La scuola digitale con i fichi secchi

Oggi sono di là che dico la mia opinione sull’arrivo annunciato dei tablet a scuola e faccio alcune riflessioni su cosa vuol dire “digitalizzare” la scuola a colpi di tablet e basta.

Ci si legge.

8 pensieri su “La scuola digitale con i fichi secchi

  1. Buongiorno Galatea,
    ho provato a lasciare un commento di là ma la registrazione utente al blog dà qualche problema.
    Aggiungerei anche questa considerazione: l’argomento didattica è lasciato alla buona volontà degli insegnanti che , se dotati di buon senso e passione, riescono a trovare la via giusta per arrivare ai cervelli dei ragazzi e quindi a raggiungere un risultato complessivo buono o meno per l’intera classe.
    Questo indipendentemente dalle tecnologie vecchie e nuove.
    Tutti da studenti , penso, abbiamo conosciuto insegnanti dotati di questa capacità comunicativa ( alle volte nel solo nostro rapporto individuale con l’insegnante).
    Sarà possibile trasformare questa magia in un metodo? Considerando le menti eccelse che guidano ministero della PI e Parlamento in genere ne dubito. Qual’è la sua opinione in merito?

    Mi piace

  2. Cara Galatea,
    ancora una volta la tua analisi è spaventosamente puntuale!
    Da “collega” sono pienamente d’accordo con te e non ho nemmeno un tablet… temo che dovrò provvedere e informatizzarmi ulteriormente.
    Spero solo che questa storia dei tablet si trasformi in un’opportunità reale per docenti e studenti e non (come al solito) in un italico sperpero di denaro pubblico!

    P.S.: Ho una chitarra da 15 anni, fa molto arredamento, ma non so farci manco un giro di do. Secondo te con l’iPad imparo?

    Mi piace

  3. Cara Galatea, ho letto l’articolo sull’Espresso ma non l’ho capito. O forse non lo voglio capire. Il ministro ha decretato che ogni studente dovrà avere un tablet? E chi li compra? Di che marca? Invece dei libri, o in aggiunta? Facoltativo o obbligatorio?
    Io un tablet ce l’ho da due anni, e ci vivo attaccata: per andare in rete, per la posta, perché è come una borsa grande e ci metto dentro un po’ di tutto. Ma quando devo studiare, prendo libro, carta e penna.
    Questa mi pare l’idea più idiota che abbia mai sentito, e un modo terribile per spendere i soldi di cui le scuole hanno tanto bisogno.

    Mi piace

  4. Basterebbe dire che la quasi totalità degli edifici scolastici non ha una copertura WI-FI su tutte le aule, e inoltre buona parte degli istituti non è attrezzata di alcun sistema per una navigazione limitata o controllata, o comunque tutelata per gli alunni.

    Quindi avanti il tablet, e poi lo connettiamo… a?

    Mi piace

  5. Mi domando anche io quali possano essere gli utilizzi didattici di un tablet all’interno di un corso di studi generico.
    A me sembra che imparare ad usare un tablet per conoscerne le funzionalita` puo` essere una cosa utile ma non fondamentale.
    E’ come se negli anni 70 in tutte le scuole si fosse insegnato ad usare la macchina per scrivere e la fotocopiatrice: una conoscenza di base ce la si puo` fare da soli e per alcuni corsi di studi alle superiori puo` essere utile imparare ad usare questi strumenti al meglio, ma no e` una cosa da fare genericamente.
    Altra cosa e` di utilizzare questi strumenti per didattica generale, la mia impressine e` che possano essere utili ma non assolutamente necessari, dato che ci possono essere altri strumenti simili. Per poterli utilizzare al meglio bisogna che chi prepara le lezioni sia formato per usarli come strumento didattico, e che conosca i vari meccanismi utilizzabili per fare una lezione. Preparare una lezione con un sistema di e-learning e` cosa diversa da preparare una lezione in power point oppure di fare una lezione usando octave o matlab come supporto.

    Quello per cui un tablet non serve a nulla o quasi e` invece pensare di utilizzarlo per imparare l’informatica. Il tablet non nasce come calcolatore programmabile di utilizzo generico. Se parliamo di usare tablet che usano iOS di Apple usare un tablet per programmare e` di fatto impossibile. Su Android esistono alcuni IDE, e quindi si riescono a scrivere dei programmi, ma per lo stesso prezzo, tanto vale prendere un netbook che ha una tastiera ed un sistema operativo di uso generale.

    Mi piace

  6. Poi sento mia moglie che insegna in un istituto superiore:
    hanno adottato la digitalizzazione del registro.
    Una volta entrava e firmava ora entra accende computer con password, apre browser, carica pagina della scuola, altra password, cerca la sua classe altra pasword……
    Se tutto funziona…
    Nel frattempo gli alunni…..
    Poi come dicevano alcune parti della scuola e’ coperta dal wifi altre no.
    Il tecnico di informatica e’ a part time e quando c’e’ e’ introvabile…..

    Mi piace

I commenti sono chiusi.