I giorni

I giorni in cui ti alzi e pensi che la tua insegnante di biologia aveva tragicamente ragione: le ossa sono circa 203, e ti fanno male tutte.

I giorni in cui ti guardi allo specchio, i capelli sembrano un Mocio Vileda dopo il risciacquo e sotto gli occhi non hai due borse, hai due bauletti della Louis Vuitton.

I giorni in cui apri il telefonino per controllare gli sms, non ne trovi nessuno, il che conferma quello che ti aspettavi già, ma ti chiedi perché quella che deve mandare sms e preoccuparsi di come stanno gli altri per prima devi essere sempre tu.

I giorni in cui incroci le dita perché la macchina parta, il pc non si impianti, il microonde del bar che scalda i cornetti non sia in sciopero, perché notizie così non le reggeresti.

I giorni in cui schivi i colleghi perché persino dire un buongiorno a quelli simpatici è uno sforzo, e no.

I giorni in cui tutto questo grigio ti schianta.

I giorni in cui non ne hai proprio voglia, no, ma poi vabbe’, lavori.

I giorni normali, insomma.

10 pensieri su “I giorni

  1. e non c’è nemmeno il disclaimer questo è un racconto di fantasia blablabla.

    …questa donna c’ha qualcosa, me sa.

    chi la conosce coccolatela, che gli altri c’abbiamo voglia di badilate di cultura, più che altro.

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  2. Così mi sentivo già Lunedì… e poi poco per volta è passato.
    Passa sempre…mi faccio aiutare un pò dalle amiche, una buona lettura, qualche camminata in campagna, la radio a tutto volume (anche x per coprire le grida dei vicini) e poi guarda la faccia di Brad Pitt nella locandina di Inglourious Basterds (di Tarantino) e me la rido!!!

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  3. Questa cosa di «ti chiedi perché quella che deve mandare sms e preoccuparsi di come stanno gli altri per prima devi essere sempre tu.» è un segnale…

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