Italiani in auto (ovvero scene di delirio quotidiano)

Sto attraversando la strada. Sul passaggio pedonale. La strada è a doppia carreggiata, e proprio all’incrocio centrale del paese, per cui il limite è di 30 all’ora. Passo il primo tratto perché la macchina in arrivo si ferma per darmi la precedenza. Affronto il secondo tratto tranquilla perché la macchina che sta arrivando è parecchio lontana.

Arrivo sul marciapiede, giro e percorro due o tre passi ancora. La macchina che stava arrivando mentre io attraversavo si ferma, la donna la volante tira giù il finestrino, caccia fuori una testa da gorgone inviperita ed inizia ad urlare: «Cretina! Idiota! Attraversi senza guardare! Ma non ti rendi conto che mi stavi venendo addosso, razza di imbecille?»

La guardo, senza capire. Controllo intorno: no, non c’è nessuno, ce l’ha proprio con me.

Non sapendo che risponderle, agito la mano davanti alla fronte, come a chiedere: «Ma sei matta?»

Lei probabilmente medita di scendere e riempirmi di mazzate, ma la fila di auto dietro sta già strombazzando, così si limita a urlare nuovamente: «Idiota, rincoglionita! Per poco non mi venivi addosso! Se mi rovinavi la macchina ti riempivo di botte!»

E io quasi quasi mi faccio un’esame di coscienza, perché giuro che, essendo un pedone, non avevo mai preso in considerazione il fatto che sono le macchine che rischiano di rovinarsi, se ci vado addosso io, eh.

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12 pensieri su “Italiani in auto (ovvero scene di delirio quotidiano)

  1. Tu scherzi. Sai i danni che fa un pedone a un’auto che viaggia a X velocità? La targa, dovrebbero metterci! (son pazzi pure a Roma, confermo. Soprattutto quando cercano di parcheggiarti sui piedi mentre stai attraversando sulle strisce. Capitato un paio di volte)

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  2. Sappia, la signora, che da qualche tempo ha l’obbligo di fermarsi anche se ti vede ferma al bordo dell’altra corsia.

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  3. Non vorrei rinfocolare razzismi vari, ma spesso ho notato come tra le più aggressive siano le donne, specie se alla guida di auto (o più spesso SUV) di grossa cilindrata.
    Comunque ne ho viste di tutti i colori: proprio nella ns città, Galatea, uno che cercando un numero civico e perciò andava piano, essere affiancato e fermato da chi era dietro, e preso a sberle dal finestrino: andava, appunto, troppo piano.
    Credo che anche ci sia molta cocaina che gira (vedi, sempre nella ns città, quel pestaggio dell’automobilista che aveva chiesto strada ai pedoni dello spritz per entrare in casa) e fa compiere follie.

    Anonimo SQ

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  4. Mia nonna soleva andare sempre in giro con un sacchetto di plastica con dentro due piatti nella mano sinistra e una forbicina, tipo quelle per tagliarsi le unghie, nella mano destra.

    I piatti li usava per minacciare gli automobilisti
    quando non si fermavano allo stop, e diciamo che ha sfasciato circa un servizio completo da 20 persone sui cofani, la forbicina invece la tirava fuori se qualcuno le dava fastidio.

    Fortunatamente per lei tutti le davano solo della povera pazza ma nessuno di quelli che si è trovato il cofano fracassato è mai sceso per metterle le mani addosso, io minaccio come lei, sono ugualmente aggressiva specialmente da quando giro con due pargoli, segno le targhe e chiamo i vigili all’istante.

    Gine

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  5. Io quando mi succede, ai passaggi pedonali, che qualcuno prova a non fermarsi, alzo entrambe le mani e indico chiaramente il numero otto.
    La reazione è sempre la stessa: sconcerto.
    Di solito non capiscono e io me la rido tra me.
    Il senso è che l’omessa precedenza a pedone su attraversamento pedonale vale otto punti in meno sulla patente e una cifretta variabile tra i 154 e i 613 euro.
    Da quando l’ho scoperto, io ai passaggi pedonali sono peggio di un inglese.
    E la cosa più divertente è che la maggior parte dei pedoni rimane sorpresa e diversi ringraziano e mi sorridono pure.

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  6. frap1964, se finalmente applicassero questa regola, levando punti e cifretta dalle tasche di chi non si ferma ai passaggi pedonali, in breve tempo ci ritroveremmo attorniati da bravi automobilisti civili. Purtroppo non conosco nessuno che (in Italia) sia stato multato per questa infrazione.
    Ma la civiltà e il rispetto, ove mancano, si insegnano solo con il bastone (nella fattispecie, colpendo patente e portafoglio :))

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