La vita segreta degli impermeabili

Gli oggetti sono strani. Anche quelli che hai sempre intorno e paiono banali e scontati. Prendi il mio impermeabile, ad esempio. La prima volta, due anni fa, l’ho perso a Torino. Nel senso che ero con i ragazzi di Schegge di liberazione, e dovevamo fare una lettura al Circolo De Amicis, quello del libro Cuore, e io, che son stordita, me lo sono dimenticato là sullo schienale di una sedia, che se la Cate non me lo ricupera, chi lo vede più.
Allora i ragazzi di Schegge, siccome poi non é che ci si vede ogni settimana, se lo sono tenuti a Carpi tipo per sei mesi, e poi alla Blogfest, a ottobre dell’anno scorso, me lo han dato indietro, e io l’ho riportato a casa con me.
Quest’anno l’impermeabile l’ho riportato alla Blogfest, perché avevano previsto pioggia, e poi l’ha fatta, e quindi l’ho usato; ma poi stamattina é venuto fuori di nuovo il sole, e quindi io, quando Luigi mi ha dato un passaggio in macchina verso Verona, l’ho messo nel bagagliaio, e quando sono scesa dalla macchina lui é rimasto lì, l’impermeabile, intendo, e Luigi mi ha subito telefonato che lo terrà lui a Mantova, finché non ci si vede di nuovo.
E così il mio impermeabile è stato a Carpi e ora anche a Mantova, e io no, e da tutto questo bisognerebbe riuscire a cavar fuori una morale, o almeno una riflessione, tipo che gli oggetti nostri hanno una vita che poi é solo loro, e in cui noi non c’entriamo per nulla. Oppure che le cose che diciamo “nostre” in realtà nostre davvero non sono mai, perché poi vanno in posti dove noi non andiamo, con persone che non siamo noi.
Ma forse la cosa più semplice é stabilire che io dovrei essere un po’ meno distratta, e basta.

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5 pensieri su “La vita segreta degli impermeabili

  1. Formidabile Galatea! Io alla blogfest c’ero, e ho ammirato il tuo impermeabile. Come mai non lo hai dimenticato nei pressi miei? Me lo sarei goduto fino alla prossima blogfest!

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  2. Ogni volta che mi metto l’impermeabile i miei colleghi mi chiamano “l’ispettore Gadget”, a prescindere da questo dopo il book crossing dovremmo fare “l’impermeabile crossing” chiedendo ai temporanei utilizzatori di iscriversi ad un apposito sito e registrare il percorso che l’indumento fa, una specie di mappatura del trench, e poi quando la proprietaria lo vuole avere indietro basta che contatti l’ultimo utilizzatore e il gioco è fatto.
    Che faccio, ti creo l’APP?
    G.

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