L’agenda Vaglio

Tutti pubblicano agende. Perché io no?

Qualche idea sulla scuola. Qui.

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8 pensieri su “L’agenda Vaglio

  1. Sono andato a leggerlo, Galata. Nel complesso sono d’accordo, a parte qualche dubbio sul primo punto. Solo una modesta critica: troppo lungo, ti esprimi benissimo ma devi essere molto più sintetica perchè sull’internet le persone non hanno pazienza

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  2. Se non hanno pazienza, Diego, che leggano solo Twitter. Non è che si possano sempre liquidare gli argomenti in due battute. È una delle cose che la scuola deve allenare è proprio la capacità di mantenere l’attenzione.

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  3. Ho ricominciato quest’anno a fare l’insegnante dopo tre anni e sono d’accordo praticamente su tutto!
    Applaudo entusiasticamente alla parte sul digitale (che come insegnante di matematica e fisica tutti paiono pensare che dovrei esserne grande fan, e invece io sono un gran sostenitore di carta penna e cestino della carta straccia).
    Parziale disaccordo sui professionisti-professori, almeno in certi casi: avere un “vero” ingegnere che insegna tecnica delle costruzioni, o un “vero” fisico che insegna elettromagntismo secondo me è utilissimo. Ma si tratta di un dettaglio.

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  4. Sono d’accordo su quasi tutto, sopratutto sulla forma, ma anche sulla sostanza. E parlo da genitore. Putroppo concordo anche sulla conclusione…

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  5. Molto d’accordo sullo scheletro di base e su parecchia della carne. La questione del cartellino, lo sai, è un filo più complessa (il problema non è introdurlo, noi ce lo abbiamo da dieci anni, per esempio, ma renderlo legalmente esigibile, cosa che esula dalla riforma della scuola per andare sulla funzione pubblica).
    E sui professionisti, se da un lato credo anche io che debbano essere controllati, dall’altro non li vorrei con contratti a progetto: succede già nei serali regionali, ora, e sostanzialmente non funziona (oltre ad aprire la porta, sempre per questioni del diritto del lavoro, al fatto che si potrebbero buttare in classe persone che non sono state selezionate da pubblico concorso, come da Costituzione). Certo, come per il cartellino, si potrebbe inserire nell’Agenda la derapazione totale di tutta la legislazione del diritto del lavoro e pubblico, ma tutto sommato non è la via migliore, anche perché viceversa sarebbe molto opportuno che i professionisti fossero soggetti alle stesse leggi di assunzione e poi di diritto del lavoro degli altri colleghi. Certo, basterebbe inserire una norma per cui i professionisti che insegnano a scuola hanno un accesso differenziato alla pensione, ma sospetto che non sia possibile. Però, per esempio, si potrebbe iniziare inserendo anche per la scuola la norma universitaria del part-time obbligatorio per i professionisti: meno pensione, dunque maggiore passione per accedere al ruolo, e anche il riconoscimento che ci sono dei giorni in cui il professionista, facendo un altro lavoro, per l’appunto non è a scuola. Ma legalmente, ed essendo pagato dunque meno.
    Magari fosse possibile. Ma chi sa se mai…

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  6. “…È una delle cose che la scuola deve allenare è proprio la capacità di mantenere l’attenzione”.
    Inoltre la scuola deve insegnare ad accettare le critiche.

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