L’indipendenza della donne e il parroco di S. Terenzo

Ora ci sarebbero tanti modi di rispondere a Piero Corsi, parroco di S.Terenzo presso Lerici, che ha esposto nella bacheca della chiesa una lettera (manco farina del suo sacco, si tratta di un post riciclato da Pontifex) in cui invita le donne a fare autocritica, perché se vengono ammazzate o riemepite di botte da parte di mariti e stalker assortiti la colpa è loro.

Sono loro infatti, sostiene il parroco, che provocano e si sono allontanate dai loro doveri: vanno in giro in abiti succinti, non fanno più le sguattere in famiglia lasciando le case sporche e servendo piatti freddi o comprati al primo fast food, amano la biancheria provocante che occhieggia dalle vetrine dei negozi del centro, quelle di fronte alle quali i poveri uomini devono passare di corsa senza osare alzare gli occhi per evitare di arraparsi e stuprare la prima povera disgraziata innocente che incontrano.

Ci sarebbero tanti modi, dicevo, il primo dei quali sarebbe chiedere al parroco perché odi tanto non le donne, ma soprattutto gli uomini, che dalla sua lettera (o meglio dalla lettera che ha condiviso, perché manco è capace di scriverle da solo, ‘ste cose) vengono descritti veramente come una razza inferiore e subumana, porelli: così stupidi da non essere in grado, per esempio, di prendere una scopa in mano e pulirsi casa da soli, passare del tempo con i pargoli che hanno messo al mondo o accendere un microonde per scaldarsi un pasto; per non parlare delle evidenti turbe sessuali di cui soffrono, se basta loro la vista di un manichino in reggiseno nella vetrina di una boutique del centro per perdere il controllo dei loro istinti.

Ci sarebbero infiniti modi di rispondere al parroco insomma, soprattutto chiedendosi come può un sacerdote del genere essere messo a capo di una comunità, dato che è evidente che non ha la più pallida idea di come giri il mondo e funzioni una famiglia, e non gli passi neanche per il capo che i pasti freddi e i figli lasciati per ore da soli al pomeriggio non siano dovuti al fatto che le madri (o meglio, entrambi i genitori) sono dei disgraziati, ma che entrambi lavorino fino a sera perché senza due stipendi non si arriva a fine mese, e non esistano strutture che li aiutino nella fatica di tenere in piedi anche una famiglia.

Ci sarebbero infiniti modi di rispondere, quindi, ma forse il più sensato è quello di riprendere un passaggio di quella delirante lettera, quello in cui dice che le donne se la vanno a cercare la violenza perché “cadono nell’arroganza e si sentono indipendenti”. E dire al parroco, e a tutti quelli che la pensano come lui; cari, non è che “pensiamo” di essere indipendenti. Lo siamo. Fatevene una ragione e basta.

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20 pensieri su “L’indipendenza della donne e il parroco di S. Terenzo

  1. In realtà bisognerebbe prendere una posizione che aiuti a porre fine a questa inconcepibile ingerenza della chiesa nei cazzi altrui.
    Tipo nella gestione familiare, di cui loro non hanno alba.
    Io, per esempio, sono iscritto all’UAAR 😉

    (E non venitemi a dire che no, ma è un caso isolato, etc etc… non ho ancora sentito la curia o altri preti prendere le distanze da quel CANE)

    Devono farsi una ragione anche del fatto che i tempi sono cambiati.
    Non solo le donne, ma anche i cervelli di sempre più gente si stanno svegliando fuori.

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  2. Condivido ed apprezzo. Segnalo il caso del prete di Reggio Calabria, collaboratore del Vescovo, che , intercettato mentre parla con un mafioso, dice cose più pesanti e sconvolgenti di quanto scritto dal parroco di San Terenzo, ma a Reggio Calabria il clima di generale omertà è tale che non si avverte nessuna reazione o condanna. Sandro Vitale .

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  3. Io da qualche tempo mi sto chiedendo se ci sia modo di intervenire per fare chiudere Pontifex perché «Freedom of speech is one thing. But freedom to hate is another.».

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  4. @cristian: in generale la censura non è una buona idea, meglio che le cose escano e siano visibili e che ci sia una risposta con lo stesso mezzo, come sta succedendo.
    pontifex fa un ottimo servizio, se non ci fosse bisognerebbe inventarlo: rende esplicito e visibile il lato più retrivo e impresentabile della religione.

    e poi, come fa uno a dirsi cattolico e non vergognarsi di avere questi dalla sua parte?
    il fatto che resti in piedi dimostra quanto sia marcia e malmessa la chiesa, se fossero più furbi gli avrebbero già staccato la spina, almeno mediaticamente.

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  5. @Lara, guarda, capisco la questione della censura. Capisco pure che gli articoli di Pontifex si commentino da soli e sono per altro sicuro che ci siano un sacco di cattolici pronti a prendere tanto da Pontifex che da quel parroco.

    Quale sia la cosa migliore da fare oltre che fare della sana controinformazione (esiste già chi lo fa: http://pontilex.org/) non lo so.

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  6. Suvvia, l’illuminato parrocco in fondo ha ragione: se tu mi provochi io non posso esimersi dall’usare violenza .
    Ecco, fate in modo che quel omucolo non mi passi vicino perchè io mi sento molto , molto ed ancora molto provocato dalle cazzate che spara e non potrei esimermi dal riempirlo di sonori calci nel culo . Ma nel nome del Signore naturalmente !

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  7. La corruzione dei costumi, il novello Marziale ci da dentro, ma vale poco ricordar le virtù della Repubblica ossia dei bei tempi andati. Tanto per fare un esempio il periodo Vittoriano, in Britannia, produsse una società molto educata, pudica all’eccesso (si coprivano le gambe dei tavoli per decenza!), ben vestita e curata eppure tremendamente repressa che aveva bisogno di trovar sfogo in un quartiere malfamato, pieno di prostitute e di teatri frequentati da ricchi e poveri dove era possibile bere, far sesso e giocare a volontà; ma soprattutto produsse Jack the Trip e non mancarono in quel tempo gli emuli.

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  8. attenzione perchè, seppur in modo meno cafone, «quel» pensiero, cioè che il mondo va male perchè le donne non sono sottomessi angeli del focolare, è abbastanza diffuso, e non lo è solo fra anziani bigotti, ma anche fra maschi giovani, e non solo giovani rozzi e incolti, ma anche persone capaci in cui l’ideale del turbocapitalismo globalizzato si incardina anche con il disprezzo per ogni idea progressista

    quel parroco è solo una voce quasi comica, ma il pensiero cupamente reazionario che rende manifesto è molto ben stratificato e diffuso e anche alleato con certe concezioni socioeconomiche

    io credo che se ha scritto così, sulla porta di una chiesa di un posto neanche famoso per essere un covo di reazionari (il comune di lerici è da sempre governato dalle sinistre), è perchè ha pensato che tanti, sotto sotto, la pensano così

    insomma, io non rubricherei la faccenda fra gli eccessi comici; anche dentro la chiesa, le voci progressiste sono da sempre in minoranza netta, anche se ci sono, ma la «maggioranza silenziosa» è sempre pregna di mentalità reazionaria

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  9. Ciao Galatea,
    ho sentito questo paragone che mi sembra “ad hoc” per chi dà la colpa degli stupri e assassinii nei confronti delle donne (femminicidio è un termine pessimo) alle donne stesse: il proprietario di una villetta in campagna deve assumersi la responsabilità nei confronti dei poveri ladri che gliel’hanno appena svaligiata.
    In fin dei conti, che colpa hanno i ladri se lui li ha provocati costruendosi una villa magari isolata in mezzo alla campagna?
    Ivan

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  10. @diego: io non lo prendo affatto sottogamba quel pensiero. Di idioti convinti che il mondo vada male perché noi donne pretendiamo di essere trattate come esseri umani e non più come schiave è pieno ovunque. Vi risparmio i commenti che ho bloccato e che volevano ribattere a questo post. Un campionario di reazionari imbecilli. Anche se abbastanza giovani.

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  11. pero’ dei bei commenti “reazionari imbecilli” sarebbero interessanti da leggere. perche’ bloccarli?
    per i poveri minus habens e’ pur sempre un palleggio logico … magari riescono a fare qualche passo avanti.

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  12. la libertà di espressione è la cosa più bella e importante del mondo.
    ma nulla ha a che vedere con la libertà di sparare cazzate.

    1- giusto per informazione: l’80% circa dei femminicidi è da attribuirsi a mariti, fidanzati o ex. ergo le poverette avrebbero potuto vestirsi anche con uno scafandro da palombaro, in realtà gli assassini operano per motivi differenti.
    2- lo pseudo sacerdote ha risposto a domanda di un giornalista che gli seriamente chiedeva approfondimenti sulla sua intemerata (cito testualmente):

    sac – Lei come reagisce davanti ad una donna nuda?
    giorn – Ma cosa c’entra, scusi?
    sac – (accavallandosi) Lei come reagisce davanti ad una donna nuda? Ci pensi! (click)

    e a noi maschietti questo individuo fa fare una bella figura di merda, dipingendoci tutti come dei biechi erotomani con la lingua penzola alla Fantozzi a masturbarci selvaggiamente appena vediamo dieci centimetri di pelle femminile, o come talebani di ferro che non possono resistere davanti ad una donna che non abbia il burqua.
    continuo ad esser convinto che il problema dei femminicidi continui da secoli ad essere la paura di essere o di poter diventare CORNUTI.

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  13. Leggo oggi che il parroco in questione avrebbe deciso di lasciare la tonaca, anche in virtù del fatto che il suo vescovo – pare – gli ha fatto una lavata di capo di proporzioni bibliche (dovuta forse più al fatto che la chiesa si è svuotata di maschi e femmine). Ma sembra che, al di là di tutto, il suo pensiero rimanga quello.
    Io ho visto più uomini indignati di essere trattati da maniaci sessuali incapaci di comunicazioni non violente.
    Alla fine anche quella diventa una scusa. Gli uomini si controllano benissimo e senza tutte queste difficoltà nella loro regolare eterosessualità (che poi a questo punto mi chiedo cosa ecciterebbe un omosessuale, visto che sempre uomo è dovrebbe avere reazioni inconsulte nei confronti di altri uomini. OOps, sarà mica quella la paura degli omofobi???). Avendo avuto relazioni (poche, ma evidentemente buone) con uomini totalmente rispettosi, mi chiedo perché invece non favorire un’educazione di maschi e femmine improntata alla conoscenza delle reciproche diversità e al rispetto. Ma poi alla fine mi rispondo da sola: se succedesse questo, chi avrebbe il potere di controllarci tutti, maschi o femmine che siamo?

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  14. @roberto: no, ma a chiamarli “reazionari imbecilli” li sopravvaluti: io quando un commento ha un minimo di logica e di argomentazione lo faccio passare. Ma quelli che da ieri cercano di postare commenti (sono due attualmente) son proprio solo dei poveri disturbati. Ve li risparmio e mi risparmio anche io la fatica di dover approvare i deliri di questi poveri idioti.

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  15. @lara come: tu dici: “pontifex fa un ottimo servizio, se non ci fosse bisognerebbe inventarlo: rende esplicito e visibile il lato più retrivo e impresentabile della religione.

    e poi, come fa uno a dirsi cattolico e non vergognarsi di avere questi dalla sua parte?”

    Tutto giustissimo in principio. In pratica, pero’, il mondo e’ pieno di gente che non ha problemi a convivere con le contraddizioni logiche. I cattolici sinceramente perbene pensano che non e’ un problema loro quello che dice pontifex. Ma pensano anche che non e’ un problema loro quello che fa e dice il papa (tipo benedire Kadaga). E continuano a dare l’otto per mille alla chiesa cattolica… Ma non sono i soli. E’ lo stesso atteggiamento mentale di tutte quelle persone sinceramente perbene che a sinistra vedono la macelleria sociale e continuano a votare per il PD.

    E’ triste, ma tante, troppe persone perbene devono essere toccate in prima persona (non trovare un letto d’ospedale per una persona cara, sperimentare la discriminazione ai danni di un figlio omosessuale) prima di svegliarsi.

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  16. Pingback: Andare a cercarsela « Seme di salute

  17. Erri De Luca, Napòlide, pagina 88, capitolo “Donne”: Giovani donne vengono così ammazzate per rabbia d’inferiorità da uomini di scarto.” Ora con questo prete, ammazzate due volte da due uomini di scarto.

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