La vera prova che Berlusconi è finito

Capisci che Berlusconi oramai è veramente finito quando ti accorgi che ha appena annunciato che non si candiderà di nuovo e a te sembra persino inutile scriverci un post.

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19 pensieri su “La vera prova che Berlusconi è finito

  1. c’è solo una soglia dalla quale non si torna più indietro, per il resto ogni umano congedo è sempre provvisorio, per quanto teatrale sia il saluto

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  2. Fra un po’ commissionerà un sondaggio ai suoi leccaculi di fiducia, quindi tornerà in campo come D’Alema e ci dirà che “E’ la gente che lo vuole …“, omettendo naturalmente il finale:”… morto“.

    (Basta, non se ne può più! Eccolo qui il “Renzi” che ci vorrebbe per tutta sta gente.)

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  3. ottimo lector, la tua alata riflessione sugli assaporatori delle flosce natiche del famoso cavaliere, mi porta ad un ragionamento

    il problema è la scomparsa dei partiti, proprio loro, i vituperati partiti tradizionali (come il vecchio pci e la vecchia dc)

    in passato un segretario di partito non si defilava quando il partito era in ribasso, rimaneva al suo posto, e se si dimetteva non è che scioglieva il partito

    ricordo benissimo il prof. natta, persona degnissima che vidi spesso a passeggio per oneglia, che portò il pci di berlinguer dal 32 al 16% in una sola tornata elettorale, e difatti passò la mano a occhetto, ma senza pensare neanche minimamente di abbandonare e sciogliere il partito

    invece, questi partiti di plastica, questi comitati elettorali (sia che si tratti di renzi come di berlusconi) sono entità senza coerenza, aggregati intorno al roboante leaderismo

    e a me questo non piace, ed è il lascito peggiore di vent’anni di berlusconismo, aver distrutto la politica vera (con i suoi pregi e difetti) a favore dello spettacolo

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  4. @–>diegod56

    Carissimo. Non ho ben compreso se la tua riflessione fosse tutto sommato di rimpianto nei confronti del vecchio sistema partitico, rispetto all’era berlusconiana, oppure di mero sfogo.
    Io non ho questo rimpianto.
    Avrei l’aspirazione che l’elettorato non fosse condizionato da pregiudiziali ideologiche, bensì votasse di volta in volta secondo precisi e seri giudizi di merito nei confronti dei candidati. Ciò renderebbe i nostri politici assai più responsabili delle proprie azioni verso gli elettori e senz’altro più attenti delle conseguenze dei loro atti.
    Oggi, potendo contare sempre e comunque su di uno zoccolo duro disposto ad avallare qualsiasi loro azione, anche la più riprovevole, essi potrebbero venir colti in flagrante nell’atto di sodomizzare la propria madre senza che ciò determini alcuna seria conseguenza rispetto alle rendite di posizione che si sono conquistati.
    In queste condizioni di tutto vantaggio, ne consegue necessariamente che nessuno di “lor signori” sia disposto di buon grado ad abbandonare il giardino dell’Eden nel quale ha avuto la straordinaria fortuna di essere ammesso, accada quel che accada, salvo che “morte non ci separi”. O loro, o noi.

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  5. certamente, caro lector, non ho rimpianto per gli aspetti sbagliali della «vecchia» politica, ma la mia visione personale è che non credo in un rapporto diretto fra opinione pubblica e decisioni politiche

    credo che dei corpi intermedi siano necessari, cioè dei luoghi di dibattito ed elaborazione, di sintesi, di partecipazione che non sia un banale raduno per urlare qualche slogan facile e demagogico

    io credo, e sono decisamente contro corrente rispetto al comune sentire, che i partiti politici siano indispensabili, certamente rinnovati, perchè ci sia una partecipazione ragionata e seria

    purtroppo i partiti sono diventati quello che sono anche per la scarsa partecipazione, anche perchè i cittadini amano brontolare in autobus o al bar, ma poi alle riunioni, agli incontri, non ci vanno, e ci sono quindi i soliti quattro gatti

    siamo noi cittadini che partecipando poco, alimentiamo questo stato di cose che, a sua volta, chiramente, alimenta la nostra sfiducia in un circolo vizioso

    spero di esser stato meno criptico, ottimo lector, comunque discutere civilmente con persone serie come te è sempre un onore e un piacere

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  6. @–>Diego56

    “purtroppo i partiti sono diventati quello che sono anche per la scarsa partecipazione, anche perchè i cittadini amano brontolare in autobus o al bar, ma poi alle riunioni, agli incontri, non ci vanno, e ci sono quindi i soliti quattro gatti”

    Scusa Diego, ma io, per motivi di lavoro, devo purtroppo spesso stare a contatto dei c.d. politici e, a volte, partecipare anche a qualche loro riunione. Ma tu sei consapevole di cosa si parla in questi consessi? Tu credi che si affronti con cognizione di causa i problemi delle persone, delle comunità, delle istituzioni? Tu pensi che ci sia volontà d’informarsi, da parte dei nostri rappresentanti, al fine di poter meglio rispondere alle istanze?
    In tutti questi anni, ho solo visto e sentito frasi del tipo: “Dobbiamo fare fuori questo e quest’altro”; “Ho pronta una bomba, che vedrai domani sul giornale” “Se tu mi appoggi per la presidenza della Bocciofila Longobarda io ti faccio nominare consigliere dell’Associazione Amici del Fungo Prataiolo di Confrancui”; “Bisogna impedire che diventi assessore Vasco Rezando, perché bisogna fargliela pagare sul mancato appalto del vino rosso alla mensa dei bersaglieri” e via di seguito con valanghe d’amenità di tal fatta.
    Prova a partecipare, prova a cercare di portare la discussione su temi seri, su cose che interessano il resto della gente. Verrai immediatamente isolato come un rompicoglioni, come uno che di politica “non capisce un cazzo”.
    Tutto ciò che non porta visibilità o non reca nocumento a un avversario, non viene neppure preso in considerazione.
    Una volta, a un consiglio comunale, un consigliere ha fatto un intervento di quarantacinque minuti deprecando la mancanza del crocifisso in aula. Alla fine della sua requisitoria, s’è alzato un assessore e gli ha spiegato che il crocifisso era stato spostato per posizionare lo schermo di proiezione e, non appena questa fosse terminata, sarebbe stato rimesso al suo posto. Un’altra volta, tutti i gruppi politici sono intervenuti per oltre un’ora, al solo fine di dichiarare la loro adesione alla donazione all’ospedale locale di un nuovo macchinario per la TAC d aparte del comune.
    Le scelte non si fanno nei luoghi di pubblico dibattito, nè nelle sedi di partito. Quelle sono solo specchietti per le allodole. Le scelte che contano le fanno (o le facevano) i soliti pochi (gente conosciuta con il soprannome di “Un tanto a chilometro”, “Toni Matonea”, Mister Cinque per cento, e così via) nelle due stanzette riservate della trattoria “Ragazzi del 99” sul Montello, dove nessuno che non sia del loro giro può entrare, almeno qui dalle nostre parti. E non ti faccio nomi e cognomi perché altrimenti Galatea sarebbe costretta a bannarmi.
    Credimi.

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  7. Quello che non capisco e` perche` non si ritira su uno yacht in compagnia di due putt.., er.. , voglio dire, due “veline” di scorta e non si gode quel poco che gli rimane da vivere.
    Ma dove vuole arrivare?

    Gigi

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  8. Bisogna anche dire che.. e` finito con 7 miliardi di euro, quattro figli, il controllo di una buona parte del parlamento.
    Per essere “finito”, direi che e` “finito” molto meglio di altre persone della sua eta`.

    Gigi

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