Berlusconi, Santoro e la politica dei vecchietti al bar

Non venite qua a cercare una recensione, un parere o un riassunto dell’epico scontro Berlusconi Santoro (con il cameo di Travaglio) tenutosi ieri sera. Non lo posso dare perché non ne ho visto un solo fotogramma.

Non solo perché tutti e tre i personaggi mi stanno passabilmente antipatici, e mi hanno sempre innervosito, ma perché ormai li trovo interessanti come i vecchietti che nei bar, un tempo, passavano le giornate a discutere sulla campagna di Russia.

C’erano ruoli fissi in quelle discussioni, stabiliti a priori: il reduce apolitico ma provato, che si lamentava dei patimenti sofferti con grande pathos, anche se non era mai chiaro di cosa fosse reduce di preciso, perché poi i particolari storici non coincidevano mai, e c’erano persino forti dubbi per la Russia fosse effettivamente partito; l’antifascista convinto fino al midollo, sedicente ex partigiano, che dai suoi racconti sembrava aver liberato il Nord dai Nazisti da solo, anche se nessuno al paese ricordava di averlo mai visto uscire dall’aia della sua fattoria durante l’occupazione, e poi l’ex fascista che continuava a difendere Mussolini, con i triti argomenti che almeno all’epoca i treni arrivavano in orario e poi il Duce era bravo ed a fregarlo era stato il suo entourage. Discussioni infinite, che non servivano mai né a chiarire qualcosa, né a stabilire torti e ragioni, ma solo a rassicurare i partecipanti di esistere ancora, ed illuderli di essere stati protagonisti di qualche evento storico epocale.

Attorno, nel bar, pochi li filavano, anzi quasi nessuno, perché tutti avevano di meglio da fare: ordinare il caffè, pensare al lavoro, comprare la brioches per i pupi che andavano a scuola. Seguivano le discussioni e partecipavano parteggiando ad esse solo gli altri vecchietti, pensionati, pressappoco coetanei, che non avevano altra occupazione salvo alzarsi verso le undici per andare a controllare i cantieri attorno, fissando gli operai che lavoravano agli edifici in costruzione. Cantieri e discussioni sul passato erano gli unici eventi della loro vita, ormai consumata e priva di fatti.

Gli esperti di comunicazione scrivono stamattina che Berlusconi ha vinto il confronto, e grazie all’intervista di Santoro prenderà di nuovo valanghe di voti. Perché è un grande comunicatore ed ha messo nel sacco gli avversari. I quali, peraltro, ho il dubbio che abbiano sempre puntato, dacché esistono, non tanto a colpire Berlusconi, quanto ad accreditarsi nel ruolo di suoi Acerrimi Avversari, per campare sul fascino che questo dona loro presso certe fasce di elettorato.

Non ho guardato il confronto Santoro/Berlusconi/Travaglio perché i tre mi sembrano ormai come i tre vecchietti che discutevano della Campagna di Russia al bar: tre vecchietti, appunto, ormai prigionieri delle loro senili ossessioni, che parlano dello stesso argomento non per venirne a capo, ma per convincersi di essere stati il centro del mondo e di esserlo ancora.

Se in questo paese siamo costretti ancora a guardarli e a sorbirceli, non è perché Berlusconi è un grande comunicatore, e Santoro e Travaglio due grandi giornalisti: è perché siamo un paese in cui la maggioranza è formata vecchietti da bar, che godono anche loro a rivangare la campagna di Russia. Per sentirsi vivi.

20 pensieri su “Berlusconi, Santoro e la politica dei vecchietti al bar

  1. Era evidentissimo che qualcuno aveva venduto la partita, pur di assicurarsi l’ audience. A modo loro hanno vinto sia Berlusca che Sant’ oro. Hanno vinto tutti e due, a modo loro. Ed hanno perso i cittadini. Non si fa così il giornalismo. Sembrava di essere al Bagaglino. Si, uno spettacolo preconfezionato per accontentare le opposte tifoserie. Meglio il Bagaglino vero, a questo punto. In ogni caso, una trasmissione televisiva non può resuscitare chi politicamente è morto.

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  2. Neanche io ho guardato il confronto. Un po’ perché mi viene l’orticaria a guardare Santoro/Travaglio, un po’ perché non ne posso più di vedere Berlusconi (anche se ad oggi somiglia sempre più a Renato Balestra da quanto è tirato). Il fatto è che in Italia vediamo la politica come il calcio: chi sta per Berlusconi lo considera un grande statista (che non è); chi sta per Santoro/Travaglio li considera come dei grandi giornalisti (cosa che non sono). Ed ecco creato il dualismo, che si fonda su una fede a priori e non su una valutazione oggettiva delle forze in campo. Che tristezza…

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  3. “non tanto a colpire Berlusconi, quanto ad accreditarsi nel ruolo di suoi Acerrimi Avversari, per campare sul fascino che questo dona loro presso certe fasce di elettorato”

    Ah, splendida! Analisi fulminante, da incorniciare.

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  4. Pingback: La TV e lo share – L’ultimo scoop di Sant.Berlus e le sorti dell’Italia « Il blog di Ponterosso

  5. …tutto vero, ma resta il fatto che poi questo condiziona le scelte dei cittadini , senza offrire strumenti per capire che fare. Il fatto macroscopico su cui riflettere sono i milioni di cittadini che guardano , obbligati a fare solo la parte dello spettatore, ma usati per lo share ( che significa condivisione passiva ) in pubblicità….Quindi concordo con l’analisi ma credo che sottovaluti l’uso che si può fare anche dei “vecchietti al bar” …se tutta l’Italia diventa un bar.

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  6. quindi ti sei persa il siparietto “chi è più zelig”. peccato uno si riferisse al film di woody allen, mentre l’ altro al programma di cabaret in onda sulle sue reti.
    meglio di totò e peppino qualcuno ha detto, ma chi fosse realmente la spalla dell’ altro difficile a dirsi.

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  7. Condivido, sottoscrivo e mi complimento.
    Me lo sono evitato anch’io lo spettacolo del comico e la sua spalla (decidi tu a chi assegnare i ruoli). Del resto sono anni che si sorreggono, l’uno senza l’altro sicuramente si sentirebbero perduti. La cosa più ridicola, comunque, è il chiedersi chi ha vinto: non poteva che vincere che B. dato che tutti ne avrebbero parlato.

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  8. Sicuramente il vero giornalismo non si fa facendo il tifo per qualcuno, o chiedendosi “cui prodest?”, o criticando qualcosa senza averla vista, però.

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  9. Spero che l’idea che lasci trasparire di un B. ormai finito (magari con tutt il suo establishment) sia profetica. … purtroppo temo che, un po’ per il caratteri di molti italiani, un po’ per lo sforzo immane che B. & C. stanno facendo, un po’ perchè il pd è autolesionista elettoralmente parlando, un po’ perchè tutti sono stati tartassati da monti, B. lo rivredemo e segnerà ancora significativamente la storia mediocre (sigh!) di questo paese

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  10. Io che l’ho guardato, il “confronto”, ho pensato la stessa cosa. Non solo per la tipicità immobile e sterile delle parti, ma anche per il loro stesso atteggiamento. C’è stato un particolare momento in cui senza motivo apparente i due più anziani si son scaldati improvvisamente; ho twittato qualcosa come “i vecchi che si arrabbiano improvvisamente con altri vecchi al bar”.

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