Titoli culturali

Comunque è consolante verificare che siamo un paese sempre creativo e imprevedibile. L’unico in cui il disprezzo assoluto per la cultura si coniuga con lo spasmodico bisogno di ostentare dei titoli.

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11 pensieri su “Titoli culturali

  1. Non lo vedo così paradossale: se apprezzassimo di più la cultura, daremmo assai più peso a quanta ne possediamo realmente, piuttosto che a quanta ce ne attribuiscono i titoli.
    Mentre ora il disprezzo per la cultura è tale proprio poiché non di cultura si sente bisogno, bensì solo di titoli da ostentare. E quindi basta inventarseli…

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  2. Non credo sia un malvezzo solo italiano. Pare usanza abbastanza comune tra tutti i popoli latini. In ogni caso, presumo che pure i sassoni e i vichinghi non siano immuni da peccato. Mi piacerebbe sentire in proposito qualche lettore di Galatea che viva nel Nord Europa.
    Così, tanto per tirarmi su una costola.

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  3. Anche io vorrei tanto tirarmi su una costola… sarà che al fango di Berlusconi mi ero rassegnata, ma la notizia su Giannino è stata la parte più deprimente di questa campagna elettorale. Non sono mai stata più convinta di votare Bersani.

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  4. io penso che una laurea sia sempre un titolo di qualche prestigio (anche se ovviamente ci possono essere non laureati più competenti e capaci) quindi è naturale che vi sia una certa quota di bugiardi che vantano lauree inesistenti

    e fateci caso, i bugiardi non vantano mai una laurea, ma sempre due o tre e possibilmente negli states

    certo c’è anche qualche non laureato che se ne vanta di non aver alcuna laurea (un esempio importante il grande filosofo julius evola, che disprezzava i titoli accademici), ma in genere accade il contrario

    diciamo che il non avere una laurea a volte conferisce una certa spinta ad emergere per compensare il senso di inferiorità verso chi la possiede, per cui ne trovi parecchi in politica

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  5. caro lector, è anche un personaggio discusso e per certi versi discutibile, ma serviva solo come esempio (del resto molti lo giudicano senza averlo neanche letto, in effetti)

    prima di ragionare su di lui devo leggerne di più, mi ci sono imbattuto leggendo una bella biografia di giuseppe tucci anche se, ovviamente, lo conoscevo un po’

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  6. Beh, ti do solo qualche titolo. Vedi un po’ tu:

    TRE ASPETTI DEL PROBLEMA EBRAICO, Roma, Mediterranee, 1936. Padova, Ed. di Ar, 1978, 1994. En las ed. de 1978 y 1994 se añadieron los artículos Gli ebrei e la matematica (La Difesa della Razza, III, nº 8, 20/2/1940; anteriormente publicado en Berlín, Nationalsozialistische Monatshefte, Vol. 11, nº 119, 2/1940, con el título Die Juden und die Mathematik, y reeditado independientemente en Monfalcone-Carmagnola, Sentinella d’Italia, 1983), y Psicologia criminale ebraica (La Difesa della Razza, 20/7/1939. Incluido en Psicologia criminale ebraica, 1976).
    INDIRIZZI PER UNA EDUCAZIONE RAZZIALE, Napoli, Conte, 1941. Padova, Ed. di Ar, 1979, 1994. Trad. francesa de G. Boulanger según la ed. italiana de 1979: Éléments pour une éducation raciale, Puiseaux, Pardès, 1984, 104 pp.
    GLI EBREI HANNO VOLUTE QUESTA GUERRA, Roma, La Vita Italiana, 1942 (en colaboración con A. Luchini, P. Pellicano y G. Preziosi).
    IL SIGNIFICATO DI ROMA PER LO SPIRITO “OLIMPICO” GERMANICE (APPENDIX: SULL’ANTICO IDEALE UMANO ARIANO) (La Rassegna Italiana, XXV, nº 294, 11/1942), Genova, Centro Studi Evoliani, Quaderni Evola, nº 2, 1975. Trad. francesa: La signification de Rome pour l’esprit “olympien” germanique, en Totalité, nº 1, 1977. Apéndice: Sull’antico ideale umano ariano (Roma, Il Regime Fascista, XIV, 5/3/1939)
    IL “GENIO D’ISRAEL”. L’AZIONE DISTRUTTICE DELL’EBRAISMO, Catania, Il Cinabro, 1992, 300 pp. Contiene 31 artículos originalmente aparecidos en Roma, La Vita Italiana, entre 1937 y 1941.
    Sulla risoluzione ario-romana dell’italia fascista y Sul contributo della romanità per la nuova Germania, (Il Regime Fascista, 16 de noviembre de 1941), en Nicola Cospito y Hans Werner Neulen (ed.), Julius Evola nei documenti segreti del Terzo Reich, Roma (Europa), 1986, pp. 45-57 y 63-68.

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  7. lo so, caro Lector, lo so; ma non condivido per nulla l’ideologia di Evola, che rimane però un filosofo non banale, ma ci torneremo su, adesso purtroppo non ho tempo per questioni familiari

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  8. E’ sempre il solito dilemma dell’essere o dell’avere che in chiave contemporanea diventa quello dell’essere o diventare… molti preferiscono diventare qualcuno, interpretarlo fino in fondo nel palcoscenico della vita, ma in fondo cosa sono?

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