Il creatore di liste civiche

A Ghino, che è sempre incuriosito dalle maschere della politica locale

Egidio Bossolon è un professionista. Nel suo settore d’interesse vanta un’esperienza pluriennale, una competenza specifica riconosciuta e successi verificabili dati alla mano. Il problema, semmai, è riuscire a definire esattamente il suo mestiere.

Egidio Bossolon, infatti, non è mai stato chiaro a nessuno, a Spinola, che cosa faccia di lavoro suo: a qualsiasi ora del giorno lo si trova piantato su uno a caso dei tavolini della Clara, con davanti, a seconda dell’ora, un caffè, uno spritz o un fernet, ed il giornale locale aperto davanti, che studia, apparentemente, parola per parola, con la stessa attenzione con cui gli antichi auguri etruschi sezionavano i fegati delle vittime sacrificate.

Parla poco con gli altri avventori, non interviene, non pontifica, è in pratica avvolto in un silenzio al limite del coma, tanto che le cameriere meno anziane lo scambiano per uno di quegli avventori fissi che diventano parte dell’arredamento del locale, e la cui unica caratteristica è quella di star lì. Non sanno, le meschine, che in realtà la vita di Egidio Bossolon va a cicli, come quella di certe piante o animali. Il suo letargo apparente, infatti, dura tre anni giusti: al quarto, Egidio si risveglia di botto, giusto sei o sette mesi prima delle elezioni: perché Egidio, dacché si ha memoria di lui, quello ha sempre fatto e sempre fa, in politica: il creatore di liste.

Non c’è elezione a Spinola, infatti, da quarant’anni a questa parte, in cui Egidio Bossolon non sia stato candidato. Mai con un partito, eh. Se ci sono le elezioni, ci si può mettere una mano sul fuoco: dieci giorni prima dello scadere dei termini di presentazione, quando ancora persino i partiti storici annaspano per trovare gente da candidare in riempimento, zàcchete, lui se ne esce fuori con la sua listina bella lucida e tirata.

La Lista Bossolon è come il nero, va su tutto. Nel corso degli anni è stata contro l’inceneritore, ma a favore del nuovo casello d’autostrada; fermamente avversa alla chiusura festiva dei negozi, salvo presentarsi quattro anni dopo contro, per rispetto dei giorni di riposo dei commessi; ha partecipato alle elezioni per chiedere a gran voce la creazione della nuova piazza del mercato e la tornata dopo per bloccarne il progetto, poi è stata per la piscina comunale, ma anche contro, si è battuta per i marciapiedi sul corso, salvo poi protestare per i cantieri che li realizzavano: insomma, la Lista Bossolon, a Spinola è come l’araba fenice: risorge dalla sue ceneri ad ogni elezione, totalmente immemore di quanto le sia successo nella incarnazione precedente.

I tre anni di immobilità apparente al tavolo della Clara a Bossolon servono come silenziosa preparazione: come una spugna, acquattato nel suo angolino, assorbe dai discorsi degli avventori il malumore locale che trasuda dalle chiacchiere del bar, lo filtra, lo distilla. Quindi, individuato il tema chiave che si dibatte per le vie di Spinola, lo condensa in una parola o in uno slogan – “No ai negozi aperti” “Sì ai marciapiedi” – e lo sbatte sotto al logo della sua lista, sempre uguale, con il disegnino della piazza del Municipio e la chiesa stilizzata, e sotto, in piccolino, “Vota Bossolon”, perché lui, il personal branding, lo applica da prima che qualche genio del marketing gli inventasse un nome inglese.

È organizzato da far paura, l’Egidio. Dalla sua agendina nera di pelle sa tirare fuori, come da un magico cappello a cilindro, la compagnia più adatta alla rappresentazione, perché la Lista è consolidata, ma i comprimari ed il cast vengono rinnovati ad ogni rappresentazione. Se si parla di negozi, ecco comparire tre o quattro commercianti del centro, indi una o due casalinghe venete dal culo quadro come massaie d’altri tempi per rassicurare l’elettorato più conservatore; se il tema è l’autostrada, la lista è tutto un fiorire di ex contadini preoccupati per gli espropri o gasati per essi; se il tema è la piscina, si materializzano subito un manipolo di giovani muscolosi istruttori di nuoto che promettono luminosi futuri atletici ai ragazzi spinolensi.

Non piglia mai un consigliere, la Lista Bossolon. Nelle tornate migliori, porta a casa un centinaio scarso di voti, generosamente donati dagli amici e parenti più stretti degli eleggendi e da qualche bastian contrario cronico, che vota loro per dispetto di non votare gli altri.

Ma la vittoria alle elezioni non è mai stato l’obiettivo dell’Egidio. La sua eterna strategia consiste, infatti, nel raggranellare quel tanto che gli basta poi a presentarsi di fronte al sindaco vincitore, chiunque egli sia, per trattare su un posto di secondo piano nei meandri del sottobosco politico: una poltroncina nel Comitato Festeggiamenti della Sagra, un posto nel Consiglio della Proloco, e così via. Dal suo scranno così faticosamente conquistato, per i seguenti tre anni, Egidio esercita nel silenzio e nell’ombra, senza disturbare, quel poco di potere che gli basta a mettere insieme, con piccole tangenti e regalie più o meno sollecitate, quella manciata di centinaia di euri che gli consente di campare con decoro, pagarsi il fernet al bar di Clara e continuare a galleggiare fra i marosi della politica locale, localissima, di Spinola. Non è poi nemmeno esoso, l’Egidio: è pago di quella notorietà piccina e del suo quieto tran tran che il suo specifico, particolare tipo di professionalità gli ha ritagliato negli anni.

O meglio, gli ha garantito finora. Perché da un paio di giorni Egidio, risvegliatosi per le imminenti elezioni, dal suo tavolino della Clara è entrato in crisi: primo, perché nel mugugno generalizzato e nel marasma dello scontento, trovare un tema, uno solo, da sbattere come sottotitolo alla lista è dura; e secondo perché le sue telefonate ai comprimari storici per metter su la compagnia di giro vanno clamorosamente a vuoto.

Ad ogni chiamata è tutto un susseguirsi di: «No, ma io ho già detto sì a **** che mette su la lista civica dei Grillini!» «No, son già in parola con **** che mette su la lista civica per il PDL!» «Eh, me spiase, ma g’ho zà dà l’ok ala lista de la Lega..

«Casso, ma i se g’ha meso tuti a far liste civiche, sta bota? – si è inalberato il povero Egidio, rimasto senza candidati e senza spazio, assediato da tutti questi novellini della lista civica che sgomitano e gli rubano spazio – No se fa miga cusì, no ghe xé più rispeto!»

Ha chiuso il cellulare, sorbito un sorso di fernet e fissato pensoso il tavolo. Forse medita di mettere su una lista civica in difesa di chi le liste civiche le ha sempre fatte da professionista e ora si trova senza lavoro per questa manica di dilettanti allo sbaraglio, eh.

5 pensieri su “Il creatore di liste civiche

  1. “gli basta a mettere insieme, con piccole tangenti e regalie più o meno sollecitate, quella manciata di centinaia di euri che gli consente di campare con decoro, pagarsi il fernet al bar di Clara e continuare a galleggiare fra i marosi della politica locale”
    Magnifico quadro della più autentica e verace realtà politica italiana.

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  2. Osta,pure la dedica!
    Grassie grassie, son tutto emossionato.
    Quanto al Bossolon, esigo di essergli presentato non appena ci sarà occasione. Difficile trovare qualcuno, come il predetto, che incarni tutto un campionario “civico” in un solo essere umano.
    Grande post.
    Inchino e baciamano.
    Ghino La Ganga

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  3. Pingback: Il fabbricatore seriale di liste civiche | GiulioCavalli.net

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