Il vecchietto, l’Italia e la patente

La sala d’aspetto della scuola guida è ingorgata di persone. Soprattutto vecchietti, dai settant’anni in su, tutti che borbottano e biascicano maledizioni all’indirizzo delle due impiegate troppo lente e di noi, i “giovani”, che nella loro idea di mondo non abbiamo diritto di star lì e di entrare dal dottore per la visita di rinnovo, perché siamo giovani, che diamine, mica possiamo avere dei problemi con una patente che scade.

Quando la porta si apre, esce dallo studio del dottore un vecchietto, appunto, scuro in volto e incazzato nero:

«Ma, dotòr, nol me la pol rinovar lo stesso

il medico scuote la testa, lo spinge amorevolmente ma con fermezza fuori, e dice, credo per la centesima volta, la frase che sta ripetendo, credo, da mezz’ora: «No, signor Gildo, non posso. Gliel’ho detto, ha il pacemaker e la cataratta e la patente io non gliela posso rinnovare. Deve andare in Commissione di valutazione con un certificato del suo specialista, se glielo fa…»

«Ma mi no posso miga no aver più la patente, mi go da ‘ndare in giro, g’ho la mia vita, mi!»

Il dottore fa finta di non sentire, chiude la porta dopo aver fatto entrare in fretta un altro, e il vecchietto resta in mezzo al corridoio, a guardare l’impiegata.

«Ma figurite se mi no i me rinova la patente! Trovo n’altra agensia, ghe ne cognosso, mi, che basta che ti ghe daghi un tanto e i te fa passare! G’ho la mia vita e g’ho le mie robe, da fare, i me pol miga cavar la patente, a mi!»

E se ne va sbattendo la porta, infuriato.

Lo guardo, assieme all’impiegata, mentre si allontana. E penso che in fondo è una bella foto dell’Italia odierna: vecchietti che non vogliono rendersi conto che il loro tempo è passato, e allora le provano tutte, anche imbrogliando, per continuare a fare ciò che hanno fatto finora.

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11 pensieri su “Il vecchietto, l’Italia e la patente

  1. Bellissimo il lapsus “che *ha* fatto fino a questo momento”, rende ancora meglio l’analogia con un cert’uno…

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  2. Le vicissitudini per la patente da rinnmovare per mio padre furono l’inizio della fine (no, non se n’è ancora andato, fisicamente almeno).

    Anonimo SQ

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  3. La delusione del rifiuto e la presa di coscienza di un tempo che se n’è andato possono fare un grande male ad una persona. Sicuramente lo capite, ma non provate indulgenza per quell’anziano a cui stavano togliendo un ultimo pezzo di vita e che per questo cercava di tenersela ancora petiscali.itr un po’ con le unghie.

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  4. Sono stupefatto nel dedurre, sempre che in questo post ci sia un minimo di realtà autobiografica, che la padrona di casa abbia già compiuto i 28 anni, età alla quale avviene il primo rinnovo della patente. Non mi pare proprio possibile, per cui immagino che sia tutta un’invenzione letteraria.

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  5. Galatea,
    quest’anno ho compiuto 70 anni, quindi faccio parte dei vecchietti e l’anno prossimo dovrò rinnovare la patente anch’io.
    Trovo squallido quel tuo atteggiamento di sprezzante superiorità di cui il post è impregnato e condensato nella frase: “vecchietti che non vogliono rendersi conto che il loro tempo è passato”.
    Tu confondi, volutamente o meno, l’età con l’ignoranza, attribuendo ad un supposto rincoglionimento senile il comportamento tuttaltro che inconsueto del tuo personaggio.
    Non credo che Rita Levi Montalcini, giusto per citare una vecchietta, avrebbe un simile atteggiamento qualora decidesse di rinnovare la propria patente.
    Abbi rispetto per chi è avanti con gli anni, quando ci arriverai (e te lo auguro, maya permettendo) capirai.
    E guardati meglio intorno. Di persone che non conoscono e/o non capiscono le norme e che non si rendono conto di quali e quanti danni può portare a sé ed agli altri il disattenderle ce ne sono di qualunque età.
    Non vi sarebbero altrimenti, ad esempio, tutte le morti dovute a guida in stato di ubriachezza o in preda a stupefacenti.

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  6. @marcello: no, sinceramente non penso sia un problema solo di ignoranza. Mi ricordo che qualche mese fa Margherita Hack si sentì mortalmente offesa e strepitò parecchio perché ebbe problemi a rinnovare la patente, per via dell’età. Non rendendosi conto che si può essere una grande scienziata, ma per guidare una macchina ci vogliono riflessi pronti, e dopo una certa età non ci sono più. Credo che sia brutto dover prendere atto del tempo che passa, e alcuni, anche intelligenti, purtroppo non lo fanno, non rendendosi conto che anche se noi ci sentiamo sempre dei ragazzini non lo siamo più. E trovo che questo paese sia pieno zeppo di vecchietti che non vogliono prendere atto che non hanno più l’elasticità mentale per gestire certe cose, ma si ostinano a volerlo fare. Poi non è solo una questione di età, certo, ma anche.

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  7. Margherita Hack appartiene, a mio parere, alla categoria di coloro che sono convinti di aver sempre ragione e di essere al di sopra dei comuni mortali. Non conosco l’episodio da te citato ma corrisponde pienamente al suo personaggio che, come il tuo, non ammette che vi siano norme che limitano la propria pretesa “libertà”.

    Il fatto di accettare o meno norme che regolano come in questo caso comportamenti a rischio per la propria e l’altrui incolumità è legato a molti fattori, e l’età (intesa come il non voler accettare di essere invecchiati e quindi di avere capacità psicofisiche diminuite) è uno di questi, ma non è né l’unico né il peggiore.

    Hai mai sentito frasi come: “io l’alcol lo reggo benissimo”, “una canna mi rilassa”, “una sniffata di coca mi rende più sveglio e attento”, “mi basta un caffè e guido tutta la notte senza problemi”. Oppure: “questa macchina ha una tenuta di strada eccezionale e posso fregarmene dei limiti di velocità”
    E’ improbabile che tu le senta pronunciare da qualche “vecchietto”, ma appartengono alla stessa categoria del “voglio vivere la mia vita come mi pare”. E troppo spesso la vita, propria e/o degli altri, finisce molto prima di quanto gli interessati credono.

    Bene ha fatto il medico a mettere alla porta il personaggio (probabilmente reale) della tua storia, e mi aspetto ed auguro che sia sempre così.
    Magari l’episodio ti ha particolarmente colpita ma credimi, la stessa persona avrebbe avuto la stessa reazione, o forse peggiore, se 30 o 40 anni prima reduce ad esempio da una grave operazione comportante menomazioni si fosse vista negare in tutto o in parte la possibilità di guidare.

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  8. @Marcello: be’sai Mercello, molto spesso i vecchi cretini sono stati prima giovani cretini. Il problema è che con la vecchiaia anche molti che in gioventù erano passabilmente intelligenti si rincretiniscono parecchio.

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  9. PS – Sono perfettamente cosciente che troppi anziani non si rendono conto di non essere più in grado di guidare come facevano un tempo, ma questo non è di adesso.
    La mente, tranne patogie particolari, non invecchia come il corpo ci si sente in grado di fare ancora cose che alla prova dei fatti non sono più verosimili. Invecchiare consapevolmente è una grossa fatica ma una grossa conquista. Io ci provo.

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