L’ultimo giapponese nella giungla

Era lì. Stanco, disfatto, stravolto. Lo avevano abbandonato tutti. Ma lui no, non voleva mollare. Glielo avevano detto che ormai era finita. Che non aveva più scampo, che non gli restava altro che arrendersi. Si era battuto come un leone, per restare dov’era, per non abbandonare la postazione. Attaccato da ogni fronte, ogni giorno la notizia di qualcuno degli ex compagni imprigionato, perduto. Ma lui no, no, no, non voleva lasciar perdere, non voleva accettare che fosse tutto finito, che dovesse concludersi così. Cercava un modo per continuare a tenere la sua postazione, ma no, non c’era. Nessuno sarebbe venuto in suo aiuto, nessuno gli avrebbe offerto una via di uscita.

In fondo era l’ultimo giapponese nella giungla, mica il quasi ex governatore della Lombardia

6 pensieri su “L’ultimo giapponese nella giungla

  1. questa è geniale. e tu sai quanto la mia maleducazione mi renda difficile ammetterlo.

    ma se per arrendersi hiroo onoda fu necessario l’ ordine di un ex ufficiale superiore, a 30anni dalla fine della guerra, anche tutti i lombardi saranno d’ accordo ad attendere altrettanto per la resa del “formigonoda” ?

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  2. Comunque non mollerà mai l’ EXPO.
    Anche perchè se ci prova, mi sa che potrebbe succedergli qualche malanno, come si dice tra Agrigento e Maratea…

    Anonimo SQ

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  3. Galatea: l’altro giorno stavo per iniziare la lettura di “La lobby di Dio”, per rispondere a chi continua a chiedersi perché non si dimette, anche da parte dei cattolici.
    Apro il libro e in seconda di copertina leggo:
    “CL è più potente di Opus Dei e più efficiente della massoneria. Ha una rete di 35.000 aziende, con un fatturato di 70 miliardi di euro”.

    No, davvero: credete davvero che questo molli la poltrona?

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  4. ha ragione papibull

    la battuta è molto bella, ma a pensarci bene quei giapponesi lì avevano una profonda coerenza, un radica senso del dovere, non stavano sull’isola a tutti i costi per il proprio tornaconto personale (certo la guerra è una brutta cosa, sia chiaro), insomma un’altra pasta d’uomini

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