Giulia, internet e il Lounge Bar

La differenza fra me e Giulia è che lei non è pigra. Dopo una giornata di lavoro, mentre io agogno solo a raggiungere il mio adorato divano e seppellirmi nel piumone come il cane nella sua cuccia, lei esce. A prendere l’aperitivo, a vedere il nuovo bar che hanno aperto, a provare quel pub che hanno ristrutturato. Se le dico di no – le dico quasi sempre di no, accampando le scuse più assurde: la prova che l’amicizia fra me e Giulia è sincera sta nel fatto che lei, nonostante io le dia così tante buche, continua a volermi bene – brontola e mi sgrida: «Ma non è possibile, cazzo! Devi uscire, conoscere gente nuova. Gente vera, intendo, mica quegli sfigati di internet con cui ti metti tu, accidenti!»

Fatto sta che anche l’altra sera Giulia, dopo aver cercato come al solito di coinvolgermi, Giulia è uscita, per andare a provare le meraviglia della movida di Midrano, il paese accanto a Spinola, che da qualche tempo è considerato il centro della Dolce Vita del Veneziano, tanto che sei delle sette case che formano il centro storico del paese in meno di un anno si sono trasformate in Lounge Bar, qualsiasi cosa voglia dire.

«Allora, come è andata?» le ho chiesto oggi, curiosa.

«Mmmhmmmm.» è stata la risposta evasiva.

«Mmmhm che? Un mortorio?»

«Ma no – fa lei, sbufficchiando – a dire il vero di gente ce n’era un sacco, tutti ammassati a prendere l’aperitivo, anche fuori dal locale con lo spritz in mano…»

«E allora cosa non andava bene? La musica?»

«Ma no, la musica era carina, per carità sempre la solita, ma niente di che…»

«E quindi? Cosa non ti è piaciuto?»

Mi guarda, scocciatissima: «Uff, è che ormai è così dappertutto: vai fuori ma non conosci nessuno. Arrivano tutti con la loro compagnia o in coppia, prendono l’aperitivo parlando solo fra di loro, e quando han finito l’aperitivo vanno via senza aver scambiato una parola con nessuno. Una volta uscivi e anche se eri da sola trovavi qualcuno che attaccava bottone, anche solo per parlare, adesso no. Se sei con qualcuno, esci e parli solo con lui, se sei con una compagnia, parli solo con quelli che conosci già, se niente niente sei da sola, rimani in un angolo. Ma dove cazzo si conosce la gente, adesso?»

Ridacchio, divertita: «Su internet. Stanno tutti lì. Hai presente gli “sfigati” che poi frequento io? Ecco, sono quelli che poi vanno al Lounge Bar.»

Giulia ci pensa un attimo, colpita dalla riflessione. «Ah. Ho capito. Allora spiegami: come diavolo si fa ad aprirsi un account?»

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7 pensieri su “Giulia, internet e il Lounge Bar

  1. Se vuoi un bel locale old fashioned, ti consiglio “Sessolo”, a Ponte di Piave. Una stupenda gelateria-galleria d’arte contemporanea, la trovi a Piavon, vicino a Oderzo; si chiama “Ca’ Lozzio”. E muoviti! Va’ un po’ fuori! Prendi aria! Smettila di stare con tutti quegli sfigati che navigano nel web, che sei giovane! 😉

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  2. Smettila di stare con tutti quegli sfigati che navigano nel web

    già, ma dove siamo, buon lector, quando scriviamo queste raccomandazioni?

    comunque hai ragione: come tempo fa era da snob non guardare laTV, adesso lo sta diventando non navigare sull’internet o non usare (essere usati cioè) da facebook

    mi verrebbe voglia di telefonarti da una vecchia cabina a gettoni, vecchio mio

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  3. Altra cosa ancora (secondo me peggiore) è quando nei locali sono tutti con la faccia rivolta allo schermo del cellulare perché stanno usando una di quelle app che ti permette di trovare “prede” nei dintorni. A quel punto molto meglio l’abbordaggio “tradizionale”.

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  4. Pingback: Visto nel Web – 49 « Ok, panico

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