Donne sull’orlo di una crisi di nervoso

E c’è quello strano stato d’animo, quello lì: il nervoso. Che non è ansia e non è tristezza, ma un misto dei due frullati insieme, ma frullati male, e come tutti i frullati mal riusciti ti resta sullo stomaco. Che è voglia e desiderio di fare qualcosa di nuovo, ma anche la paura di farlo, perché finché non ci provi non fallisci, e tu soprattutto non vuoi fallire. Che è noia per quello che sei, ma anche disagio perché non sai se vuoi davvero diventare qualcosa d’altro.

E allora non è ansia e non è paura e non è tristezza, ma quel nervoso stupido che ti fa perdere la concentrazione quando ti serve, e fare errori su cose banali che fai sempre senza pensare, ma oggi ci pensi e paffete, le sbagli e poi ti dai della cretina perché le hai sbagliate. Ma le sbagli apposta, come direbbe Freud, perché cerchi conferma che tu le cose non le sai fare, e quindi è meglio che quelle nuove e più complicate tu non le faccia proprio; però allo stesso tempo t’incazzi, perché il tuo inconscio, ‘sto stronzo, lo sa che invece le cose le sai fare e stai cercando di imbrogliare solo un po’. E in questi casi l’inconscio è proprio inconscio e schizofrenico, come un arbitro che faccia il fallo e poi si fischi da solo.

E’ bastardo, il nervoso: fa venire i nervi, eh.

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