Il senegalese e il semaforo

Sei lì, al semaforo che rimane ostinatamente rosso, e tu hai fretta, fretta, fretta perché devi prendere assolutamente il treno. Guardi quell’odioso semaforo che non diventa verde, e già che ci sei guardi con odio anche la gente attorno, che si permette di sorridere, parlare, vivere la sua vita mentre tu sei là, ostaggio di quell’odioso semaforo che resta rosso.
Poi lo vedi, che viene verso di te, sorridendo, il giovane senegalese, con sulle spalle un sacco che tu indovini essere pieno di borse fasulle che gli hai visto vendere all’angolo della strada, poco fa. E tu pensi no, no, no, ti prego, fa’ che non mi attacchi bottone per tentare di vendermj le borsette, che prima o dopo il semaforo diventerà verde e io devo cogliere quell’attimo.
Ma lui si avvicina, sempre più sorridente, poi fa per rivolgerti la parola e tu sei lì per dire:”No, grazie, non voglio niente!”con tono che non ammette repliche e taglia ogni possibilità di contrattazione. E invece lui si china verso il bottone che è sul palo del semaforo, lo spinge, e poi, con tono gentilissimo, spiega:”Se non schiacci, signora, non viene verde!”
E se ne va, sempre sorridendoti educato.
E tu ti senti una incredibile idiota, oltre che una stronza razzista.

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7 pensieri su “Il senegalese e il semaforo

  1. quei ragazzi sono molto gentili per educazione familiare con le signore che potrebbero essere la loro mamma

    e meno male che non ha cercato di aiutarti ad attraversare la strada…

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  2. Sarà stato uno che vende borsette taroccate agli angoli delle strade per necessità, ma ha un titolo di studio elevato, in realtà.

    Comunque, ci sono pulsanti ai pali dei semafori che sono efficaci come un prodotto omeopatico.

    Saluti

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  3. Secondo me, lo ha fatto apposta per farti sentire una stronza. 😉
    Anche se sei ridotto alla fame, ci sono attimi “priceless” che qualcuno “sveglio” non può rinunciare a cogliere.
    Pensa di quante piccole quotidiane angherie s’è preso la rivincita grazie a te e gioiscine.
    Muhamaad Alì o Cassius Clay che dir si voglia, quando lo arrestarono per renitenza alla leva poiché non voleva andare a combattere in Vietnam, rispose ai giornalisti che lui non aveva niente contro i Vietcong, dato che nessuno di loro lo aveva mai chiamato “negro”.

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  4. A me è capitata qualcosa di simile: camminavo per strada ed un distinto signore di colore ha cercato di fermarmi ma io gli l’ho prevenuto con un “no grazie”, assumendo che volesse vendermi chissà cosa. In realtà voleva avvertirmi che mi era caduto qualcosa dalla cartellina.
    Mi sono sentito uno stupido vermetto.

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  5. Ma cosa e` questa storia del semaforo che non viene verde se tu non spingi il bottone?
    E` vera?
    Io ho sempre pensato si trattasse di una leggenda urbana..

    Gigi

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  6. Mannò, che c’entra il razzismo? Quando hai paura di perdere il treno odi l’universo mondo, ti avesse avvicinato qualcuno bianco come il latte e rosso come il sangue per chiederti una firma contro la pena di morte sarebbe stato uguale…

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