Il detersivo delle coscienze

Ci sono, ci sono sempre. Quelli per cui non sei un’amica, un amore, neppure una conoscente, in fondo. Per loro sei una cosa, una sola cosa, e precisa. Sei il flacone di detersivo delle lavanderie a gettone. Arrivano da te quando hanno da lavare i loro panni sporchi, i loro sensi di colpa irranciditi, le anime piene di macchie e i fazzoletti grondanti di lacrime per i rimpianti. Hanno da fare bucati infiniti, ritirano fuori maglioni e camicie di vent’anni prima, vestiti fuori moda, lenzuoli e biancheria impresentabile.

E ti usano così, come un detersivo a poco prezzo, come un ammorbidente gratis, per pulire tutto quello sporco che improvvisamente si sono accorti di avere accumulato addosso e sui vestiti. Lo lavano, si lavano, e tornano fuori puliti e bianchi, una lavagna pronta per essere riscritta daccapo.

E ti lasciano lì, mezza vuota, sullo scaffale della lavanderia, perché hanno finito il bucato e il detersivo non serve più.

6 pensieri su “Il detersivo delle coscienze

  1. Tristezza infinita questo scritto! Ci sono persone però che sanno apprezzare, amare e sentirsi affini anche a distanza. A volte non è necessario conoscersi personalmente o frequentarsi per capire che si è vicini a livello mentale. Sarà una magra consolazione, ma per me questi sono “”panni”” che non hanno bisogno del detersivo altrui.
    Cura ut valeas!

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  2. Ad essere sempre disponibili, nell’amicizia, nell’amore, nel lavoro e nella vita in genere, si paga sempre un prezzo superiore alle proprie tasche. Non ci si deve mai aspettare che qualcuno ti dica grazie o ti faccia un gesto di gratitudine. Questa é una regola che per noi “sempre disponibili” non riusciamo mai ad accettare.

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