi che sono lì tutti per votare, ahimè.

 

 

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3 pensieri su “Parcheggio elettorale

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