Gli imprenditori, le segretarie che ci stanno e un paese fatto per le cene eleganti ad Arcore

Sul sito di Alessandro Gilioli, poche ore fa, è stato pubblicato questo post, che racconta la storia di un imprenditore pronto ad offrire un lavoro ad una segretaria purché questa sia disposta, in pratica, ad andare a letto con lui.

La cosa deprimente, persino più deprimente della storia, non è l’ipocrita mail dell’imprenditore, in cui chiarisce alla aspirante segretaria che non c’è nulla di male in chiederle questo extra sessuale, e quindi che non si sogni di sentirsi offesa.

No, sono i commenti in calce al post, in cui alcuni non capiscono assolutamente dove sia il problema: se l’imprenditore richiede come requisito per assumere un lavoratore anche delle prestazioni sessuali non commette alcun reato, anzi, è persino un gentiluomo, in fondo, perché si è premurato di anticipare le condizioni per mail.

L’imprenditore, nella visione del mondo di questi signori, in quanto imprenditore “privato” –  equiparabile ad un vecchio “caporale” o ad un signore feudale al tempo dello ius primae noctis – ha tutto il diritto di ricattare una potenziale segretaria dicendole che non verrà assunta a meno che non sia disposta anche a fare sesso, perché la libertà e la dignità della aspirante segretaria sono tutelate dal suo poter dire “no” all’offerta di lavoro così formulata.

Non si tratta, secondo loro, né di un esplicito ricatto né di una molestia sessuale, al massimo di una mancanza di delicatezza, forse anche un po’ ingenua, da parte di un povero datore di lavoro in perfetta buona fede.

Mi chiedo questi signori che si considerano liberalissimi come la prenderebbero se, presentatisi ad un colloquio di lavoro per un posto di cui hanno disperatamente bisogno, si sentissero domandare esplicitamente dal capo di andare a letto con lui per ottenerlo, o se una simile proposta venisse fatta con uguale simpatica sbruffonaggine alle loro figlie, sorelle, mogli o compagne.

Ma immagino che, coerentemente con quanto scrivono nei commenti, lo troverebbero assolutamente normale, per niente lesivo della loro dignità di persone e di lavoratori.

Del resto se le cene eleganti ad Arcore erano piene di gente un motivo c’era, eh.

8 pensieri su “Gli imprenditori, le segretarie che ci stanno e un paese fatto per le cene eleganti ad Arcore

  1. Primo pensiero, senza mediazione della morale e del raziocinio:
    Uccidetelo.
    Così , senza pensarci. Con la stessa soddisfazione che si prova quando riesci finalmente a spiaccicare una zanzara che ti ha fischiato nelle orecchie per un’ora.

    Lo so, lo so, non si dice, e nemmeno si pensa…ma abbiate comprensione nella stessa settimana leggo questo ed il Berlusca torna tra le palle.
    ..e dice pure che lo fa perchè l’ho chiamato io!
    Scusate , non lo faccio più

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  2. in questi casi mi vergogno di essere: uomo, libero professionista, eccetera. Sono daccordo con Giaipatoi e aggiungo: io fingerei di accettare la proposta, poi, sul più bello salta fuori la sorpresa e la denuncia o la minaccia con richiesta di risarcimento grosso… Ripensandoci ha ragione Giaipatoi.

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  3. In realtà, cara Gala, i pericolosi non sono i deficienti come quello che ha scritto l’annuncio incriminato (poveri emarginati sessuali che delle donne non hanno compreso nulla, una compagine di disperati che si “metonimizza” magnificamente nel buon Paolo Barnard di “Sono andato a puttane”, te lo ricordi?). I soggetti di cui uno dovrebbe veramente diffidare son quelli che si proclamano progressisti, equalitari, tolleranti, democratici, aperti, liberali, emancipati, comprensivi, eccetera, eccetera, ma che alla fine te lo mettono lì e pure senza neanche una goccia di vaselina. E poi, magari, son pure intimamente convinti che li dovresti ringraziare.

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  4. PS Uno che mette un annuncio di quel tipo, o è un idiota, o sta facendo un’indagine di costume, o sta sonoramente prendendo in giro i benpensanti (oppure si tratta della classica bufala giornalista, dato che, quando le notizie non ci sono, le si creano),
    Infatti, con la miriade di (splendide) ragazze universitarie che si prostituiscono spudoratamente, mettendo tanto di inserto sui principali quotidiani, sarebbe bastato che ne avesse contattata qualcuna, sperimentata preventivamente e poi allettata con una proposta di lavoro ambivalente e ben retribuito. Credo che la tizia prescelta in quelle condizioni non avrebbe certo potuto scandalizzarsi. Il tutto, senza peraltro correre rischio alcuno e con sicura garanzia di successo.

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  5. @lector
    Ci potrebbe essere anche un retropensiero perbenista per cui se si venisse a sapere che lui va a troie nel suo giro si farebbe una figura di merda, mentre se si venisse a sapere che ha l’amante segretaria sarebbe una cosa normale e la moglie non direbbe quasi nulla.

    Ti dico, se mai dovessi fare sesso a pagamento, io gradierei farlo con una con le tette rifatte 36E, tacco dodici, rossetto rosso e trucco pesante e vestito leopardato in un letto con lenzuola di seta. Magari il suo fetish e’ farlo con la segretaria bruttina sulla scrivania…

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  6. @–>Mike

    Si, potrebbe essere.
    Ma il mio “pensiero immondo” era che facesse “il sondaggio” una tantum per il “colloquio di lavoro” e poi, effettuata la scelta, il rapporto si stabilizzasse con un contratto a tempo indeterminato. Dunque, nessun rischio di essere tacciato come “puttaniere”. Le studentesse che battono, solitamente, sono tutte ragazze “per bene” e spesso anche “di buona famiglia”.
    Tornando al filo conduttore del post, non mi pare che l’oramai celebre “Maestro” di tanti racconti di Galatea (vedi “Intellighenzia si nasce”), sia un tipo migliore di quello stigmatizzato in questa sede, anche se non si tratta d’un imprenditore, parola che da certi parti viene automaticamente assimilata all’orco delle fiabe.
    Solo che “il Maestro” è un tipo molto ma molto più furbo e scafato nell’arte d’impastoiare i più deboli, sottomettendoli alle proprie voglie.

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