Le zucche vuote di Halloween

Il bar della Clara è un tripudio di zucche. Sogghignano dalle mensole sopra la macchina per il cappuccino, in cima a montagnole di caramelle, mentre orde di bambini si rincorrono allegri fra i tavoli, chi con un cappellino da strega chi sputacchiando in giro falsi canini da vampiretto

«I se diverte tanto, i putei!» sospira Clara, ammiccando a me, mentre con occhio implacabile, senza che nessuno se ne accorga, controlla che i putei non si freghino una sola caramella o un cioccolatino senza pagarli, perché i xè picenini e carini, ma mica la possono approfittarsene, eh.

La festa di Halloween quest’anno la Clara l’ha organizzata assieme al locale asilo e alla scuola elementare. Le maestre sono venute da lei chiedendole se poteva fare da sponsor e offrire il buffet per i piccoli, e lei non ha avuto il coraggio di dire di no, anche perché metà di quei piccoli li ha visti nascere e a momenti nel bar gli ha persino scaldato il latte per il biberon, mentre le madri si prendevano i caffè e i cappuccini.

Ora che la festa è al culmine, le tre maestre del comitato promotore sono in piedi appiccicate a me, al banco, che controllano pure loro l’allegra anarchia dei bamboccini mangiando cioccolatini a forma di zucca, e con addosso pure loro un cappellino a punta da strega.

«Complimenti, è riuscita benissimo la festa!» dico io, che sono là in qualità di quasi zia per controllare non vista Ninni, la mia quasi nipotina quattrenne, perché la sua mamma non voleva farsi vedere lì per non metterla in imbarazzo, mentre io passo inosservata perché nel bar di Clara ci passo così tanto tempo che ormai faccio parte dell’arredamento.

«Sì, sì.» risponde una delle tre, con fare che però si intuisce molto scocciato.

Siccome so, da quanto mi ha raccontato Clara, che è stata una di quelle che ha fatto più pressing per costringerla a metter su tutto quell’ambaradan per Halloween,  il mio vecchio istinto da cronista (una è giornalista per sempre, come i preti) si risveglia, e decido di indagare.

«Non sei soddisfatta?»

«Mah, che vuoi che ti dica… io a fare queste feste per Halloween non sono mica d’accordo…»

«Be’ si capisco, anche io la trovo un po’ ridicola, è proprio una cosa importata dall’America, i piccoli la vedono nei cartoni animati e nei film, per noi non ha molto senso…»

«No, – fa lei, con volto davvero rabbuiato – non è mica per quello! E’ che noi non siamo proprio d’accordo con la festa, è una cosa inquietante, secondo noi, e anche pericolosa! E’ una cosa pagana, quasi un invito alla stregonieria, al satanismo!»

Le altre tre annuiscono, silenziose. Io le guardo per un attimo, e capisco che sono veramente convinte di quanto dicono. Improvvisamente mi ricordo che quando erano giovani erano famose per frequentare i gruppi più bigotti della parrocchia ed ascoltare, nel tempo libero, le trasmissioni più oltranziste di Radio Maria.

«Scusa, ma non ho capito, se non siete d’accordo, perché vi siete fatte in quattro per organizzare ‘sta roba per i vostri alunni?»

Le tre si scambiano uno sguardo assolutamente stupito: «Be’, ma lo sai che la nostra Dirigente scolastica ci tiene tanto che vengano fatte queste attività per gli alunni, e noi siamo dentro il comitato organizzatore delle feste extrascolastiche, potevamo mica saltare Halloween!»

«Eh certo – chioso io – Poi mica potete rischiare di mettervi contro un’idea della Dirigente…»

«Eh già!» fa la prima convinta. «Eh, no!» annuiscono con approvazione le altre due.

Intanto Ninni, che ha mangiato già una caterva di cioccolatini, ma ora vuole assaggiare quelli dentro una zucchetta che si trova sopra il bancone, mi si appende alla gamba, gridando: «Zia, zia!»

La prendo in braccio, le consegno la zucchetta desiderata, che viene svuotata da lei e dai suoi amichetti del contenuto in pochi secondi, e poi abbandonata accanto a me e al comitato organizzatore di maestre preoccupate per il satanismo che si diffonderà fra le giovani generazioni a botte di dolcetti dei morti, ma molto più preoccupate di dire no ad una Dirigente che può creare loro rogne sul posto di lavoro.

Guardo la zucca vuota, guardo le tre maestre bigotte, e penso che fra tante zucche vuote, quella di Halloween è la meno pericolosa, secondo me.

9 pensieri su “Le zucche vuote di Halloween

  1. Mi viene da ridere, a leggere tutta questa preoccupazione della gente per il satanismo che si diffonde con la festa di Halloween. Ricordo molto chiaramente che la prima festa di Halloween a cui ho partecipato era stata organizzata nella mia parrocchia, con il beneplacito del prete. E non mi risulta che nessuno dei partecipanti, a 18 anni di distanza, si sia mai dedicato al satanismo. Un buon numero anzi si è sposato in chiesa e continua imperterrito nel suo cammino di fede. a parte me che son diventata comunista, naturalmente.

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  2. Che tristezza.
    A me Halloween piace; è vero, è una festa importata, ma se venisse importata in toto, nel suo significato sotto la superficie di zucche e dolcetti, sarebbe una bella aggiunta a tutte le bigotterie del 1 novembre.

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  3. Un mio amico sardo sostiene che la tradizione di Hallowen, in cui i bambini alla sera del 31 di ottobre girano casa per casa a chedere dolci e frutta secca, sia una tradizione sarda chiamata “SU PRUGADIORIU”.

    Ma magari stava soffrendo della sindome di pavel chekov

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  4. Ossignoriddio, è proprio il caso di dirlo.
    E rallegriamoci che la Preside non gli abbia chiesto di metter su un campo di sterminio o una cellula terroristica, perché vien da pensare che queste stordite avrebbero organizzato sia l’uno che l’altro, pur di non contraddirla!

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  5. Peccato che i cristiani si scordino sempre una buona parte dei loro meriti, come, per esempio, aver inventato il satanismo; oltre al grande eterno e sempre rinnovato contributo all’ipocrisia. Questa festa “importata” dall’America sta semplicemente tornando a casa in Europa, da dove l’avevano portata a farsi un giro nel nuovo continente gli emigranti e non è che noi italiani non siamo europei, soprattutto nelle nostre festaiole campagne… ma diciamo è sempre tutta roba ‘mericana!

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  6. una sola parola, bellissimo, gustosissimo. ci potrebbero essere dei motivi per dire che hallowin è un’americanata, ma di fronte alla gioia dei bambini, anche di quelli un po’ cresciuti come me, tutto crolla. e’ un’occasione per stare insieme e divertirsi, qualunque sia l’orgine della festa.

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  7. Spero abbiate passato un felice Samahin come me. Ho intagliato zucche come ogni anno e le ho poste sul balcone per spaventare gli spiriti maligni, ma io sono pagana, sono giustificata!

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