Quello che promette

Comunque ha detto che se vince ci restituisce l’IMU. Quello là, sempre quello, come si chiama? Quello che le altre volte ha promesso un milione di posti di lavoro e che avrebbe sconfitto il cancro, ecco.

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9 pensieri su “Quello che promette

  1. Abbiamo frainteso tutto. E’ un uomo romantico. Al termine dell’esistenza. Ha avuto tante donne, e vuole restituire loro un po’ dei bei momenti che gli hanno regalato.
    IMU altro non è l’acronimo di I Miss U (you)… 😀

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  2. Le bugie, da quando esiste la televisione, non hanno più le gambe corte. E una plebe inetta, viziata e incapace, come potrebbe scegliere con raziocinio? In un certo senso vince il migliore, quello che più ha capito la natura del corpo sociale, il nauseante e sciatto agglomerato di tanti piccoli egoismi. Gli intellettuali «troppo» raffinati, intenti più che altro nell’ammirarsi allo specchio, ovviamente daranno una mano alla volgarità più bassa, a loro basta far bella figura. È troppo facile fare previsioni: è da sempre che va così.

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  3. Quello che promette riesce sempre a far capire esattamente la parte allettante delle sue promesse al 100% degli italiani.
    Quelli che le criticano (Bersani in testa, ma a occhio si salva solo Renzi) lo fanno col loro vocabolario infarcito di “demagogico”, “populista”, “progressività fiscale” e “copertura finanziaria” che il 50% degli italiani (a essere generoso), deve andarsi a cercare sull’enciclopedia.

    Ora: sono troppo stupidi per capire il vantaggio immane che lasciano per terra, non riescono proprio a farne a meno, o lo fanno apposta?

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  4. Non preoccupatevi. Oggi, tra la gente, c’è molta più consapevolezza di quel che si crede.
    La necessità aguzza l’ingegno e pure il comprendonio.
    Il “canto della sirena” suona stonato e i più sono consapevoli delle minacce che cela.
    Tuttavia, ha ragione Hacksaw: anche dalla parte opposta si parla poco chiaramente, come fanno tutti quelli che hanno qualcosa da nascondere.
    Ne vedremo delle belle.

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  5. Secondo me è sciocco dare risonanza a queste cose e peggio del peggio è perdere tempo ed energie a rispondere. Molto più importante è parlare dei veri temi: come conciliamo il rientro dal debito (che dobbiamo fare) con la preservazione degli investimenti (scuola, ricerca) e il mantenere e possibilmente migliorare le vite di tutti noi (problemi delle imprese, sanità, sicurezza sociale, povertà, lavoro, soprattutto un ambiente che le parti peggiori della nostra società hanno ridotto causa di danni, vedi la catastrofe ambientale in provincia di Napoli e Caserta) in un ambiente non favorevolissimo (internamente, vedi lo stato dell’università e della PA, ed esternamente, dato che l’euro italiano è sopravvalutato)? Esistono serbatoi di risorse nella nostra società e nella nostra economia, che di solito decliniamo come mali, ma che sono le spie che stiamo lavorando a circa il 60% delle nostre potenzialità: bassi tassi di attività soprattutto femminile, una parte del territorio in cui le energie sono sottoutilizzate, il ricorso al sommerso, l’immigrazione, la propensione all’imprenditorialita.

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