Su Monti, il mese di vacanza in meno e il significato di scuola

Forse, quando si parla di calendario scolastico, di mese di vacanza in meno per gli alunni, prima sarebbe bene chiedersi esattamente cosa intendiamo per “scuola”. Magari aiuterebbe a chiarirsi le idee. Se volete leggere cosa intendo io, cliccate qui.

7 pensieri su “Su Monti, il mese di vacanza in meno e il significato di scuola

  1. Forse si è accorto che in quei due mesi i precari non sono pagati, e lo Stato risparmia un sacco di soldini per le sue amiche banche, e altre cosucce indispensabili (a loro). E allora, meglio lasciare le cose così come stanno.

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  2. E’ molto semplice cosa intende Monti : campi/centri estivi, finanziati dai genitori, da fare a scuola e/o al di fuori con l’assistenza degli insegnanti (con annessi compiti delle vacanze), così ci si ricollega al famoso discorso del solo mese di vacanza de professori come gli altri lavoratori di qualche mese fa.
    Molto semplice e senza aggravi per lo stato.

    Anonimo SQ

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  3. Condivido il concetto che la Scuola debba essere un luogo dove si apprende e dove si trovano persone con professionalità specifica e qualificata per insegnare
    In Francia, il calendario scolastico ha gli stessi giorni di scuola di quello italiano o tedesco
    Ma dopo 4 settimane di scuola , gli alunni Francesi ,Tedeschi, Inglesi, possono godere di una settimana di vacanze e hanno modo di recuperare energie, ma anche le lacune accumulate in 4 settimane. Festa lunga a Natale e Pasqua..ed ad Agosto.
    Questo calendario aiuta i genitori lavoratori a utilizzare periodi diversi per le ferie(in periodo meno costosi),o a trovare delle attività peri figli che possono essere di carattere ludico ricreativo, ma anche sportivo culturale etc etc.( si attivano nella scuola stessa).
    Condivido anche che gli edifici scolastici sono luoghi impossibili da gestire durante il periodo caldo, ma sono anche molto dispendiosi d’inverno perché disperdono il calore.
    Una ristrutturazione a cappotto dell’edificio e il risparmio invernale diventa l’investimento per l’acquisto dei condizionatori per l’estate e se vi sono pannelli fotovoltaici sul tetto….risparmiamo pure i soldi della corrente.
    ad Agosto la scuola chiusa, ma anche no.!!! attività extrascolastiche per i figli dei lavoratori che lavorano presso Ospedali, Pubblica Sicurezza, etc etc…

    Io credo che questo sia un investimento per il futuro dei nostri figli….perché una scuola sana dove insegnanti motivati dispensano il Sapere….creino i presupposti per la passione alla conoscenza e alla ricerca. Da una buona scuola crescono persone responsabili, con valori etici e con il desiderio di affrontare il futuro.
    Il compito dell’insegnamento è più una missione che una professione…., ma proprio per chi lo concepisce in questo modo ,credo che variarne il calendario non sia un problema, ma una soluzione.

    Un genitore

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  4. sì forse il problema centrale è capire cosa si intenda per «scuola»

    io credo che bisogna distinguere fra «scuola» come luogo d”apprendimento e tutte le altre strutture preposte alla gestione dei ragazzi

    probabilmente la scuola «scuola» potrebbe essere anche abbastanza snella ed essenziale, e non quell’apparato elefantiaco che è, quindi con meno docenti, meno personale, e con orari di lezione tutto sommato non sovrabbondanti (tre ore al giorno fatte bene secondo me bastano)

    le altre realtà, invece, dovrebbero appunto trovar spazio in quello di cui la scuola «scuola» non si occupa (ed è bene che non se ne occupi, così da lasciare un ambito di mercato per altre iniziative, legate alle attitudini ed alle culture del territorio)

    quando ero piccolo io (una montagna d’anni fa) andavo a scuola, il maestro (erano maschi allora…) mi insegnava a scrivere e a contare; al pomeriggio, c’era un bel cortile dove, con gli altri bambini, si giocava e si viveva la nostra età più bella, senza che il maestro ficcasse il naso nel nostro tempo di gioco

    quindi, la mia ricetta, come principio generale è: meno scuola, e quella poca fatta bene, giacchè la scuola era la scuola e non un circolo arci

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  5. @diegod56 Se interpreto bene la generazione, la tua è quella dei miei genitori.

    Per capire quanto sono cambiati i tempi: mio padre, con un diplomino in ragioneria preso un po’ alla sperindio, aveva il posto sicuro. Oggi se esci da ingegneria con 110/110 e vai a cercare lavoro ti chiedono “Che università? E il master?”. E domani?

    Oggi siamo chiamati a cercare di costruire la scuola di domani, che formerà persone che andranno a cercare lavoro negli anni 2040. Con tutto il rispetto, ricordare che negli anni tuoi c’era il maestro e si faceva il girotondo, e negli anni miei le grandi novità erano i regoli e le lavagne verdi, è un bellissimo viaggio nei viali della memoria, ma non ci porta da nessuna parte.
    Mi spiace suonare cinico, ma già oggi il tempo per “vivere l’età più bella” giocando e divertendosi lo hanno solo i bambini del terzo mondo. E voglio credere in un domani in cui il terzo mondo nemmeno esista più… cosa resterà del nostro concetto di infanzia? Credo poco, davvero molto poco.

    Serve indubbiamente una scuola che non opprima, che lasci spazio alla creatività e che non venga vissuta come una prigione. Ma occorre rendersi conto che “meno scuola” è solo un’illusione nostalgica. La scuola costituirà per intero o quasi la vita delle prossime generazioni di bambini, questo è da darsi per scontato. Per questo dev’essere della massima qualità e per questo è, a mio modestissimo parere, un tema urgente e fondamentale.

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  6. probabilmente hai ragione hacksaw

    ma forse allora occorre ragionare in termini di «investimento» globale nella formazione, e riguarda tutti, dato che in pensione non ci si va più

    vedremo, ma l’andazzo è quello di segare sempre più la spesa sociale, quindi la scuola pubblica non ha speranza, è un malato anemico che cercano di curare con un salasso

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