La Signora Pina e la sindrome di Monti

Scena: il salotto di casa Pattaro. Personaggi: La Signora Pina, la nipote Carlotta.

Carlotta:«E insomma, Giovanna è disperata, zia.»

Signora Pina: «E perché, povera creatura?»

Carlotta: «Be’ tu sai tutto il casino che le aveva combinato quello stronzo di suo marito, no? Che l’ha mollata con tre figli piccoli, portandosi via tutti i soldi del conto corrente, non paga gli alimenti, insomma è sparito senza lasciarle un soldo?»

Signora Pina: «Eh, sì, poveretta, mi ricordo…»

Carlotta: «Ecco, allora lei, disperata, per qualche mese ha deciso di prendersi in casa per aiutarla sua mamma, la Gina, che è sempre stata un drago con i soldi e a far quadrare i bilanci. E insomma, si è messa a tagliare con le spese, l’ha costretta a fare le collezioni di buoni sconto, ricicla ai bambini i vestiti delle cugine, dà loro da mangiare solo le cose prese al discount…»

«Eh, vabbe’, bisogna fare dei sacrifici…»

«Sì, però doveva stare solo due mesi, finché la Giovanna non si rimetteva in sesto un po’, e e invece…»

«E invece?»

«E invece si è piazzata stabile in casa sua e non se ne va più. Se la Giovanna fa presente che ormai ha imparato a gestire tutto, comincia a dirle che se non la vedono là con lei i negozianti sotto casa non le fanno più credito, le commesse del supermercato non accettano i buoni, le cugine non le regalano più gli abiti per i bimbi, perché tutti lo fanno perché è lei che è affidabile e quindi non se ne può andare. E così i due mesi iniziali sono diventati tre, e ieri l’ha sentita dire alla vicina di casa che si ferma fino all’anno prossimo e magari per sempre perché finché la figlia continua ad avere bisogno di lei, lei deve rimanere…Insomma, la Giovanna è disperata, non ce la fa più, non sa come sbarazzarsi della madre, non ha idea di cosa può fare!»

Signora Pina: «Eh, mi sa che non può fare niente. Se la tiene. Come noi Monti.»

6 pensieri su “La Signora Pina e la sindrome di Monti

  1. @luigi… non sono tanto d’ accordo. da queste parti potrebbe sempre passare qualche politico vero, e se non gli si spiega tutto rischiano di non capire il parallelismo con la realtà. che spesso sembra facciano fatica a vedere anche quella, in effetti.

    Mi piace

  2. Ci sono tre principali insiemi di grandi delinquenti finanziari, in Italia: i mafiosi, i corrotti e gli evasori fiscali. All’insieme “evasori fiscali” appartengono necessariamente anche gli altri due, poiché è evidente che politici e uomini dell’apparato corrotti, collussi, concussi e i loro corruttori, così come i mafiosi, non dichiarano certo, né hanno mai dichiarato al fisco, il frutto delle loro attività illecite.
    Inoltre, molti di coloro che facevano parte di questi insiemi e oggi non vi fanno più, millantando una verginità che è solo di facciata, nel frattempo hanno accumulato tanto di quel capitale da poter vivere sereni e tranquilli loro, i loro figli, i nipoti e chissà quante generazioni a venire.
    Di converso, l’arricchimento spudorato di questi soggetti ha impoverito irrimediabilmente la maggior parte dei rimanenti, quei cittadini che per scelta o per caso, non fanno o non hanno mai fatto parte degli insiemi di cui sopra.
    Accettando lo “status quo”, si rischia di definire senza appello il passato, perché oramai chi ha dato ha dato e chi ha avuto ha avuto, come recita la famosa canzonetta.
    Per rimettere in sesto il paese, l’unica vera soluzione sarebbe riaprire molti termini di prescrizione, andare indietro di venti, trenta e fors’anche quarant’anni, comprendere la dinamica di formazione dei vari patrimoni e costringere parecchie persone a restituire il maltolto.
    Un maltolto che ammonta a parecchie migliaia di miliardi; praticamente, buona parte di quell’astronomico debito pubblico che grava su tutti, pur essendo finito nelle tasche di pochi.

    Mi piace

I commenti sono chiusi.