LIM, scuola digitale e soluzioni a costo zero

Sono stata pochino sul blog, in questi giorni, perché stavo studiando il modo per digitalizzare una classe a costo zero. L’ho trovato.

Ah, se qualcuno conosce il Ministro Profumo, glielo dica. Che magari risparmiamo un sacco di euri per i tablet e partiamo più velocemente con le classi digitali. Ciao.

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21 pensieri su “LIM, scuola digitale e soluzioni a costo zero

  1. Bella idea! Ma non é troppo digitale questa scuola oggi? Parecchi anni fa ricevetti un complimento da alcuni insegnanti svedesi perché nella nostra scuola insegnamo ancora come si dimostra il teorema di Pitagora. Forse esagero? Ma quella volta mi sono sentito contento.

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  2. Francamente mi piaceva di più quando scrivevi i tuoi schemi grammaticali alla lavagna e ragazzi dovevano copiarseli sul quaderno.
    Lo so anch’io che è un mezzo diverso per trasmettere i concetti della materia ai ragazzi.

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  3. Io abolirei anche le LIM, per ridurre ulteriomente il costo. Io per esempio la LIM non la uso (vabbe’, non ce l’ho 🙂 ma non la comprerei – basta una penna grafica), con un pc e un collegamento in rete ce la caviamo lo stesso. E usiamo solo software open.

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  4. Non è che una delle tante applicazioni del cloud computing. Non è rivoluzionario. E non mi pare sta gran scoperta.

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  5. ” …e ho detto a tutti i miei alunni di farsi una casella mail su Google.”

    …ossia, gli studenti medioinferiori di Spinola hanno tutti il computer e internet, almeno a casa.

    ciò mi fa molto piacere, quando sono andato via io in italia c’erano ancora bambini poveri.

    finisce che aveva ragione berlusconi: i ristoranti sono pieni, ogni decenne è connesso, la crisi non esiste, e nemmeno la povertà.

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  6. @ricco&spietato: tutti gli alunni delle mie tre classi delle medie hanno internet a casa. Molti anche il tablet e lo smartphone. Forse però bisogna che tu ridefinisca un po’ la tua idea di “povero”. Ormai almeno da noi in Veneto tutte le famiglie degli alunni, compreso quelle degli stranieri, hanno pc e ADSL, altrimenti non avrei nemmeno proposto un sistema del genere. Sono famiglie di operai, piccoli artigiani, mica ricchi.

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  7. io la ridefinisco spesso, la mia idea di povero.

    nella prossima revisione, che parte adesso, farò ogni sforzo per includere: contratto di lavoro -> conto in banca -> contratto di affitto -> contratto telefonico -> adsl -> xp o superiore (dubito che il cloud giri su win98)

    e – senz’alcuna ironia – mi fa piacere se in italia quanto sopra è oggi ciò che ernesto guevara avrebbe chiamato “il guerrigliero più lento”

    …no, perché io sapevo che la scuola dell’obbligo deve essere PER TUTTI.

    …magari devo ridefinire anche la mia idea di “scuola dell’obbligo”…?

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  8. Google Drive è uno strumento potente ed economico; purtroppo in molte classi ci sono ancora una ristrettissima minoranza di alunni che non hanno un PC connesso a disposizione, ed il rischio emarginazione è molto presente.

    Però è giusto insistere, perchè una delle missioni che il Codice dell’Amministrazione Digitale assegna alla Pubblica Amministrazione è quella di essere di traino per la diffusione delle nuove – si fa per dire – tecnologie.

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  9. @ricco&spietato: la scuola dell’obbligo è per tutti. Infatti prima di proporre questo sistema mi sono informata se tutti a casa avevano la connessione internet. Mi han risposto tutti di sì. E ti assicuro che nessuno ha un pc con dentro Windows98. Quindi esattamente la tua polemica su cos’è? Mi sfugge…

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  10. Lungi da me generalizzare o criticare la categoria. Per l’esperienza che ho avuto, e che tuttora vivo tramite i miei due figli, mi sembra che nelle scuole convivano situazioni molto differenti. In generale ho trovato culturalmente più moderne le medie insieme agli istituti tecnici, molto meno i licei. E siccome da noi l’innovazione è lasciata all’iniziativa e alla buona volontà dei singoli, questa dipende molto anche dall’età media degli insegnanti, che in generale è più avanzata nei licei. Può essere, però, che Venezia non faccia testo.

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  11. la polemica non c’è. se ci fosse, sarebbe rivolta alla opportunità di trasmettere nozioni basiche attraverso un insieme di macchine, che comunque non è accessibile a tutti, né è garantito sempre, per sempre e dappertutto.

    un po’ il buon vecchio “imparare le divisioni anche se esiste la calcolatrice”.

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  12. @Ricco&spietato: Non credo che il paragone con la calcolatrice abbia molto senso, però. L’analisi logica, l’analisi del testo la imparano con i vecchi metodi e sono sempre uguali, anche se si usa la LIM . Il sistema del cloud velocizza solo il modo di condividere i materiali e gli appunti. C’è, funziona, perché non imparare ad usarlo? è come se dentro un ufficio commerciale il direttore del personale pretendesse che gli impiegati usassero ancora le schede compilate a mano, possibilmente con un pennino d’oca.
    Quanto al garantirlo dappertutto, io intanto lo garantisco gratis alle mie classi. Spiegami, sarebbe meglio se finché non si può garantire a tutti gli studenti in ogni classe non si facesse nulla?

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  13. …per carità… tu sei la professionista.
    io non ho figli e, per quanto mi riguarda, so fare le quattro operazioni e so scrivere a mano in stampatello e in corsivo (per quanto confesso di fare un po’ di fatica ormai)

    fate, fate.

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  14. Il prof di matematica di mio figlio (1 media) ha avuto la tua stessa idea, ma usa Dropbox. Rispetto a Google Drive, Dropbox ha anche l’applicazione che funziona in Linux.

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